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Diversamente giovane

Potrei ricordare le canzoni più famose di Francesco Guccini, potrei sostenere che fosse un comunista o un idealista anarchico, che fosse un poeta ma preferisco...

di Evaristo Lodi - venerdì 7 agosto 2026 - 737 letture

Lasciatemi dire che sono proprio vecchio.
La società dice che sono anziano e che sono fragile.
Si sbagliano, sono solo un vecchio in pensione (V.I.P. sic!).
Con la mente affollata di ricordi
.

Fine anni Settanta, forse il 1976 ma la data non è certa. Un casolare alla periferia di Bologna in una serata tardo estiva, dopo un acquazzone che rese l’accesso al cortile difficoltoso, soprattutto per i radical chic, destrorsi o sinistrorsi che fossero.

Un concerto, sotto le stelle, con le scarpe infangate per i quattro gatti intimi che quella sera non vedevano l’ora di ascoltare Francesco Guccini, allora menestrello rivoluzionario. L’arrivo della star con un ritardo che faceva venire voglia di tornare a casa, senza aspettarlo. Se non ricordo male, arrivò poco prima di mezzanotte e si scusò di aver fatto tardi perché, quel giorno, era il compleanno di sua moglie.

Non ricordo come trascorse l’attesa di Francesco ma l’amico con cui ero mi assicura che prima si esibirono Claudio Lolli e un Lucio Dalla convinto che tutti, nello sparuto pubblico, potessero suonare il violino. Fatto salvo il fatto di affermare, subito dopo la prova, che gli spettatori presenti gli ricordavano gli ospiti del vicino Cottolengo, il ricovero cittadino per disabili. Possiamo tranquillamente sostenere che Lucio, allora, non avesse frequentato nessun corso di retorica né tanto meno di inclusione.

Poi con il solo accompagnamento della sua fida chitarra, il cantante modenese cominciò a sciorinare le sue note, per noi famose, ma che allora erano riservate alle generazioni sessantottine e post, come la mia, che avevano ancora voglia di cambiare il mondo. Non so se avete presente La Fiera di San Lazzaro, una canzone popolare bolognese, inserita da Guccini in un suo album nel 1973, che nei video di Youtube ha una durata di poco più di sei minuti, ma in quella notte magicamente confusa, i commenti a ogni strofa la prolungarono verso la mezz’ora. Un tempo di risate fragorose e incontenibili che mi facevano sentire grande, perché capivo ormai tutte le allusioni sessuali.

Oggi i giornalisti della televisione mi hanno fatto scoprire una cosa nuova: Pavana, il paese in cui il piccolo Francesco fu costretto a sfollare negli anni della guerra, si trova in provincia di Pistoia e non in quella di Modena, dove in realtà nacque. Nel servizio televisivo sembrava che quello fosse il suo paese natale anche se il suo accento è sempre stato sfacciatamente modenese.

I ricordi continuano ad affiorare…

Sempre Bologna, ma ci spostiamo nei primissimi anni Ottanta, forse tra il 1980 e il 1982. Un giorno la mia fidanzata mi chiede se voglio andare a un concerto alla mitica Osteria delle Dame. Qui il panorama e il ricordo si fanno completamente differenti: accedervi era complicato perché i posti erano pochi e i biglietti andavano sold out tutte le sere. Non parliamo poi quando si esibivano cantautori famosi. All’epoca la mia morosa si era impiegata presso il Centro San Domenico, grazie al suo fondatore, padre Michele Casali o.p., che ho avuto l’onore di conoscere, in quegli anni di speranza nascosta nelle pieghe delle nuove generazioni. Quella sera si esibì proprio Francesco e sarebbe stato impossibile accedervi se non avessimo conosciuto il Padre domenicano.

Vi chiederete cosa possa avere a che fare questo, anche fisicamente, imponente frate con Guccini ma, se andrete sulla pagina di Wikipedia dell’osteria, troverete che quel luogo, che chiuse i battenti nel 1987, era stato fondato proprio dal nostro cantautore e da questo fratone. Wikipedia non gli dedica nessuna pagina, ma vi posso assicurare che possedeva un’energia contagiosa e travolgente ed era un vulcano di idee.

D’altronde la basilica di San Domenico a Bologna è sempre stato ed è ancora oggi un centro culturale che propone costantemente i Martedì di San Domenico. Come dice l’I.A., sono un noto ciclo di incontri culturali e di dibattiti, dimenticandosi però di ricordarci che si svolgono anche concerti di musica varia.

Quando vivevo ancora nella città Felsinea, alle 22.00 della domenica celebrava, e celebra ancora oggi, la Messa padre Giuseppe Barzaghi o. p., possente teologo polemista, anche lui con una energia contagiosa. A volte, fra i suoi fedeli spuntava l’ormai compianto Lucio Dalla.

Potrei ricordare le canzoni più famose di Francesco Guccini, potrei sostenere che fosse un comunista o un idealista anarchico, che fosse un poeta ma preferisco ricordarlo in questo modo, forse troppo intimistico e nostalgico, ma che mi dà la speranza per un futuro migliore, nonostante tutto. Le sue canzoni / poesie spero possano dare energia alle nuove generazioni così come fece con me quando i ricordi non affioravano così imperiosi e non ero ancora diversamente giovane.


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