Esercizi di democrazia
La democrazia si impara, si pratica, si esercita stando insieme, confrontandosi e decidendo. Purtroppo gli assetti istituzionali e gli esecutivi stanno pagando la debolezza culturale dei partiti...
La mattina del primo Consiglio comunale a Lentini avevo scritto un post, definito provocatorio, ve lo lascio immaginare, a favore di una presidenza del consiglio tutta al femminile per il significato che assumeva e per la numerosa presenza.
Se l’avessero deciso, quando andava deciso, si sarebbero risparmiati lacerazioni e polemiche dentro e fuori la maggioranza. La maggioranza si è ritrovata con 10 voti per la elezione della signora Vecchio a vice della presidente Barbagallo eletta con 9 voti. Contraddizioni che andranno superati col tempo, per esperienza, prima si superano meglio per la stessa stabilità e indirizzi sulle cose da fare.
Vedersi bussare la porta spesso non si sta sereni. Anche se il sindaco conosce i tempi e i modi come condurre le danze perché conosce bene uomini e cose. La forza del potere e delle leve in mano in particolare quando si governa con un ristretto gruppo - una volta queste forme si definivano governi paralleli, diffusissimi in questo periodo per il vuoto lasciato dai partiti.
Vuoti, che non restino vuoti, perché vengono riempiti da gruppi di potere che del bene comune se ne fottono.
La democrazia si impara, si pratica, si esercita stando insieme, confrontandosi e decidendo. Purtroppo gli assetti istituzionali e gli esecutivi stanno pagando la debolezza culturale dei partiti che non permette loro di contrastare altre logiche estranee alla politica e al bene comune.
Il quadro d’insieme è questo. Non siamo lontani ma dentro.
Quanta ipocrisia gira sul web sulla presidenza tutta al femminile del Consiglio comunale. Uomini che scoprono le donne e donne, da inorridire, che scoprono altre donne. Prima non c’erano e non si vedevano. Mentre oggi si sono viste, costretti, per riscrivere, nella speranza, un’altra storia.
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