Femminicidi e maschicidi

di Salvatore A. Bravo - venerdì 1 agosto 2025 - 655 letture

Pietà per tutti

Le cronache riportano i dettagli di un omicidio efferato e impensabile, un giovane uomo Alessandro Venier è stato ammazzato, fatto a pezzi e i resti sono stati ricoperti di calce viva per inibire i cattivi odori e riposti in un bidone. La madre ex infermiera stimata e la moglie colombiana sono le responsabili. La coppia aveva una figlia di sei mesi, ora tragicamente orfana. La neonata è stata affidata ai servizi sociali, in quanto non vi sono parenti prossimi che la possano accogliere. Le vittime, se ci atteniamo alla cronaca, sono due il padre e la figlia, a quest’ultima è stata tolta la possibilità di vivere, crescere e formarsi nella sua famiglia naturale e dovrà confrontarsi con una storia terribile.

Le cronache sono molto prudenti nella ricostruzione dei fatti. Rilevano che la moglie era seguita dai medici per depressione post partum, mentre la madre godeva di ottima reputazione e contribuiva al mantenimento della coppia, poiché Alessandro Venier svolgeva solo lavori saltuari. Non si evidenzia che normalmente nella nostra nazione si vive di “lavori saltuari”. I media riportano le parole degli esperti, i quali sono prudenti nella ricostruzione dei ruoli e delle responsabilità. Filtra poco sull’ordinaria realtà e sulle dinamiche interne della famiglia. Ci sarebbe stato un litigio per futili motivi e poi l’omicidio non premeditato. La sostituta procuratrice che si occupa del caso ha giustamente affermato all’ANSA:

"Invito tutti alla massima cautela: stiamo valutando ogni singolo aspetto di questa vicenda e serve ampliare gli orizzonti e analizzare nel dettaglio le ricostruzioni fornite dalle persone coinvolte, per attribuire correttamente le singole responsabilità".

In tutto questo vi è da rilevare che la prudenza dovrebbe essere una buona pratica da applicare ad ogni caso efferato e di omicidio in generale. Nei casi di cronaca in cui purtroppo le donne sono vittime si usa subito il termine “femminicidio”, tale termine presuppone sempre nell’immaginario il maschio naturalmente assassino.

Le parole non sono neutre, ma sono veicolo in sé di ricostruzioni e, a volte, di pregiudizi e di forzature nella lettura dei fatti. I media usano le parole per sollecitare l’audience. La prudenza sarebbe, dunque, buona norma da applicare ad ogni caso, e specialmente, il linguaggio è determinante per informare senza condizionare ed emettere facili giudizi.

Resta un dato di fatto che un giovane uomo è stato ucciso dalla madre e dalla moglie. Pietà per tutti, pietà per le vittime (padre e figlia).


- Ci sono 0 contributi al forum. - Policy sui Forum -