Flotilla diretta a Gaza: Israele espelle i due attivisti
Flotilla diretta a Gaza, Israele espelle i due attivisti che aveva deportato, Saif Abu Keshek e Thiago Avila. La portavoce Delia: “grave silenzio del governo Italiano”
Si sblocca, almeno in parte, il caso dei due attivisti della Global Sumud Flotilla arrestati da Israele dopo l’intercettazione delle imbarcazioni dirette verso Gaza. Nelle ultime ore le autorità israeliane hanno annunciato la deportazione dello spagnolo di origine palestinese Saif Abu Keshek e del brasiliano Thiago Avila, detenuti da oltre una settimana dopo il blitz compiuto in acque internazionali vicino a Creta.
I due facevano parte del comitato organizzatore della missione umanitaria che puntava a sfidare il blocco navale imposto da Israele sulla Striscia. Secondo gli organizzatori della Flotilla, le imbarcazioni trasportavano aiuti e medicinali destinati alla popolazione civile palestinese. Israele, invece, ha definito l’iniziativa “una provocazione politica” e ha accusato Abu Keshek e Avila di avere legami con organizzazioni ostili, accuse respinte dagli attivisti e dai loro legali.
La portavoce della Flotilla, nelle dichiarazioni rilanciate dai media internazionali e dai canali del movimento, ha parlato di “rapimento illegale in acque internazionali” e ha accusato Israele di voler criminalizzare le missioni umanitarie dirette a Gaza. “Non smetteremo di denunciare il blocco e la situazione umanitaria nella Striscia”, ha affermato, sostenendo che i due attivisti sarebbero stati sottoposti a pressioni psicologiche e isolamento durante la detenzione.
Il caso ha assunto rapidamente una dimensione diplomatica. Spagna e Brasile hanno protestato formalmente contro Israele, chiedendo il rilascio immediato dei loro cittadini e definendo l’operazione “contraria al diritto internazionale”. Anche l’Onu, attraverso l’Alto commissariato per i diritti umani, ha chiesto “l’immediata e incondizionata liberazione” dei due attivisti e un’indagine sulle denunce di maltrattamenti.
Secondo il gruppo legale Adalah, che assiste i due militanti, Abu Keshek e Avila erano entrati in sciopero della fame durante la permanenza in carcere. I loro avvocati hanno sostenuto davanti al tribunale israeliano che l’arresto sarebbe avvenuto fuori dalla giurisdizione di Israele e che la missione aveva esclusivamente finalità civili e umanitarie.
La Global Sumud Flotilla era partita da Barcellona a metà aprile insieme ad altre imbarcazioni provenienti da Italia e Francia. In totale, secondo gli organizzatori, partecipavano circa 180 attivisti internazionali. L’operazione israeliana ha portato al fermo di decine di persone e al trasferimento della maggior parte dei militanti a Creta, mentre i due leader del movimento sono stati portati in Israele per interrogatori e detenzione.
Nelle ultime ore diversi attivisti rilasciati hanno denunciato presunti abusi durante il fermo. Alcuni racconti parlano di percosse, privazione di acqua e cure mediche e condizioni detentive particolarmente dure. Le autorità israeliane respingono le accuse e sostengono che l’intervento sia avvenuto “nel rispetto della legge” per impedire la violazione del blocco navale su Gaza.
La portavoce italiana della Global Sumud Flotilla, Maria Elena Delia, nelle ultime ore ha rilasciato diverse dichiarazioni sul caso dei due attivisti fermati da Israele, Thiago Avila e Saif Abu Keshek.
Durante il presidio davanti alla Farnesina, Delia ha chiesto “che anche l’Italia intervenga per far rilasciare Thiago Avila e Saif Abu Keshek”, sostenendo che i due siano stati “trattenuti dalla marina israeliana” dopo il fermo delle imbarcazioni dirette verso Gaza.
La portavoce ha inoltre insistito sul nodo giuridico della nave italiana Erow 1, spiegando che “Thiago e Saif sono stati prelevati da una barca che batteva bandiera italiana”. Secondo Delia, “per il diritto marittimo è come se fossero stati prelevati da una città italiana”, motivo per cui il movimento ritiene che Roma avrebbe dovuto intervenire immediatamente.
In un’altra dichiarazione rilanciata sui social e durante le proteste davanti alla Farnesina, Delia ha definito “vergognoso” in particolare “il silenzio dei nostri governi su quello che è accaduto alla Global Sumud Flotilla e a Saif Abukechek e Thiago Ávila”.
La Global Sumud Flotilla ha anche annunciato che presenterà un ricorso alla Corte europea dei diritti dell’uomo contro Italia e Israele. Delia ha spiegato che, secondo i legali del movimento, il fermo dei due attivisti in acque internazionali rappresenterebbe “un ulteriore crimine”, oltre all’intercettazione delle imbarcazioni dirette a Gaza.
- Ci sono 0 contributi al forum. - Policy sui Forum -