Emergenza Rifiuti a Lentini: l’attenzione resta altissima. La politica locale insorge contro la riapertura di Grotte San Giorgio

Non si abbassa la guardia sulla gestione della discarica di Sicula Trasporti. Le reazioni di Vincenzo Pupillo e Maria Cunsolo confermano un presidio democratico e politico che non accetta "soluzioni facili" a discapito del territorio.

di Giuseppe Castiglia - lunedì 4 maggio 2026 - 609 letture

LENTINI – Chi pensava che il passare del tempo o le logiche burocratiche avrebbero fatto calare il sipario sulla questione della discarica di Grotte San Giorgio si sbagliava. L’attenzione sulla problematica non solo non è mai cessata, ma è tornata a infiammarsi con forza nelle ultime ore, a seguito della decisione del Dipartimento Territorio e Ambiente della Regione Siciliana di autorizzare la riapertura dell’impianto per altri dieci mesi.

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Discarica Grotte San Giorgio

Una notizia che ha scosso il territorio nella mattinata di domenica 4 maggio, provocando una reazione immediata e corale da parte di chi, da anni, monitora ogni passo di quella che viene definita una ferita aperta nel cuore della Sicilia, tra Catania e Lentini.

La denuncia di Vincenzo Pupillo: «Un’umiliazione inaccettabile» Il candidato sindaco di Lentini, Vincenzo Pupillo, è stato tra i primi a rompere il silenzio, parlando senza mezzi termini di una decisione che «mortifica e umilia le nostre comunità». Per Pupillo, non si tratta solo di una questione tecnica, ma di una ferita alla dignità di un territorio che ha già abbondantemente pagato il tributo ambientale per l’intera isola, ospitando quello che è l’impianto di smaltimento più grande della regione.

Il candidato sindaco ha richiamato alla memoria anche le vicende giudiziarie che hanno coinvolto la gestione della discarica in passato, citando un «perverso sistema di malaffare» che rende ancora più inaccettabile l’ennesima proroga. «Contrasteremo con ogni mezzo questa decisione», ha promesso Pupillo, ribadendo che la vigilanza sul sito non arretrerà di un millimetro di fronte a quella che definisce una «nuova forma di aggressione».

Maria Cunsolo (M5S): «Il "metodo del buco" è un fallimento politico»

Sulla stessa linea di fermezza si pone Maria Cunsolo (Movimento 5 Stelle), che punta il dito contro la mancanza di una reale pianificazione regionale. La Cunsolo smonta la giustificazione tecnica dell’autorizzazione, basata sul cosiddetto "assestamento dei terreni": un paradosso secondo cui, essendosi abbassata la "montagna" di rifiuti esistente, si può procedere allo sversamento di altre 120.000 tonnellate.

«Questa non è gestione dei rifiuti, è accanimento», incalza la rappresentante pentastellata, definendo la scelta della Regione come il "metodo del buco": usare Lentini come una pattumiera per sopperire all’assenza di impianti moderni. La Cunsolo chiede ora che l’Assessore regionale e il Presidente della Commissione competente escano dai palazzi di Palermo per rendere conto direttamente ai cittadini di Lentini di quella che definisce una «scelta scellerata».

Un fronte compatto contro l’inerzia regionale. Il messaggio che emerge con chiarezza da queste prese di posizione è univoco: la comunità di Lentini e i suoi rappresentanti politici non sono disposti a essere spettatori passivi di decisioni calate dall’alto. L’autorizzazione per altri dieci mesi non è vista come un atto amministrativo ordinario, ma come la prova di un fallimento strutturale della politica dei rifiuti in Sicilia.

Mentre la campagna elettorale entra nel vivo, il tema ambientale si conferma il vero banco di prova. La vigilanza resta massima: la battaglia per Grotte San Giorgio non è un capitolo chiuso, ma una ferita che la città è intenzionata a difendere da ogni ulteriore abuso, reclamando il diritto a un futuro che non sia scritto sotto il peso dei rifiuti di tutta l’Isola.


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