Era alto così...

"Il Signor B." non è una canzone di Giorgio Gaber (purtroppo!) è solo uno dei tanti nomi, nomignoli o soprannomi, che i navigatori del web attribuiscono al "Nostro".
di Ida Sconzo - mercoledì 25 febbraio 2004 - 4430 letture

"Il Signor B." non è una canzone di Giorgio Gaber (purtroppo!) è solo uno dei tanti nomi, nomignoli o soprannomi, che i navigatori del web attribuiscono al "Nostro". Imperterriti, sulla via della risata, lo definiscono di volta in volta: "Il Cavalier rampante", ma anche "il fanfarone di Arcore", "BlakRider", "Il Cavalier Banana", "il nostro caro B.". I più fantasiosi coniano nuovi termini come "Il Reo Silviolo", altri lo chiamano: "lo squallido"o "Il Leader Massimo". E c’è da ridere comunque, finché concesso, un riso amaro forse, ma coinvolgente. Al "nostro beneamato", nei forum di tanti siti, si alterna ad esempio "il pover’uomo", quello più spiritoso l’avrà coniato un medico che definisce il "Nostro" facendo una diagnosi: "prostata malata". Qualcuno che ha votato per lui, tragicamente pentito, lo definisce "l’Ingrato". Non manca, of course: "L’Augusto Imperatore", anche se sembra più calzante "Il piccolo Cesare" di papà Bocca, ma anche "il Presidente-Giudice-Supremo" non è male. Per qualche cittadino classicista è un "Vindice" per altri un po’ più teneri è "il Berluschino", forse per i diabetici, è "il cioccolataio", quelli proprio cattivi lo chiamano: "l’Imprenditorello", "l’Untore", "l’ometto qualunque", alquanto scontato "Il Duce", poca cosa, se pensiamo che un tempo lo chiamavan "Bombolo...". Spulciando tra le pagine web, si trova qualche definizione anche dei "suoi" discorsi: ovvie le "castronerie", sofisticati gli "arieggiamenti del cavo faringeo" o le "Esternazioni della sottocultura padronale e arrogante dello chansonnier". La "sua" epopea viene definita "berlusconeide", probabilmente con qualche riferimento, non casuale, a Romolo e Remo. Secondo un navigatore il suo parlare è, in realtà, un "concionare", "fregnacce" e "bischerate" sono molto più comuni, come le "affermazioni spudorate". Qualcuno, infine, invia notizie all’etere, non più dall’Italia ma da "Berlusconia", e chissà che non venga fuori una proposta di legge per cambiare il nome del paese, come Zio Paperone insegna: Paperopoli potrrebbe diventare "Berluscopoli". Potremmo suggerire all’amico Nando Dalla Chiesa, intento a organizzare il "Festival di Mantova" in alternativa al padrino di San Remo, l’idea per un prossimo concorso nazionale, che premi il miglior nomignolo affibbiato al "Nostro signor B, un cavalier rampante, squallido e pover’uomo che fà arieggiamenti del cavo faringeo e lascia governare la sua prostata malata..." Tanto non c’è regime, non c’è censura, e al massimo il Cavalier Banana, (della Repubblica delle Banane) si farà una risata... chi non ride in compagnia... P.S. Se cercate su Google.com la parola "Buffone" troverete una pagina personale dedicata a... Andate a vedere!!!


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