Dubbi amletici

Meglio mandare in galera Genovese o dare la casa agli italiani?
di Adriano Todaro - martedì 20 maggio 2014 - 1724 letture

Genovese Franca e pure Antonio è in galera per aver organizzato inutili corsi di formazione per un affare da 400 milioni di euro. In questa vicenda c’è però una fase 1 e una fase 2. Cominciamo con la fase 2, la più recente: il Parlamento sta per decidere se votare a scrutinio palese o segreto. Afferma perentorio il giovane capogruppo Pd, Roberto Speranza: "Diciamo subito sì all’arresto, se c’è il voto palese". E se non c’è? Non è dato sapere. Poi si vota e 371 sono per mandare Genovese in galera. Sei del Pd votano contro, altri (come Bersani e il Nipotino Pallido), in Parlamento non si presentano. Alessia Morani, responsabile Giustizia Pd, dopo il voto, sofferto, ha gli occhi lucidi: "Non è una bella cosa privare una persona della libertà personale. Io Francantonio Genovese non lo conosco, ma mi hanno detto che è tornato a casa per salutare i figli".

Ammettete che è un bel quadretto. Il novello Silvio Pellico abbraccia i figli e poi, stoicamente, si presenta alla portineria del carcere di Messina. Chissà se Alessia ha gli occhi lucidi anche quando in galera ci vanno i poveri cristi che hanno rubato certamente meno sia di Franca e pure di Antonio.

Fase 1: se vi facessero questa domanda a bruciapelo: "E’ meglio mandare in galera Genovese oppure dare una casa agli italiani?", voi cosa rispondereste? Non state a sforzarvi troppo perché per voi ha già risposto Roberto Speranza: "Prima gli interessi degli italiani".

Ora io, è risaputo che sono tardo e lasagnone, ma non riesco a capire cosa centri la casa degli italiani e Francantonio Genovese. Qual è il nesso? Poi mia moglie mi ha spiegato l’arcano della domanda. La Camera doveva decidere se arrestare oppure no il deputato del Pd. Le elezioni incombono e col voto segreto non si sa cosa sarebbe potuto succedere. In più, il decreto sull’emergenza casa, scade il 27 quindi meglio la casa che mettere in galera un siciliano di razza.

L’avevamo già scritto in altre occasioni ma questo Speranza è da tenere d’occhio perché ci ha offerto un elemento interessante. D’ora in poi si potrebbe sempre porsi delle esistenziali domande e poi telefonare alla Speranza del Pd: "Meglio ‒ ad esempio ‒ mettere in galera il Frigerio e il Greganti oppure andare al cinema?". Roberto pensieroso risponde: "Prima gli interessi degli italiani". E, ancora: "Meglio ripristinare l’abuso d’ufficio e il falso in bilancio oppure farsi due spaghi con pummarola in coppa?". La Speranza del Pd risponde sempre allo stesso modo, quasi fosse un nastro registrato: "Prima gli interessi degli italiani". E mandare in galera i ladri e farsi ugualmente due spaghi, no eh? Troppo difficile, troppo lavoro.

Guardate le vicende di Expo. Una volta Milano aveva il cuore in mano, ora la tangente in tasca. Qua sarebbe interessante ascoltare il parere della Speranza. Com’è che in questa brutta vicenda ci sono dentro comunisti, democristiani, cooperative rosse e bianche? Qual è, qua, l’interesse degli italiani? Come mai c’erano ben 23 organi di controllo sui lavori e nessuno si è accorto di niente? E gli amministratori pubblici cosa facevano? Cosa faceva il presidente della Regione Bobo? E il sindaco di Milano Pisapia? E il brianzolo Giuseppe Sala che faceva? Sfogliava margherite?

I lavori di Expo sono terribilmente in ritardo. Non ci sono le strade di collegamento, sono state sospese alcune linee ferroviarie e la linea 4 della metropolitana, cancellata la linea 6, solo tre fermate per la linea 5, il progetto le "Vie d’acqua" è stato bloccato (per fortuna), consegnati solo la metà dei lotti previsti. Ed ora, dopo i sette arresti, anche il segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon, forse vergognandosi di stare in una simile compagnia, ha fatto togliere la sua foto dal sito ufficiale dell’Expo. Fonzie aveva detto che ci metteva la faccia; Ban Ki-moon la sua faccia l’ha tolta. Di grazia onorevole Speranza, ci dia una speranziella: "Qual è l’interesse degli italiani? Fare una figura di merda planetaria o chiudere tutto?".

La nostra speranza è che ve ne andiate tutti. Lei, ad esempio, è giovane, ha 35 anni, una laurea. Ecco si metta a lavorare seriamente, lasci perdere le cattive compagnie che frequenta in Parlamento, lasci perdere i boy scout fiorentini, i Greganti, i Fassini&Quagliotti, i Boschi fioriti e le Pinotti in armi. In agricoltura c’è molto da fare e non si sprechi a rispondere alle domande. Anche perché noi sappiamo che il vero interesse degli italiani è non avervi più fra i cabbasìsi.

P.S. - Mentre scrivo queste note scorrette, politicamente, apprendo con apprensione che un altro galantuomo sbattuto in carcere sta reagendo. Ciò mi fa molto piacere perché pensavamo Sciaboletta Scajola prostrato e in crisi. E, invece, grazie al Corrierone, veniamo a sapere che il gentiluomo "ha ritrovato la voglia di lottare. Con sé, in cella, ha portato anche un libro sul Portogallo, dov’era stato di recente con sua moglie Maria Teresa. E il pensiero di lei e della sua forza ‒ più forte di tutti i gossip e di tutti i pettegolezzi che hanno preso a girare ‒ e la certezza malgrado tutto di poter contare ancora su una famiglia compatta e unita dura come una testuggine, adesso accompagnano le sue ore più lunghe".

Ma come. Pensa a Maria Teresa? E Chiara Riccio in Matacena? Già dimenticata? Pensate un po’ cosa è costretto a scrivere il giornalone. Fatemi fare un’ultima domanda alla Speranza piddina: Roberto, secondo te l’interesse degli italiani, in questa vicenda qual è? A mio modesto parere è necessario applicare la certezza della pena e buttare via la chiave. Che stia in galera così non fa danni. Magari gli mandiamo un libro sul Libano o su Dubai. Ma tenetelo dentro, per carità.


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