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Europa, dobbiamo crederci

Un’Europa unita è imprescindibile per la democrazia in tutto il mondo
di Emanuele G. - mercoledì 8 luglio 2015 - 1716 letture

L’Europa l’ho conosciuta molto presto. Avevo qualche mese di vita. I miei genitori mi portarono in Francia nel 1965 a farmi conoscere i miei parenti francesi. Da quel momento in poi per me fu impossibile pensare alla mia vita come espressione di un solo paese. Il mio orizzonte, al contrario, era tutta l’Europa. In realtà non ho mai pensato come "italiano" o "francese". Mi sentivo "europeo". Punto e basta!

Per me un’Europa unita non è un obbligo che deriva dall’applicazione dei trattati comunitari. E’ - piuttosto - un dovere morale di ognuno di noi cittadini d’Europa perché solo un’Europa unita è un reale avamposto di democrazia nel mondo. Democrazia sinonimo di libertà, giustizia sociale, solidarietà, sussidiarietà, rispetto della storia dei popoli, pace e lavoro.

Tuttavia con il passare degli anni questo sogno è andato via via scemando. La sacra fiamma degli inizi ha lasciato il passo a una fredda liturgia europea che non riusciva più a trasmettere a noi cittadini l’idea di un’Europa quale comunità di persone e popoli. L’Unione Europea che avrebbe dovuto essere la casa di ogni europeo si è trasformata in un mero ento burocratico capace di redigere direttive astruse e di occuparsi di questioni meramente economiche.

Stranamente l’Unione Europea che doveva rappresentare il periodo di massimo fulgore in Europa per la democrazia è diventata l’espressione maggiormente visibile della gravissima crisi democratica che sta attraversando il vecchio continente. La partecipazione delle genti europee alle elezioni è viepiù deficitaria. Le democrazie europee non sono diretta espressione dei popoli d’Europa bensì di elite o persone carismatiche. La gente d’Europa ha la netta sensazione che le assemblee elettive non decidano alcunché. Si è fatta largo l’idea che il potere reale sia in mano a non precisati centri finanziari. Anche perché la classe dirigente europea è assolutamente mediocre e priva di quel contatto reale con i cittadini che è il sale fondamentale per ogni democrazia effettiva.

Tutto questo è democrazia? Certamente no. Come possiamo accettare l’idea di una democrazia senza la gente? "Demo" in greco significa popolo. Quindi... Affermare il contrario è permettere che si insinuii nella gente che in fondo l’appello a un uomo forte è sempre meglio della democrazia. E’ una convizione sbagliata foriera di un avvenire quanto meno difficile per l’Europa. Un’Europa che dimostra tutte le sue evidenti lacune su tematiche essenziali. Grecia. Ucraina. Lavoro. Immigrazione. Lotta al terrorismo.

Il voto espresso dai greci - avvenuto in un quadro di riferimento che non mi convince del tutto - non deve essere banalizzato. Sarebbe un altro marchiano errore da parte di un’Europa alla deriva. Invece, si ha la necessità che possa svolgere un ruolo di riflessione generalizzata per tutti i cittadini e popoli d’Europa affinché possiamo tutti noi insieme riprendere in mano l’avvenire del nostro continente. Ecco perché dobbiamo credere nell’Europa. Solo un’Europa unita può salvare la democrazia. Se la democrazia nella nostra Europa è un sentimento vivo e possente allora possiamo avere un avvenire meno difficile. Altrimenti andiamo incontro al disastro.

Europa, dobbiamo crederci! Nonostante i tanti oppositori in Italia, in Europa e a Bruxelles...


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