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La libertà è nel sangue dell’attivista e oppositrice politica Chaima Issa. Figlia di un ex prigioniero politico, Chaima dice sempre la verità sul potere, anche al prezzo della sua libertà.

di Amnesty - giovedì 14 dicembre 2023 - 724 letture

“Mi chiamo Chaima e vivo in Tunisia. Sono la figlia di un ex prigioniero politico e dire la verità sul potere è nel mio DNA. Questo però mi è costato la libertà. Da quando il potere del presidente Kaïs Saïed è aumentato, la libertà d’espressione è sotto attacco, i tribunali militari prendono di mira chi critica il governo e il sistema legale manca d’imparzialità. Io sono stata una delle prime persone a opporsi pubblicamente e per questo sono stata sottoposta a detenzione arbitraria per oltre quattro mesi. A luglio sono stata scarcerata, ma rischio dieci anni di carcere.”

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Chaima

Queste sono le parole di Chaima Issa, una donna coraggiosa che ha bisogno del tuo aiuto per continuare a denunciare le ingiustizie nel suo paese. Proprio ieri, 13 dicembre, Chaima è stata condannata a 12 mesi di carcere con sospensione della pena e continua a essere indagata per altri reati pretestuosi.

Quando nel luglio 2021 il presidente tunisino Kais Saied sospende il parlamento, licenzia il primo ministro e prende il controllo esecutivo del paese, Chaima è una tra le prime persone a opporsi pubblicamente.

Il 22 febbraio 2023, Chaima viene accusata di “cospirazione” e arrestata dopo aver incontrato diplomatici stranieri insieme ad altre figure dell’opposizione per discutere della situazione politica in Tunisia. Dopo più di quattro mesi di detenzione arbitraria viene scarcerata, ma le indagini sono ancora in corso. Le autorità le impediscono di viaggiare all’estero e di “apparire in pubblico”. Nel frattempo, sono state aperte altre indagini nei suoi confronti e rischia una lunga condanna al carcere.

Chaima Issa è una figura di spicco del Fronte di salvezza nazionale (NSF), una delle principali coalizioni di opposizione in Tunisia. Il suo è un caso emblematico della repressione delle autorità tunisine nei confronti degli oppositori politici.

Anche se è stata scarcerata il 13 luglio 2023, dopo quattro mesi di detenzione arbitraria, resta indagata per presunta “cospirazione” ai sensi di 10 articoli del codice penale – compreso l’articolo 72, che prevede la pena di morte per aver tentato di “cambiare la natura dello Stato” – e di più di una dozzina di articoli di una legge antiterrorismo del 2015.

Un tribunale militare sta inoltre indagando su Chaima Issa ai sensi dell’articolo 24 della legge per le osservazioni da lei espresse sulle autorità durante un’intervista radiofonica il 22 dicembre 2022. In questa indagine, è accusata di “utilizzare deliberatamente reti di comunicazione e sistemi di informazione per promuovere e diffondere false voci con l’obiettivo di violare i diritti altrui, minacciare la pubblica sicurezza e attribuire informazioni false per diffamare altri e danneggiarne la reputazione”. I tribunali militari tunisini non soddisfano i criteri di indipendenza definiti dal diritto internazionale. Se processata e condannata, rischia fino a dieci anni di carcere.

Chaima Issa ha studiato religioni comparate all’Università Zitouna di Tunisi. È anche poetessa e scrittrice, il suo ultimo libro si intitola Gender, Feminism and Religion (in arabo). Anche il padre di Chaima Issa era un attivista politico. È stato imprigionato sotto l’ex presidente Zine El Abidine Ben Ali, estromesso dalla rivoluzione del 2011.

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