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Francia: Prove di DNA per i ricongiungimenti familiari?

La discussione sull’uso della "prova del DNA" per il ricongiungimento dei familiari per gli immigrati.
di Thierry Abdon AVI - giovedì 11 ottobre 2007 - 2814 letture

L’emendamento al progetto di legge sull’immigrazione, approvato nel mese di settembre 2007 dalla Commissione delle leggi dell’Assemblea Nazionale francese, è stato presentato dal parlamentare dell’UMP (Union pour un Mouvement Populaire) Thierry Mariani; per accelerare i tempi del ricongiungimento familiare egli propone e ribadisce che non sia obbligatorio ricorrere alle prove del DNA per dimostrare il legame di parentela. Secondo Thierry Mariani, che si stupisce del vigore della discussione attorno al suo emendamento, "questa procedura potrebbe essere attuata soltanto su iniziativa di un richiedente desideroso di provare la sua buona fede il più rapidamente possibile. È sicura e veloce. Ed è già utilizzata da 11 dei nostri partner europei", e permetterà "di rispondere allo sviluppo della frode documentaria". Secondo il proponente, troppo spesso, i documenti presentati in occasione di domande di ricongiungimento familiare sono falsi.

I Socialisti hanno sollevato dei dubbi sulle possibilità d’attuazione dei test nei paesi d’origine. Hanno anche sollevato il problema dei bambini adottati regolarmente o raccolti per la strada. Giovedì 13 Settembre, sul giornale Le Monde, François Hollande ha espresso la sua opposizione a quest’emendamento, anche se riconosce che "il controllo dell’immigrazione familiare deve essere effettivo" e inoltre, ritiene che la procedura proposta "pone un problema di principio ed un problema di metodo". Esistono altri sistemi di schedatura per dimostrare se il legame familiare è vero", ha sottolineato. Malgrado la commissione delle leggi del Senato abbia respinto l’articolo in oggetto, i deputati dell’UMP intendono ritornare alla carica nei prossimi giorni.

Tuttavia anche alcuni deputati dell’UMP, come François Goulard ed Etienne Pinte, hanno criticato quest’emendamento, contro il quale hanno votato. Il primo ha emesso riserve d’ordine pratico ed il secondo si è interrogato sull’opportunità di applicare a cittadini stranieri test che sono autorizzati in Francia soltanto su richiesta dell’autorità giudiziaria.

L’esigenza di più risorse per il raggruppamento familiare: la commissione ha portato molte altre modifiche al progetto che mira "ad inquadrare meglio il ricongiungimento familiare". Se è vero che, sempre su iniziativa di Thierry Mariani, la suddetta commissione ha adottato un emendamento che dispensa i coniugi di oltre 65 anni, candidati al ricongiungimento familiare, dalla "valutazione di conoscenza della lingua e dei valori della Repubblica" è altrettanto vero che un altro emendamento adottato prevede una nuova valutazione al termine di ogni formazione. I deputati inoltre hanno portato a 1,33 volte lo Smic (lo stipendio minimo di crescita) cioè il livello di reddito che potrà essere richiesto per qualsiasi raggruppamento di famiglie composte da "sei persone o più".

Altri due emendamenti di Thierry Mariani sul mantenimento di uno straniero in zona d’attesa sono stati approvati. Il primo autorizza l’amministrazione a decidere l’estensione in zona d’attesa per una durata massima di 4 giorni, senza rinnovo di procedura (ciò che si può intendere come un allargamento dei poteri delle amministrazioni stesse). Il secondo autorizza l’estensione per un periodo di otto giorni del mantenimento in zona d’attesa di uno straniero "in caso di volontà deliberata" di quest’ultimo "di impedire la sua partenza" (questa, che potrebbe sembrare un’apertura ai desideri del clandestino, lascia del tutto irrisolti i motivi per i quali il ritorno nel paese d’origine sarebbe comunque troppo pericoloso – si vedano i casi di omosessualità o di libertà politica negata – e quindi mai auspicabile. Cosa possono mai essere 4 giorni in più in situazioni di tale drammaticità?)

Oltre alle considerazioni politiche si pone la questione etica: cos’è una famiglia, in Africa e in Francia? Un’entità sociologica complessa nella sua costituzione e nel suo funzionamento, e che è impossibile ridurre al solo legame biologico esistente tra i suoi membri. Una legge che ratifica il legame genetico come base della filiazione non è suscettibile di introdurre un precedente che scuoterebbe il codice civile francese nelle sue basi? Inoltre, l’argomento è un po’ provocatorio, quindi questa legge permetterà di rifiutare ad una donna il cui marito lavora in Francia, il permesso di raggiungerlo con tutti i suoi figli se uno di questi è un suo nipote, orfano dell’AIDS... Non si può che constatare il carattere discriminatorio ed "inumano" di tale misura.. .

Restiamo vigili, senza sottovalutare certamente la preoccupazione dei francesi in particolare e dell’Europa in generale di fronte ad un mondo diventato incerto, come pure la necessità di aprire un ampio dibattito sul controllo dei flussi migratori e sui suoi metodi.


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