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Euro(s)vision

Sospetti coincidenze: all’Eurovision 2026 ha vinto la Bulgaria e Israele risulta seconda...

di Salvatore A. Bravo - domenica 17 maggio 2026 - 293 letture

All’Eurovision 2026 ha vinto la Bulgaria e Israele risulta seconda. La Bulgaria per non pochi anni ha tentato di qualificarsi ma senza successo, e in alcuni anni non ha partecipato per motivi finanziari e ora improvvisa la vittoria…

Il festival delle “canzoni europee” ancora una volta dimostra di essere in linea con le direttive europee. Vi è il sospetto che il festival sia un’arma portentosa di propaganda. Raggiunge giovani e meno giovani al ritmo della musica, per cui è un’arma di propaganda efficientissima e apparentemente innocua e neutra. La musica è una delle arti dell’umanità, ma l’arte può diventare strumento di propaganda. La Scuola di Francoforte e Walter Benjamin nei loro scritti lo hanno dimostrato ampiamente.

Il capitalismo e i regimi totalitari trasformano ogni esperienza umana e artistica in strumento e veicolo di propaganda. Il sospetto nel caso dell’Eurovision 2026 è che la vittoria della Bulgaria e di Israele siano legate più a motivazioni politiche che artistiche.

Senza entrare nella “qualità” artistica dei vincitori si possono rilevare “anonime coincidenze”. In Bulgaria dall’8 maggio 2026, il governo è a guida del Primo Ministro Rumen Radev, leader della coalizione Bulgaria Progressista. La coalizione ha al suo interno forze filorusse, tali definite dai media europei, e dunque il governo bulgaro ha forti riserve sulla politica europea e sul conflitto russo ucraino.

Nell’Europa delle libertà chiunque osi sollevare dubbi sulla politica europea è considerato un “euroscettico sospetto di essere schierato con la Russia”. La Bulgaria, dunque, potrebbe essere uno stato ostile alle politiche europee e, pertanto, la vittoria di un cantante bulgaro all’Eurovision potrebbe essere utile a rendere popolare l’Europa tra i “giovani bulgari”. La musica e la vittoria europea non possono che far percepire ai bulgari di essere in Europa e di essere riconosciuti come “europei”.

Il sogno europeo passa dunque anche per l’Eurovision che con i suoi suoni vorrebbe occultare il boato delle guerre europee e dei tagli al sociale dell’ordine liberista imperante. La vittoria pare dire che l’Europa è vicina, mentre la Russia è fosca, lontana e pericolosa.

Israele al secondo posto. Anche in questo caso sembra esserci un messaggio politico. Si premia Israele e la si umanizza e rende popolare, malgrado il genocidio senza fine in atto. Anche in questo caso vi è il sospetto di un’anomala coincidenza finalizzata a rimuovere la tragedia in corso. “A pensar male si pensa bene” affermava Andreotti ed è il caso di riattivare la “scuola del sospetto” per imparare a riorientarci in una realtà in cui nulla accade a caso e ogni esperienza cade fatalmente nel cono d’ombra della “politica e della propaganda”.


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