Eddie Gomez al Parco Quasimodo di Roccalumera
Il grande contrabbassista portoricano ha chiuso la kermesse jazzista Ionian Sea Jazz a Roccalumera (Me)
Non poteva chiudersi in un modo più coinvolgente il Festival Ionian Sea Jazz, dopo la serata del 23 agosto che aveva visto protagonista lo STRAIT PROJECT con Carlo Nicita, Marcello Conti, Tommaso Pugliese e Federico Saccà. Quest’ultimo, session man di assoluto valore, anche in occasione del concerto di Eddie Gomez, che si è tenuto ieri sera al Parco Quasimodo di Roccalumera.
Se il jazz, notoriamente, è il genere musicale che riscalda gli ambienti e coinvolge il pubblico di qualsiasi età, è doveroso sottolineare come la serata ha costretto gli astanti a una vera "sudata", con tanto di ventagli sventolanti che, per usare un eufemismo, sembravano coordinati da un effetto scenico non previsto che ha accompagnato la performance dei musicisti per tutta la serata.
Salvatore Buonafede al pianoforte, rigidamente a coda. Federico Saccà, già menzionato, a deliziare la platea con le carezze suadenti sui piatti e sui rullanti, alternando le bacchette con le più avvolgenti spazzole. E poi, lui, una delle migliori espressioni jazz della storia di questo genere musicale: Eddie Gomez.
Quando sul palco si ha a disposizione questi tre strumenti nelle mani dei migliori esecutori che una serata di fine estate possa offrire, viene spontaneo chiedersi "What else?".
Il jazz, e molti estimatori del genere lo confermerebbero, ha la caratteristica di appoggiarsi ad una ipotetica e, forse doverosa, scaletta, per poi spingersi verso tutti i campi delle disquisizioni musicali che la tecnica dei musicisti possano mettere all’ascolto degli spettatori. Con il jazz si può partire dallo strimpellio aleggiante del pianoforte di Salvatore Buonafede, con le prime note a risvegliare i torpori melodici collegando quelle note a qualcosa di familiare e ritrovarsi, qualche minuto dopo, ad abbandonarsi nelle sonorità che un’improvvisazione, marchio di fabbrica di questo genere musicale, rivendica come la più alta espressione che l’animo umano possa donare, senza nulla a pretendere.
Scale, che non si limitano ad essere musicali, conducono gli astanti su livelli di catarsi che solo le tecniche più sofisticate di meditazione riescono a raggiungere. Ci si ritrova ad essere coinvolti con i tocchi sincopati di quelle quattro corde, accarezzate con sapienza e devozione da un giovane ottantenne che, nonostante un curriculum artistico che ci parla di Bill Evans, Miles Davis, Dizzy Gillespie, Gerry Mulligan, Benny Goodman o Wayne Shorter, tanto per citare qualche nome, sì questo immenso musicista, oltre a deliziarsi con le sue sonorità, ci ha parlato con il cuore, condividendo nei suoi brevi interventi, tra un pezzo e l’altro, la passione di un’intera vita. E lo ha fatto in italiano.
Lasciamo alle immagini, catturate ieri sera, di mostrare almeno in parte le emozioni vissute e la voglia nell’immediato futuro, di ripetere l’esperienza. Una promessa che gli stessi organizzatori della Associazione Culturale AvantGarde, si sono ripromessi di mantenere già dal prossimo anno.


- Salvatore Buonafede

- Eddie Gomez

- Il pubblico

- Eddie Gomez

- Federico Saccà

- EDDIE GOMEZ TRIO
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