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E’ il momento di alzare nuovamente le bandiere rosse

Ciò che sta accadendo nel mondo fa emergere in maniera prepotente l’appropriatezza della teoria marxiana
di Emanuele G. - mercoledì 20 gennaio 2016 - 2930 letture

La stoltezza della sinistra non ha limiti. Pur di apparire "trendy" - o per meglio dire appetibile/alleata al capitalismo internazionale - ha deciso di buttare alle ortiche in gran fretta la propria storia. Nel mondo contemporaneo non bisogna avere una storia. Qualsiasi traccia di memoria va estirpata e sublimata. Tale atteggiamento irresponsabile costituisce un fatto di assoluta gravità. Ha privato il mondo di un appropriato quanto imprescindibile "tool" di indagine/spiegazione dei fenomeni economici, politici e sociali in atto.

La sinistra...già questa sinistra incolore che non riesce più a capire chi é e cosa ci faccia sulla Terra. Ha abbracciato la modernità senza riflettere. Condannandosi a un doloroso silenzio. Complice di un’immanenza tragica. Qualcuno di voi è in grado di riferirmi un’assunzione di una precisa linea politica da parte della sinistra in riferimento ai gravi accadimenti che stanno scuotendo il mondo nell’ultimo periodo? Siamo all’afasia e all’atarassia più completi.

Eppure una rilettura dell’opera omnia marxiana permetterebbe alla sinistra di riappropriarsi del suo naturale ruolo di voce degli ultimi del mondo intero. E’ la realtà stessa che spinge in codesta direzione. Realtà che porge alla nostra attenzione decine di casi da cui emerge senza ombra di dubbio alcuno la modalità predominante dei tempi moderni. Ovverossia lo sfruttamento dell’uomo sull’uomo al fine di trarne il maggiore profitto possibile. Focalizziamo alcuni casi esemplari.

Si pensava che la globalizzazione potesse ridurre le spaventose divisioni fra il Nord e il Sud del mondo. Si era partito dal presupposto, risultato in seguito errato, che tale processo guida delle dinamiche internazionali avrebbe consentito ad ogni uomo di essere realmente uguale al resto dell’umanità. Che errore abbiamo commesso! La globalizzazione è servita soltanto alle multinazionali per produrre maggiore povertà e più profitti per pochi. Cosa aveva detto Marx? Che il sistema capitalistico avrebbe impoverito le masse. Non è questo che è successo in questi ultimi decenni?

Secondo l’Economic Policy Institute (sigla: EPI) di Washington il salario medio di un americano al 2011 era circa di 48.202 dollari. Orbene risalendo nel tempo si è scoperto che nel 1973 il salario medio era più consistente. Quindi, è avvenuto una riduzione del salario poiché la logica capitalistica ricerca l’ottimizzazione delle spese per ottenere guadagni evidenti. Un altro classico esempio di appropriatezza della visione marxiana dei processi economici.

Fra il 1983 e il 2010 - è sempre l’EPI che ce lo ricorda - il 74% dei profitti nel campo della sanità in America è andato al 5% più ricco. Parimenti il 60% della popolazione ha sofferto un drammatico crollo in riferimento alla propria sicurezza sanitaria. Qui, per l’ennesima volta, si manifesta uno dei caratteri precipui del capitalismo. Le spese sociali non sono distribuite per necessità, ma ridistribuite per favorire chi ha di più rispetto alla media della popolazione. Il ricco si assicura un elevato benessere facendo man bassa del denaro del pubblico erario.

Tutte le politiche economiche messe in atto dagli Stati per combattere la crisi in realtà hanno sortito quale unico risultato lo smantellamento del welfare. Aumentando, di conseguenza, la povertà e distruggendo la classe media. Persino le politiche tese a mitigare il "poor-rich divide" non hanno sortito alcun effetto concreto. Anzi... Gli Stati, in teoria, dovrebbero sviluppare politiche tese a una migliore redistribuzione delle risorse al fine di assicurare livelli di vita dignitosi per la maggior parte delle persone. Ma in realtà non fanno altro che realizzare uno stato permanente ed endemico di lotta di classe. Se non di odio di classe.

A questo punto gradirei conoscere le motivazioni della ritirata strategica della sinistra in Occidente. Mi pare che non manchino esempi che dovrebbero spingere la sinistra a un rinnovato impegno politico e sociale. Per caso ci vergogniamo di mostrare orgogliosi le nostre bandiere rosse? Se continuiamo a vergognarci della nostra storia diventiamo alleati e complici del generale processo di riduzione delle libertà fondamentali dell’uomo. Un processo in atto già da tempo.

E’ davvero venuto il momento di alzare nuovamente le bandiere rosse!

Crediti fotografici: immagine tratta dal sito http://www.piazzadelgrano.org.


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