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Erano troppo piccoli

Ennesima tragedia del mare. Il racconto di SOS Mediterranée

di Redazione - mercoledì 11 febbraio 2026 - 456 letture

Era buio. Il mare non si vedeva, ma si sentiva addosso: il freddo sulla pelle, il sale negli occhi e sulle labbra, un gommone stracarico.

Erano partiti da al-Zawiya, in Libia, nella notte. Da un luogo dove restare significa subire, dove ogni giorno toglie qualcosa. E a un certo punto, scappare diventa l’unico modo per restare vivi.

Poi il gommone si è inclinato. E in pochi istanti, tutto si è capovolto. L’acqua è entrata ovunque. Le mani cercavano altre mani, le voci si perdevano nel buio. C’erano due neonati, tenuti stretti al petto, protetti con il corpo.

Erano troppo piccoli. Il mare li ha portati via in un istante. Forse troppo piccoli persino per capire che l’acqua li stava portando via. Solo due persone sono sopravvissute. Porteranno con sé questa notte per sempre.

Quello che è successo non è una fatalità. Accade quando non esistono vie sicure, quando si scelgono confini chiusi e si ostacola chi prova a salvare vite in mare.

Accade quando il soccorso viene rallentato, delegittimato, criminalizzato. Il mare diventa un confine dove si muore. Da gennaio, oltre 500 persone sono morte o disperse nel Mediterraneo, ma stiamo che siano più di 1000 dal ciclone Harry, mentre qualcuno celebra il “calo degli arrivi”.

Non possiamo accettarlo.

Questa tragedia non passerà. Resterà addosso a chi è sopravvissuto. E resta anche a noi.

Perché ci sono morti che non possiamo accettare. E silenzi che non vogliamo imparare a sopportare.

Il team di SOS MEDITERRANEE Italia

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