Due notizie non belle per la Sicilia

Per la Sicilia due non belle notizie che, se lette attentamente, il Governo regionale dovrebbe andare a casa per ridare la parola ai siciliani. E così le forze politiche di maggioranza e di opposizione...

di Luigi Boggio - martedì 31 marzo 2026 - 1054 letture

Per la Sicilia due non belle notizie che, se lette attentamente, il Governo regionale dovrebbe andare a casa per ridare la parola ai siciliani. Non meno le forze politiche di maggioranza e di opposizione per la loro scarsa capacità di leggere quello che avviene in Sicilia sul piano sociale ed economico.

La prima non bella notizia è la bocciatura della Rete ospedaliera per troppi errori e incongruenze. La proposta di riorganizzazione trasmesse a Roma "presenta numerose disallineamenti tali da non consentire una corretta e compiuta istruttoria per la valutazione". Se il governo regionale non risponderà correttamente alle osservazioni, che non sono poche, ci penserà il Ministero.

Alcune osservazioni riguardano anche la rete sanitaria provinciale di Siracusa in particolare nei dati del rapporto pubblico-privato e il livello della Dea di 1 livello Avola-Noto. Non c’è da stare tranquilli a meno che non si apra un tavolo reale di discussione dove si mettano sul tavolo i dati reali senza gioco delle tre carte.

L’altra non bella notizia è che il Pil pro capite della Sicilia si è sgonfiato. I numeri continuano a smentire la presunta crescita. La Sicilia è al penultimo posto tra le regioni italiane, uno svantaggio di 20 mila euro rispetto al Veneto, e Emilia Romagna 43 mila euro rispetto ai 23,3 mila della Sicilia.

Assistiamo all’aumento delle diseguaglianze territoriali, spopolamento e fughe dei giovani. Senza considerare l’evasione scolastica e i giovani che non studiano e non lavorano. Una situazione allarmante e drammatica non valutata come merita dalle forze politiche e sociali. Una realtà con un ceto politico scarsamente rappresentativo, logorato e investito dalla questione morale dentro e fuori l’Assemblea regionale.

Invece di fare pulizia e rinnovarsi i cambi di casacca sono all’ordine del giorno, anche apprezzati come il sindaco di Sant’Agata di Battiati ben accolto dal segretario del Pd Barbagallo. Un ritrovarsi per un comune passato. Leggendo le cronache provinciali siamo all’inizio del grande caos politico anche in vista delle elezioni amministrative di maggio. Un caos che ci dovrebbe dire qualcosa di nuovo, ma non sarà così in quanto i trasformisti sapranno utilizzare tale caos per le proprie fortune. Mentre la Sicilia scivola, abbiamo un ceto politico che diventa sempre più potente e ricco.


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