Sei all'interno di >> :.: Dossier | Qui Francesco |

Francesco Guccini e la scuola

Con Francesco Guccini muore un educatore che trasformò la musica in atto paideutico.

di Salvatore A. Bravo - sabato 8 agosto 2026 - 699 letture

Francesco Guccini è venuto a mancare, con lui si eclissa un cantautore corale. Le sue canzoni non furono canzonette da svendere sul mercatino degli eccessi e dei vocalizzi urlati con tanto di gestualità pelvica, a cui purtroppo siamo normalmente abituati. Con Francesco Guccini muore un educatore che trasformò la musica in atto paideutico.

Le parole del cantautore parlavano senza il bisogno del chiasso e della violenza dell’immagine. I testi si prestavano ad essere ascoltati e pensati e in tale modalità ha contribuito, senza demagogia, a denunciare contraddizioni e ingiustizie sociali.

Era diplomato all’istituto magistrale e si iscrisse a Magistero senza conseguire la laurea, pertanto si formò da educatore e fu “maestro” con la sua musica e con la sua storia. Negli ultimi anni ha denunciato più volte lo sfacelo della scuola pubblica. Contestò la riforma Moratti nel 2000, in quanto favoriva le scuole private. In non poche interviste dichiarò con preoccupazione la trasformazione della scuola in uno spazio di socializzazione, più apparente che reale, privo di contenuti e di disciplina.

La scuola elementare non insegna più a leggere, a fare i conti e a rispettare le regole. L’essenziale è stato sostituito con attività ludiche. A scuola e fuori della scuola non si pensa, ma semplicemente ci si lascia andare al disimpegno. Le carenze profonde delle scuole elementari si riflettono nella mediocrità di non pochi studenti universitari che commettono errori di ortografia. La nostra futura classe dirigente non sa leggere e scrivere. Il disastro culturale e umano è sostenuto dal sistema che produce in serie “uomini e donne di superficie”. Gli insegnati elementari non educano e non sono posti nelle condizioni di insegnare, in gran parte donne, si limitano a ricoprire il ruolo di “mamme”. Il mammismo, e quindi l’iperprotezione, non insegna nulla, semplicemente alimenta l’ego narcisistico e contribuisce a declassare la scuola pubblica.

Francesco Guccini era per una “severità costruttiva” attraverso la quale insegnare il valore del sacrificio e della cultura. Le sue osservazioni sono state preziose, perché ebbe il coraggio della “verità”. Ecco le sue parole nel 2015 sulla scuola:

“Una volta ti insegnavano a leggere, scrivere e far di conto. Se entravi alle medie dovevi conoscere l’analisi logica e grammaticale. Ora si arriva alle medie che non si sa scrivere. Gli insegnanti spieghino agli studenti l’uso dell’acca che a giocare ci pensano da soli!”.

“Gli studenti universitari fanno degli errori clamorosi, per questo bisogna intervenire già dalle elementari”, e anni dopo all’agenzia Dire rimarcava: “Non sono più le elementari di una volta, quando il sistema forse era troppo feroce e classista” [1].

I bambini possono e devono imparare a giocare da soli, oggi anche il gioco è sottratto alla gioiosa libertà dei bambini e orientato verso altro… La scuola classista alle elementari e alle scuole medie inferiori non esiste più, e questo non può che essere un bene, ma una scuola priva di equilibrio e di contenuti non può che condurre all’ignoranza pianificata. Le “maestre mamme” offrono un sapere simile agli omogeneizzati, e dunque senza sforzo ed esemplificato e questo non favorisce la crescita dei singoli e delle comunità:

“Il maestro elementare ormai è protetto dal Wwf, non ne esistono più, sono come i panda. Lo stipendio è piccolo, non c’è prestigio sociale: una volta c’era il farmacista, il maresciallo dei carabinieri, il medico condotto e il maestro, erano personaggi all’interno della società con notevolissima importanza. Oggi, ci sono solo maestre, che hanno un secondo lavoro. Fanno un po’ le mamme. Prima erano feroci. Ricordo miei compagni alle elementari che sanguinavano per le bacchettate in testa. Se succede ora, diventa un caso da prima pagina. Erano severissime, oggi sono troppo buone”.

La scuola, dunque, è da riscrivere come un testo di una canzone ponendo al centro gli interessi reali del bambino e non certo del mercato, che le sue parole restino con noi, auguriamocelo, mentre la barbarie avanza.


- Ci sono 0 contributi al forum. - Policy sui Forum -