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Dona il tuo 5 x 1000 a EMERGENCY

Oggi, 26 maggio, si sono concluse ufficialmente le attività dell’ospedale da campo a Bergamo, che diventerà un ambulatorio dedicato al "follow up" dei pazienti Covid-19.
di Piero Buscemi - mercoledì 27 maggio 2020 - 1077 letture

Un ospedale frutto di una grande mobilitazione di persone ed energie: dallo staff dell’ospedale Papa Giovanni XXIII agli Alpini, dalla Confartigianato ai tifosi dell’Atalanta, AREU, la Protezione Civile, gli innumerevoli volontari e tutte le persone che hanno dato una mano.

In queste settimane abbiamo lavorato con un team di 80 persone, tra medici, infermieri, fisioterapisti, radiologi, tecnici di laboratorio, operatori socio sanitari e professionisti incaricati della sanificazione e dell’igienizzazione.

Lasciamo Bergamo e torniamo a casa, ma il nostro impegno contro Covid non finisce qui: continuiamo il nostro lavoro di formazione sulla prevenzione del contagio, la consegna dei beni di prima necessità, il sostegno psicologico.

Ancora una volta EMERGENCY si è dimostrata all’altezza della situazione, quando l’emergenza sanitaria diventa un impellente problema da affrontare. La garanzia di assistenza sanitaria da garantire a tutti come un diritto indissolubile, l’alto livello di competenza e di qualità offerto, che ha contraddistinto la Ong in oltre un quarto di secolo di attività accanto alle vittime di guerra, ha dimostrato come l’unica condizione accettabile in merito al diritto alla salute da garantire a tutti i cittadini, sia quello di assicurare un servizio gratuito ed efficace che dovrebbe rientrare tra le priorità di un qualsiasi governo di un paese civile.

A nome di tutti coloro che hanno usufruito, a titolo gratuito, delle cure e i supporti anche psicologici da parte dello staff di EMERGENCY, ricambiamo con un sincero e doveroso grazie. Vogliamo e pretendiamo che il concetto di gratuità sia ribadito come elemento di qualità e vanto che, purtroppo, in questo periodo di emergenza non ancora risolto definitivamente, ha messo a nudo la precarietà e l’inefficienza di un servizio nazionale sanitario che si è dimostrato fallimentare, prediligendo negli ultimi anni una forma di sanità, oseremmo definire privilegiata, destinata a coloro che economicamente siano in grado di accedere al settore privato.

In prospettiva di un evolversi basato ancora più su supposizioni che su certezze consolidate, sia in materia di Covid-19 sia su eventuali e non da escludere ulteriori forme di pandemia che il futuro potrebbe riservare, è necessario trasformare gli auspici espressi in più occasioni da Gino Strada in fatti. Il fondatore di EMERGENCY ha invitato i nostri governanti a riformare il sistema sanitario e, quindi, del diritto alla salute, partendo dal presupposto di garantirlo a tutti e gratuitamente.

Ci permettiamo di sollevare dubbi sugli sviluppi che seguiranno all’emergenza che stiamo vivendo e che, in base alle informazioni degli ultimi giorni, sembrerebbe in fase di stabilizzazione e di maggiore controllo nella diffusione del virus. Osiamo mettere in dubbio quello che, a nostro avviso, è diventato un altro slogan politico da seminare nelle piazze, virtuali o reali che siano, rischiando di trasformare i buoni propositi che la paura e l’incertezza, spesso a braccetto con la poca conoscenza del fenomeno, avevano indotto istintivamente nella sensibilità collettiva al problema in un’altra occasione mancata per dare un senso vero ad un’inflazionata idea di democrazia.

Non abbiamo la palla di vetro per potere con esattezza prevedere quello che le menti dei nostri politici sapranno partorire nell’immediato futuro. La preoccupazione che si percepisce sul ripresentarsi del Covid in maniera incontrollabile nei prossimi mesi, nonostante una parvenza di ottimismo che la riapertura di certe "libertà" ha diffuso tra i cittadini, è così evidente che è spontaneo pensare come, a partire già da adesso e per i prossimi mesi, i provvedimenti legislativi che saranno adottati potranno essere efficaci e in contro tendenza con il passato.

Occorre non dimenticare come il Covid sia riuscito ad occultare, almeno negli ultimi mesi, tutte le problematiche che hanno fatto coniare l’espressione di "malasanità" diffusa a qualsiasi latitudine del nostro paese, con le varie commissioni di inchiesta e di ispezione che sono nate in questi anni per combattere una delle tante lacune italiane.

Un conforto ed una certezza che ci rimane, e siamo sicuri che lo sarà anche nel futuro in ogni evenienza, è quella di poter contare sull’instancabile lavoro condotto da EMERGENCY, che continua a rappresentare l’alternativa fattibile e logica ad una gestione del diritto alla salute che ha bloccato una nazione per un tempo indefinito, mandando nel panico un’intera popolazione.

E’ per questo che vogliamo invitare i nostri lettori a sostenere economicamente, più di quanto abbiano fatto in precedenza, EMERGENCY, tramite le tradizionali donazioni e, in questi mesi di dichiarazione dei redditi, destinando il 5 x 1000 alla Ong. Per comodità riportiamo di seguito il Codice Fiscale da utilizzare:

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EMERGENCY-FA-5x1000-2020


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