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Earth: la soluzione per liberare le montagne dai rifiuti

Le montagne non saranno più discariche abusive a cielo aperto. Un innovativo sistema di smaltimento che ridurrà drasticamente il problema ambientale dell’Himalaya, operando in totale assenza di energia elettrica e di ossigeno.

di Vincenzo Raimondo Greco - venerdì 28 luglio 2006 - 2923 letture

Le montagne non saranno più discariche abusive a cielo aperto. La Actelios, società del gruppo Falck, e il comitato Ev-K2-Cnr, punto di riferimento per l’attività di ricerca scientifica e tecnologica nelle regioni montane, hanno, infatti, messo a punto un innovativo sistema di smaltimento che ridurrà drasticamente il problema ambientale dell’Himalaya, operando in totale assenza di energia elettrica e di ossigeno.

Si tratta di un’attrezzatura prototipo per il trattamento termico dei rifiuti di spedizioni alpinistiche, trekking, comunità locali e parchi d’alta montagna, adatta ad operare in ambienti estremi, dove la rarefazione dell’ossigeno e la totale mancanza di energia elettrica comportano la necessità di trovare soluzioni tecnologiche all’avanguardia. Il complesso progetto di ricerca applicata, messo a punto dalle due società, è denominato ‘Earth’ (ecological activity for refuse treatment at High-Altitude).

Earth consentirà il completo smaltimento dei rifiuti prodotti durante un’intera stagione turistica. Quelli prodotti, per esempio, dalle 811 spedizioni alpinistiche che, secondo i dati forniti dal ministero del Turismo del Nepal, dall’inizio del 2000 ad oggi sono transitate sull’Himalaya dal versante nepalese, 125 delle quali erano dirette all’Everest. Ciò corrisponde a una produzione di rifiuti enorme. Secondo i dati del Sagarmatha Pollution Control Committee (l’ente che si occupa del controllo dell’inquinamento nel parco dell’Everest) solo al campo base della montagna più alta del pianeta verrebbero prodotte approssimativamente 12,8 tonnellate di rifiuti l’anno. A cui vanno sommate le tonnellate che si depositano sui campi superiori. E questo solo per il versante sud. Si tratta di una quantità di immondizia tale da riempire 4 vagoni ferroviari. Seppur meno frequentata, la regione del K2, in Karakorum, presenta una situazione simile.

EARTH sarà la soluzione a questi problemi. Realizzato in parti componibili da non più di 20 kg l’una, per consentirne il trasporto all’interno degli zaini dei portatori, è in grado di ridurre del 97% la massa dei rifiuti, funzionando in completa autonomia e compatibilità con il delicato ambiente circostante nel pieno rispetto delle normative vigenti nazionali e internazionali.

Progettato per un facile utilizzo ed un’ancor più semplice manutenzione, verrà dato in uso alle popolazioni locali che ne cureranno la gestione integrale. L’impianto, presentato ieri a Cervinia, verrà inviato nel prossimo settembre 2006 nel Central Karakorum National Park, all’ingresso della valle del Baltoro (la valle che porta al K2) e installato a 3.400 metri di quota. In seguito verrà utilizzato anche nel Sagarmatha National Park (Parco Nazionale dell’Everest, installato a 4.700 metri di quota). “Questo è per noi un grande progetto”, spiega Agostino Da Polenza, Presidente del Comitato Ev-K²-CNR, “in linea con il nostro decennale impegno nello studio dell’ambiente montano e nel supporto logistico e organizzativo di aree preziose per il mondo intero, come l’Himalaya e il Karakorum. La prevista formazione tecnico/scientifica delle popolazioni locali, completa il quadro di un impegno capace di ‘volare alto’, sino sul tetto del mondo”.

Il progetto Earth”, sottolinea a sua volta Roberto Tellarini, Amministratore Delegato di Actelios, l’unica società italiana attiva nello sviluppo e gestione dell’energia da fonti rinnovabili quotata in borsa, “ha rappresentato per noi una grande sfida in favore dello sviluppo sostenibile e della salvaguardia dell’ambiente. I risultati della fase di prova sono più che soddisfacenti, questo ci permette di iniziare le attività di organizzazione a supporto della spedizione che porterà sull’Himalaya l’apparecchiatura nel prossimo settembre”.


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