Sei all'interno di >> :.: Primo Piano | Città invisibili |

Diga di Ancipa: soluzioni provvisorie e problemi strutturali

Restano i problemi strutturali della diga di Troina e di questi però non se ne pianifica la soluzione. Senza i seri interventi c’è solo da propiziare piogge continue...
di silvestro livolsi - mercoledì 4 aprile 2007 - 4649 letture

L’invaso dell’Ancipa (in territorio di Troina), dopo le piogge e la neve delle scorse settimane, che è caduta sui Monti Nebrodi che lo sovrastano, si è riempito ed ha raggiunto dieci milioni di metri cubi di acqua.

Ancora una volta è stata la natura a darci una mano e a levare di torno il grosso problema della carenza idrica, favorendo la raccolta delle acque nell’invaso artificiale creato negli anni ’50 e pensato come possibile già nel ’23 da un tale Mascali che vide bene la possibilità e l’utilità di creare un lago artificiale tra la Rocca di Mannia e quella di Ancipa, che gli dà il nome.

Restano sempre i problemi strutturali della diga di Troina e di questi però non se ne pianifica la soluzione.

Il muraglione che trattiene l’acqua, affetto da microfessure che non ne fanno tollerare pressioni consistenti, impedendo così il riempimento ottimale del bacino, rimane ancora con le sue piccole ma diffuse crepe, sebbene queste siano state individuate già nel ’60 ( quando la Diga veniva propagandata come una delle più alte in Europa e, immortala nella serie delle grandi Dighe delle figurine Liebig, entrava nelle case degli italiani). Secondo il Documento di Programmazione Economica e Finanziaria del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti del 2004, che contiene il Piano per Programmare il Territorio le Infrastrutture le Risorse in Italia, i lavori di risanamento della diga dell’Ancipa, l’Enel (l’Ente che la gestisce) li doveva iniziare e concludere entro il 2007; mentre il risanamento dell’acquedotto, sempre secondo il documento, lo si dovrebbe ultimare nel 2010. Ma allo stato dei fatti permane solo una stabile precarietà della struttura.

Intanto, per un tratto di acquedotto costruito qualche decennio fa, di recente la VI sezione penale della Corte di Cassazione ha emesso la condanna definitiva alle imprese che realizzarono un ‘mostro’ di cemento che doveva raccogliere all’interno del Parco dei Nebrodi l’acqua dei boschi e del Simeto per convogliarla verso la Diga. Fuori da ogni rispetto ambientale e paesaggistico l’opera è stata allora fermata e ora sono pure arrivate le condanne e l’ordine di demolizione di quanto illegalmente costruito all’interno del Parco. Per cui l’acquedotto che, fatto con giusti criteri di rispetto ambientale serve veramente, è ancora in attesa di progettisti e imprese che ricevano incarico dalle istituzioni per realizzarlo; come urgenti, per assicurare il buon funzionamento dell’Ancipa, sono altri interventi, anche questi già da tempo (dal 2001) individuati dall’Inea (Istituto Nazionale di economia Agraria): il ripristino della galleria Ancipa-Troina; il risanamento della galleria Troina-Grottafumata; il risanamento del canale allacciante dell’Ancipa. Poco o niente di tutto questo s’è fatto.

Quando era Commissario straordinario per l’acqua in Sicilia, il Generale Jucci affermò: ‘quando l’Ancipa, dopo il completamento dei lavori di consolidamento avrà ben 28 milioni di metri cubi di acqua, ce ne sarà per Caltanissetta, Enna fino a Gela ed alcuni paesi dell’agrigentino’. Senza i suddetti e seri interventi c’è solo da propiziare piogge continue.


Rispondere all'articolo - Ci sono 0 contributi al forum. - Policy sui Forum -