Garlasco e i giornalisti
Per sei quotidiani, nuova veste grafica – La Radio? Ottima salute – La Stampa riparte – Incatenato per convocazione Bicamerale
GARLASCO E I GIORNALISTI – Carlo Bartoli, presidente dell’Ordine dei giornalisti a 24 Mattino su Radio 24 ha dichiarato, sulla vicenda Garlasco, che «I giornalisti hanno le loro grandi responsabilità, però quando si parla di circo mediatico si pensa a una cosa orchestrata dai giornalisti. Il Parlamento non si muove, il Governo non fa niente, l’Autorità è inerte e quindi si lascia, come dire, che succeda quel che succede». Bartoli ha proseguito affermano che i giornalisti sono una delle molte pedine, neppure la più importante, di questa vicenda. «Secondo me – ha aggiunto – riportare sotto un controllo e sotto una responsabilità giornalistica tante di queste trasmissioni che sono scritte, sono orchestrate dagli autori che non sono giornalisti, comunque sarebbe un passo in avanti. Io voglio ricordare che nel 2008, per impulso dell’allora Presidente Napolitano, venne costituito un comitato per vigilare sulla correttezza dei processi in televisione. Dal 2012 non è più stato riconvocato. Noi l’abbiamo chiesto come Ordine Nazionale nel 2022, nel 2023. Nel 2025 abbiamo fatto un documento pubblico. Tre mesi fa ci siamo recati all’Agcom, che è il titolare di questa funzione, per chiedere che venga riconvocato. Ad ora non è stato fatto niente». Per il presidente Bartoli la situazione è fuori controllo e devastante: «Abbiamo visto in questi giorni delle cose raccapriccianti, come la ricostruzione e la presentazione che ha fatto Quarto Grado del caso con caratteri giganteschi. Quarta Repubblica addirittura ha fatto una ricostruzione con l’intelligenza artificiale, La vita in diretta praticamente è una sorta di processo».
PROTESTA CON MANETTE E CONVOCAZIONE – Dopo la protesta dell’on. Roberto Giachetti (ex Radicale, ora IV) che si è “incatenato” al suo banco in Parlamento, iniziando lo sciopero della fame e della sete, la maggioranza si è resa disponibile a garantire il numero legale della vigilanza Rai. E così la presidente della Commissione bicamerale, Barbara Floridia (MS5), ha convocato per mercoledì, 27 maggio, la commissione. Sono due anni che vige lo stallo della commissione. Era l’autunno di due anni fa quando la maggioranza, dopo l’elezione del nuovo Cda, proponeva la consigliera Simona Agnes, su indicazione di Forza Italia, per la presidenza della tv pubblica. Di fronte al rifiuto dell’opposizione di partecipare al voto per la sua designazione, ha iniziato a disertare i lavori della Bicamerale impedendo il raggiungimento del numero legale, se non in casi eccezionali legati a obblighi di legge. Vedremo quanto durerà.
LA RADIO SI SENTE BENE – Gli ascoltatori della Radio, in un giorno medio, sono poco meno di 35 milioni (34,792 milioni). Lo dice una rilevazione di Audiradio e i dati sono relativi al primo trimestre 2026 rilevati tra il 27 gennaio e il 13 aprile per le emittenti nazionali e tra il 14 ottobre 2025 e il 13 aprile 2026 per le emittenti locali. Anche nel 2026, la radio più ascoltata è Rtl 102.5. La ascoltano, ogni giorno, 6.5 milioni di italiani. Seguono le radio appartenenti allo stesso Gruppo (appartiene all’imprenditore italiano Lorenzo Suraci, che ne è il fondatore, editore e presidente): Radio Zeta è seguita da oltre 1.1 milione di persone e Radiofreccia da 1.3 milioni. L’intero Gruppo, con Rtl 102.5, Radio Zeta e Radiofreccia, supera i 9 milioni di italiani all’ascolto. Radio Italia solomusicaitaliana nel primo trimestre 2026 si conferma la seconda radio in Italia con 6.138.000 ascoltatori nel giorno medio. RadioMediaset (Radio 105, Virgin Radio, R101, Radio Monte Carlo, Radio Subasio, Radio Norba), cui fanno capo le attività radiofoniche del Gruppo Mediaset, si conferma ancora una volta primo Gruppo radio nazionale con il 20.7% di ascoltatori (recente l’acquisto di Radio Norba). Buon andamento anche delle Radio Rai, che registrano una crescita significativa negli ascolti consolidando il percorso di rafforzamento editoriale e di presidio del servizio pubblico radiofonico. Nel confronto con il IV trimestre 2025, il Gruppo Rai cresce del 3,4% nell’ascolto per Quarto d’Ora Medio, a fronte di un Totale Mezzo sostanzialmente stabile (+0,4%). Un risultato che si riflette anche sul dato di share, in crescita del 3% nello stesso periodo.
LA STAMPA RIPARTE – Sembra terminata la brutta vicenda che ha riguardato La Stampa acquistata dalla famiglia Agnelli nel periodo fascista e, ora, di proprietà di John Elkann. La Stampa oggi con la gestione Elkann è in piena crisi (a marzo 2026 vendeva 65.500 copie al giorno. Confrontando lo stesso mese del 2025, abbiamo un calo netto dell’11,2%). Oggi si riparte con Alberto De Leonardis (Sae) e un nuovo direttore. Designato alla direzione Antonio Di Rosa, messinese, 75 anni, già vicedirettore del Corriere della Sera, poi direttore del Secolo XIX, della Gazzetta dello Sport, dell’agenzia LaPresse, ora direttore editoriale Sae. Ma rimangono i “vecchi” come l’ex direttore Maurizio Molinari che sarà il responsabile dell’edizione online de La Stampa di New York, in inglese. E, a quanto sembra, rimane anche John Elkann che ci mette 3 milioni attraverso una Fondazione. Oltre a Elkann c’è la Reale Mutua Assicurazioni, Unione industriali Torino, Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo, Confindustria di Cuneo, Unione industriali di Torino. E poi il Gruppo di Carlo Toto (costruzioni stradali, grandi opere, energie rinnovabili).
NUOVA VESTE GRAFICA PER SEI QUOTIDIANI – Da qualche giorno, i sei quotidiani del gruppo Nem che escono nel Nordest (Messaggero Veneto, Mattino di Padova, Nuova di Venezia e Mestre, Tribuna di Treviso, Corriere delle Alpi e Piccolo) si presentano ai lettori con una nuova veste grafica. L’obiettivo, così hanno spiegato i dirigenti del gruppo, è quello di creare giornali più leggibili, ordinati ed essenziali, capaci di accompagnare il lettore in un’esperienza informativa moderna. Le nuove pagine sono state progettate per adattarsi non solo alla lettura su carta, ma anche a quella su tablet, smartphone e computer. I testi utilizzeranno il carattere Tiempos, che s’ispira allo storico Times New Roman.
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