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Finanza creativa: 3 is a magic number

3 affitta la sua rete UMTS e i suoi lavoratori a Ericsson, che glieli restituisce in subaffitto. Per ora.

di Gaetano Mangiameli - mercoledì 2 febbraio 2005 - 6799 letture

(Prima puntata)

Le vie del precariato sono infinite: dopo il lavoro in affitto, ora è la volta del lavoro in subaffitto. Lo scorso 20 gennaio è stato annuciato un quinquennale accordo "innovativo" tra H3G (Hutchison Whampoa 3rd Generation- quelli di 3, per intenderci) ed Ericsson: 3 cede in affitto a Ericsson la sua rete di trasmissione UMTS. La finalità dichiarata è quella di «massimizzare l’efficienza operativa e la qualità del servizio, garantendo una significativa riduzione dei costi», per usare il linguaggio tronfio e ottimista di questo genere di comunicazioni al pubblico.

Un riepilogo di storia recente rende il quadro più enigmatico: 3, con investimenti giganteschi, costruisce la sua rete utilizzando per circa l’80% impianti Ericsson. In un secondo momento cede in affitto la rete (e i dipendenti ad essa addetti) a Ericsson medesima, che a sua volta prende in appalto la gestione della rete mobile per conto di 3, affidando il lavoro a una sussidiaria, ENSI (Ericsson Network Services Italia). È legittimo chiedersi il perché. L’obiettivo sembra essere il collocamento in Borsa: la cessione dei dipendenti non sarebbe che una tappa verso Piazza Affari.

In tutto questo non ha ancora trovato spazio alcuna garanzia per i lavoratori. Il timore è che Ericsson si occuperà di quei tagli occupazionali che H3G non ha avuto la forza o il coraggio di operare direttamente. Esistono in proposito dei precedenti che non lasciano sperare nulla di buono.

Come ricorda un comunicato dei lavoratori 3 della sede di Verona, «negli anni scorsi Ericsson ha ceduto a IMT 550 dipendenti che sono stati poi a loro volta "esternalizzati" ad altre società quali Elettromontaggi, Alpitel, SITE, Sielte. Attualmente questi dipendenti sono stati messi in gran parte in mobilità nelle stesse società che li avevano accolti in precedenza. IMT è invece "sparita"». In altre parole, nessuno garantisce che i posti di lavoro dei dipendenti 3 non spariranno nel nulla come quelli del caso-IMT.

I dipendenti 3, che hanno ricevuto una serie di comunicazioni volte a rassicurarli sulle magnifiche sorti e progressive dell’azienda, non hanno accolto la notizia con l’entusiasmo che l’amministratore delegato Vincenzo Novari si aspettava. Quest’ultimo, la mente dell’operazione, ha organizzato una serie di incontri con i lavoratori nelle varie sedi operative in giro per l’Italia. L’obiettivo era convincerli della bontà dell’operazione. Ad ogni appuntamento, i lavoratori hanno atteso cortesemente che l’amministratore delegato si presentasse. Al suo ingresso lo hanno calorosamente applaudito e poi hanno prontamente abbandonato l’aula. Dopo due accoglienze del genere, Novari ha pensato bene di annullare gli incontri successivi.

(1- continua)


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> Finanza creativa: 3 is a magic number
5 febbraio 2005, di : Franco

Veramnete Scuola di Alta Finanza.Chissà se altri operatori vista la semplicità di esecuzione non nè approffitino per diminuire i loro costi! Vediamo infatti dai numeri che i clienti continuano a diminuire e le telecomunizioni sono in profonda crisi. Cessione Ramo d’Azienda,Cassa Integrazione, Mobilità sono tutte figlie della precarietà di cui ormai molti lavoratori fanno le spese. Fiduciosi nel futuro...Quale???
    > Finanza creativa: 3 is a magic number
    5 febbraio 2005

    Il sistema di garanzie e diritti dei lavoratori sta franando sotto gli ultimi colpi di questo governo forcaiolo, ma chi ha "impostato il lavoro" sono stati i governi di centro-sinistra (pacchetto Treu, legge Biagi ecc.).

    CGIL CISL e UIL hanno da tempo abdicato al loro ruolo di difesa dei lavoratori ripiegando sulla filosofia della concertazione e del compromessso sempre e comunque. Approccio che, evidentemente, non paga e sta gettando sul lastrico l’intera classe dei lavoratori dipendenti, anche quelli (come in H3G) che lavorano in settori come le TLC mobili che "tirano".

    E’ tempo di rivedere molte delle convinzioni del passato, rielaborare metodi e strategie per arrestare e controbattere questa politica di imbarbarimento sociale che che ci sta riportando a condizioni di lavoro da fine ’800.