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Fabio Fognini lascia il tennis

A 38 anni si ritira dall’agonismo il "folle diamante" del tennis italiano.

di Piero Buscemi - mercoledì 9 luglio 2025 - 1022 letture

Ci sono tanti momenti della carriera di Fabio Fognini che rimarranno impressi nella mente degli appassionati di questo sport. Lo ricordiamo in una scena buffa, qualche anno fa a Pesaro, durante un incontro di Coppa Davis, quando la Davis era ancora una competizione di fatica e sudore sui 5 set e sulle 5 sfide tra le varie nazioni in campo. Un colorito scambio di vedute tra Delbonis, compagno di nazionale in ombra del più quotato e sfortunato campione argentino Del Potro, e l’arbitro di sedia su un discusso dentro/fuori di una palla giocata da Fognini.

Mentre tutto il pubblico era concentrato a rivedere la fase di gioco in discussione, tra replay sul grande schermo e l’acceso dibattito tra i protagonisti, con la calma e la noncuranza che lo ha contraddistinto in tutta la sua carriera, il Fogna nazionale si andò ad accomodare a fondo campo, sedendosi su un cubo portaoggetti, il braccio destro appoggiato sull’estremità del manico della sua racchetta, un sorriso sornione, spettatore soddisfatto della scenetta che andava in scena in quel momento. Proprio con l’aria di chi guarda gli altri con la sottointensa considerazione: quando avete finito, chiamatemi.

Ma Fabio Fognini lo ricordiamo anche per tante imprese sportive, purtroppo non troppe rispetto al talento dimostrato e alle potenzialità messe sul campo. Come dimenticare la lezione di tennis data a un borioso Andy Murray, quando nella primavera napoletana del 2014, l’Italia raggiunse la semifinale della Coppa Davis, grazie a una indescrivibile e indimenticabile prestazione di Fognini che rifilò al britannico un indiscutibile 6-3/6-3/6-4. Una risultato che valorizzò il talento dell’italiano contro colui che, non lo dimentichiamo, l’estate precedente aveva alzato il trofeo di Wimbledon, battendo in finale Djokovic e diventando il primo tennista britannico a vincere il torneo, in campo maschile.

Un altro che ha vissuto i suoi incubi notturni, in modo particolare proprio sulla sua superficie preferita, è stato il re della terra rossa Rafa Nadal. Era l’anno dopo la disfatta di Murray a Napoli, che al terzo turno dell’edizione 2015 dell’US Open, si ritrovò il maiorchino con tutti i pronostici contrari sul risultato. I primi due set confermarono le previsioni: 6-3/6-4 a favore dello spagnolo. I successivi tre set sono nella leggenda di questo sport. Uno stravagante e imprevedibile Fognini rifilò un 6-4/6-3/6-4 che buttò al tappeto il campione spagnolo e chiudendo l’incontro con la vittoria. A inizio di quel lontano 2015, Fognini era già diventato l’incubo notturno dello spagnolo. Sul suo terreno, la terra rossa di Rio de Janeiro, lo spagnolo dovette cedere all’italiano che in rimonta registrò il punteggio di 1-6/6-2/7-5.

Non contento, un paio di mesi dopo, si ritrovano a Barcellona, ancora terra rossa. Stavolta il punteggio è più netto e Fognini vince con un 6-4/7-6. Dovranno passare altri quattro anni prima che l’italiano, dopo una sequenza senza pietà di sconfitte, lo riportassero alla vittoria nei confronti di Nadal. Torneo di Montecarlo 2019, Fognini batte lo spagnolo 6-4/6-2. Indovinate su quale superficie? La terra rossa, ovviamente.

Fabio Fognini, purtroppo, non sarà ricordato nella storia del tennis solo per queste imprese. Il suo carattere irascibile, i suoi fuoriscena in contrasto con il bon ton che questo sport implica, i suoi crolli mentali improvvisi, sono tra le caratteristiche negative del suo essere sportivo. Se nel calcio si è potuto coniare il termine cassanate per le stron...bip! che ci ha regalato Antonio Cassano durante la sua carriera, accostare il neologismo fogninatein molte occasioni della sua carriera, non sarebbe stato un azzardo.

Nonostante questo, quando ha voluto giocare a tennis, nel suo modo personalissimo ed imprevedibile, ha regalato le più belle pagine che il tennis riesce ancora ad offrire. Avesse avuto la fermezza e la "testa" della moglie Flavia Pennetta che, è bene ricordarlo, nell’edizione dell’US Open 2015 sopra citata, si aggiudicò il torneo contro Roberta Vinci in finale, sì se il Fogna avesse avuto la capacità di autocontrollo della moglie, oggi potrebbe vantare molti più trofei di quei 9 che fanno sfoggio nella sua personale bacheca.

Forse non si è fatto voler bene da tutti, in modo particolare dalla stampa di settore. Sicuramente, ha fatto arrabbiare molti tecnici che, in quel stravagante e istrionico tennista, avevano poggiato le speranze dei successi italiani, spesso traditi sul più bello. Di certo, ammettiamolo, quando uscì la notizia del suo imminente matrimonio con la collega Flavia, da quel momento è diventato l’italiano più invidiato del mondo del tennis.

Quello che possiamo augurargli è di continuare a brillare come un "folle diamante" e, nonostante tutto, ha sicuramente rilanciato la passione per questo sport, grazie a una tecnica sopraffina e una sensibilità di polso che, oggi è davvero difficile riscontrare, non solo in campo nazionale.


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