E mò ora dove la mettiamo?

Ho ascoltato il grido d’allarme del sindaco di Carlentini che non sa dove dovrà andare a sversare la munnizza a causa dell’esaurimento della discarica di Grotte San Giorgio.

di Luigi Boggio - giovedì 1 aprile 2021 - 843 letture

Erano le 14,10 quando sul Gr3 della Sicilia ho ascoltato il grido d’allarme del sindaco di Carlentini Stefio che non sa dove dovrà andare a sversare la munnizza a causa dell’esaurimento della discarica di Grotte San Giorgio.

Non è il solo, perché riguarda tanti altri Comuni dell’isola, è una cosa che si sapeva da tempo. Per non andare lontano dal primo giorno che iniziò la distruzione di quel luogo. Una barriera di verde incantevole che declinava verso la piana con il vulcano di fronte e sull’altura delle abitazioni e il Lago sullo sfondo. In primavera anche il profumo di zagara avvolgeva i viaggiatori in transito e chi lavorava in quei giardini lussureggianti.

Invece, dal giorno dello sversamento, odore acre da mal di testa, sacchetti di plastica colorati in volo e gabbiani in viaggio tra rifiuti e mare. Uno spettacolo tante volte sollevato, ma senza risposta da parte delle autorità competenti, che col passare del tempo si esaurì per l’apertura di quel breve tratto di ragusana verso la strada statale Catania-Siracusa. Un giorno un signore mi parlò "di coincidenza fortunosa" oppure "cuore che non vede, cuore che non duole".

Ma questa volta abbiamo visto, ha visto la procura di Catania e fra breve si spera che veda anche la Procura di Siracusa per competenza territoriale. Il diffuso sentimento di rivolta contro la discarica nessuno lo potrà fermare in quanto le iniziative, le firme raccolte, le denunce e gli esposti alle autorità non possono essere cancellate. Il Presidente della Regione deve dare delle risposte al movimento, come deve rispondere al grido d’allarme dei sindaci.

camion pieno di rifiuti

Comprendo il grido d’allarme dei sindaci, però bisogna dire che certi ritardi si pagano per non aver pressato il governo regionale come si deve sul Piano Rifiuti. Piano regionale che ancora tarda l’approvazione dell’aula di Palazzo dei Normanni.

Ma se Grotte San Giorno si esaurisce dove porteremo i rifiuti, si domandava in modo accorato il sindaco Stefio. Fuori dalla Sicilia non è possibile per gli alti costi che graverebbero sui cittadini. Su quei cittadini, mi permetto, che pagano regolarmente.

Inciso a parte, ritengo che dovrebbe contribuire il governo Musumeci per i troppi ritardi accumulati nel tempo e che continuano. Non solo urge l’approvazione del Piano rifiuti ma anche una politica industriale collegata, guardando a quello che sta avvenendo nell’area metropolitana milanese sul piano progettuale e partecipativo. Cliccare sulla BiopiattaformaLab per conoscere, vi posso assicurare che non è per nulla faticoso.

Alla fine ognuno grida come vuole, sapendo che il grido del movimento interpretando il senso comune è "abbiamo già dato" e che non finirà se non con una bonifica integrale del luogo che riguarda la salute e l’intera economia agricola della zona.


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