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Epidemia di Ebola in Congo

Siamo operativi per prevenire la diffusione del virus
di ActionAid - mercoledì 11 settembre 2019 - 1071 letture

Ebola

L’epidemia di Ebola nella Repubblica Democratica del Congo, dichiarata emergenza per la salute pubblica di interesse internazionale dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, necessita di enormi sforzi per arginare e prevenire la diffusione dell’infezione. Finora oltre 2.500 persone, due terzi delle quali sono morte, sono state colpite dall’epidemia in corso che vede l’epicentro in due province remote del paese, Nord Kivu e Ituri, dove sono in corso attacchi armati verso la popolazione civile.

Da anni lavoriamo nel territorio di Nyiragongo, provincia del Nord Kivu a nord di Goma, e stiamo aiutando le comunità a prepararsi a fronteggiare eventuali casi di Ebola e a promuovere le giuste pratiche igieniche.

«Stiamo lavorando insieme a molti gruppi di donne radicate nelle comunità locali e che hanno la fiducia della popolazione locale. Parliamo con le famiglie, soprattutto con le donne, perché spesso sono le prime a rispondere alle emergenze come questa, e sensibilizziamo su come prevenire e controllare l’epidemia di Ebola, affrontando anche i pregiudizi sbagliati sulla malattia, che sono tra le cause della diffusione del virus. Ogni aggiornamento sugli alert e le misure sanitarie emanate dal Ministero della Salute vengono tradotti e diffusi nelle lingue locali e spiegate nel dettaglio» sottolinea Saani Yakubi, Direttrice di ActionAid in Repubblica Democratica del Congo.

La prevenzione in ogni comunità viene condotta dallo staff sul posto attraverso sessioni pubbliche di formazione con domande e risposte, utilizzando immagini esplicative e intuitive sui segni distintivi della malattia, su come il virus si trasmette dagli animali selvatici agli esseri umani, in che modo tra le persone, e come ci si infetta toccando il corpo di una persona morta a causa del virus, i suoi vestiti e gli altri oggetti.

Prevenzione

Le misure preventive contro Ebola – uso di disinfettanti e frequenza della pulizia delle mani soprattutto nei luoghi pubblici, vaccinazione e misure di sicurezza nelle scuole – sono promosse nei villaggi di tutta l’area e le donne coinvolte sono incoraggiate ad uscire e a trasmettere le informazioni alla comunità e ai membri delle rispettive famiglie. La raccomandazione a tutta la popolazione di Nyiragongo, che vive vicino al Parco Nazionale del Virunga, è quella di evitare qualsiasi contatto con animali selvatici che costituiscono un possibile veicolo dell’infezione.

La nostra risposta a questa nuova emergenza prevede anche la stretta collaborazione con il governo congolese e le altre organizzazioni locali per assicurare che informazioni accurate e chiare siano condivise con le comunità, in varie lingue, il lavoro a stretto contatto con i colleghi di ActionAid Uganda per aiutare a controllare la diffusione della malattia al di là delle frontiere. Inoltre, è prioritario che tutto il personale lavori nella massima sicurezza:

«Ci occupiamo dei nostri operatori e dei partner per garantire che proteggano se stessi e gli altri dall’infezione. I nostri uffici e veicoli sono dotati di disinfettanti per le mani, bacinelle per il lavaggio delle mani e del materiale informativo su Ebola del Ministero della Salute» continua Saani Yakubi.

La Repubblica Democratica del Congo è uno dei paesi più poveri del mondo. Oltre l’87% della popolazione vive al di sotto della soglia di povertà e i conflitti in corso hanno spinto milioni di persone ad abbandonare le loro case. La maggior parte della popolazione più povera del paese vive in zone rurali, dove l’accesso limitato all’acqua potabile e ai servizi igienico-sanitari causa lo scoppio di malattie mortali come il colera. Le donne e le ragazze delle zone rurali sono molto vulnerabili alla violenza sessuale - milioni di donne sono state stuprate e abusate in anni di conflitto. La metà di tutte le donne di età compresa tra i 15 e i 24 anni sono analfabete. Quasi il 40% delle ragazze sono sposate prima dei 18 anni. Noi di ActionAid siamo impegnati in 15 aree delle province del Nord e Sud Kivu, lavorando a stretto contatto con le reti locali.


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