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Diario pubblico di un aspirante suicida

“Mentre leggete questo post, se tutto è andato bene, io sono già morto e sepolto". Queste sono le ultime parole di un suicida che ha reso pubblica la sua intenzione di farla finita tramite il suo blog sin da 4 mesi prima. Nessuno gli ha creduto, ma lui faceva sul serio...

di Tano Rizza - mercoledì 27 settembre 2006 - 85678 letture

“Mentre leggete questo post, se tutto è andato bene, io sono già morto e sepolto”(…) “Sono sempre stato un pochino paranoico. Con questo blog in cui descrivo il mio suicidio lo sono anche un po’ di più”. Queste parole sono state scritte da Eugenio Milani, un ragazzo di ventisei anni che nel Luglio del 2005 si è suicidato, parole postume rese visibili dopo la sua morte grazie alla teconologia della piattaforma di pubblicazione WordPress.

Un suicido anomalo, largamente preannunciato e reso pubblico tramite un blog. Eugenio era un giovane informatico di Lodi, una vita apparentemente tranquilla ma che nascondeva quel male di vivere che accompagna molti aspiranti suicidi, che magari coltivano nella solitudine e nel silenzio il loro progetto di farla finita. Questo, però, non è il caso di Eugenio Milani. Lui aveva una gran voglia di comunicare a tutti le sue intenzioni, anche se si tutelava grazie all’anonimato che Internet concede.

Le parole di Eugenio, lanciate nell’universo del web sono rimbalzate da un sito all’altro, lette e commentate da centinaia di persone. Ma questo non ha salvato la vita a questo ragazzo. Così scriveva Eugenio nel suo primo post:

“Questo è il diario pubblico di un aspirante suicida. Un aspirante suicida: perché ormai le idee le ho chiare, so cosa farò e so quando lo farò. Però sono anche un esibizionista, e così voglio con questo blog condividere un po’ dei miei con chiunque passi di qui. Sentivi liberi di commentare quello che scrivo, se i commenti non dovessero apparire immediatamente, sarà perché ho attivato la moderazione per evitare lo spam, ma non farò alcuna censura sul contenuto dei commenti, purché si mantengano ovviamente nell’ambito di una discussione cortese. Questo blog non è una istigazione al suicidio. Io, nel pieno possesso delle mie facoltà, scelgo consapevolmente di suicidarmi. Ma non chiedo né consiglio a nessuno di seguire la mia scelta. Il suicidio, per come lo penso io, è una scelta intima e personale.Kids, dont try this at home.”

Questo post risale al 18 Aprile del 2005, Eugenio si è gettato giù da un ponte il 10 Luglio 2005. Quattro mesi di attesa, quattro mesi interi sono serviti a progettare il suo suicidio, e nessuno ha creduto nelle sue intenzioni. Addirittura nel suo blog i commenti dei visitatori davano consigli al ragazzo su come suicidarsi. In un suo post Eugenio chiede aiuto per trovare il modo per tirasi giù da un ponte, troppo alto per lui. Le risposte dei lettori sono agghiaccianti, ne riceve 44, più o meno su questo tono:

io penso al tubo di scarico della macchina, pare che si diventi pure belli, tutti rosa…mentre giù da un dirupo ti sfracelli diventi un grumo di sangue e carne…(Biancaneve)”; “il rimedio per il muretto alto secondo me è una di quelle sedie ripieghevoli sono giusto quei 40 cm che ti mancano(Fra)”.. “ragazzo, se proprio lo devi fare, fallo con stile. Consiglierei una vasca di vino buono, barbiturici e tanti sogni belli, indolore. Da divo. Così mi compro un bel vestito e vengo al funerale. Ti piacciono le rose bianche?(Serena)”.

I post sono andati avanti per mesi, così come i commenti. Gradualmente i commenti si sono fatti sempre più ironici, più pesanti, pochi dei frequentatori del blog credevano veramente nelle intenzioni di suicidio del ragazzo. E intanto nella testa di Eugenio l’idea rimane fissa, vive i suoi giorni come un automa, e la sera, ogni sera, un nuovo post sul suo blog, così per quattro mesi. Di tutto questo se ne accorge un sito importante, PuntoInformatico, che rende la cosa pubblica, il blog di Eugenio diventa ancor più frequentato. Ma nessuno crede per davvero a quello che scrive, c’è chi pensa ad una trovata pubblicitaria, chi a un pazzo mitomane esibizionista, chi che i post siano solo frutto della fantasia di un solitario represso. Ma intanto Eugenio rende nota la data della sua fine: 20 Luglio 2005, e continua il suo disegno suicida.

Altri post, altri pensieri sulla morte, ma anche semplicemente la cronaca delle sue giornate. Fino al 10 Luglio, quando Eugenio decide di seguire il consiglio di Biancaneve, una delle visitatrici del suo forum. Il ragazzo prende una sedia pieghevole, la infila nella macchina della sorella e si dirige verso un ponte nei pressi di Bergamo. Ferma la macchina, piazza la sedia vicino al muretto che lo divide da 70 metri di strapiombo sul fiume, ci sale sopra e si butta giù. Eugenio non stava scherzano. Il suo blog nei giorni seguenti si aggiorna automaticamente, i suoi ultimi post spiegano il perché non ha rispettato la data della sua morte precedentemente stabilità al 20 Luglio, rivela il suo vero nome, la sua professione, e lascia queste parole datate 12 Luglio 2005:

"(Nota: questo ed altri miei post potrebbero apparire nei prossimi giorni: “ho impostato la pubblicazione in data futura) Ue’, ciao a tutti. Me ne sono andato. Scusate, ma sono le 2.25 ed ho ancora un po’ di cose da fare. Questi sono dei saluti alla spicciolata. A qualcuno di voi ho spedito cose. A qualcuno ho spedito email. A qualcuno ho preparato qualcosa. Io sono felice così.”

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Eugenio Milani

La veridicità del suo suicidio è confermata dai biglietti trovati nella sua stanza, dal cadavere in fondo al fiume Adda, e dalle notizie di cronaca di quei giorni. Una morte largamente anticipata, resa pubblica mesi prima, che tutti credevano falsa, o solo uno scherzo. Questa è anche la comunicazione del nostro tempo, un marasma di messaggi che ci bombardano, ci giungono ogni secondo da ogni media, che ci intontiscono, non ci fanno capire cosa è vero e cosa non lo è.

Eugenio era un ragazzo che non riusciva più a comunicare con gli altri ragazzi, che non riusciva più a esprimere i suoi sentimenti guardando dritto in faccia un’altra persona. Ha scelto di comunicare comunque, tramite Internet, le sue sensazioni e i suoi pensieri, ma anche qui ha trovato l’incomunicabilità. La rete è anche questo, un mondo di messaggi in un universo di sordi.


risorse online:

il blog di Eugenio Milani: http://primadipartire.weblogs.us/


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E se fosse davvero una libera scelta?
29 settembre 2006, di : Alberto Giovanni Biuso |||||| Sito Web: http://www.girodivite.it/Elogio-del...

Caro Tano, e se questa persona avesse deciso con assoluta e serena consapevolezza di porre fine al proprio tempo?

Nel suo blog, Milani scrive infatti che la sua «paura più grande era che qualche zelante zelota cercasse di contattare la mia famiglia, la polizia o un qualche ospedale psichiatrico impedendomi così di raggiungere il mio scopo».

Perché cercare sempre e ovunque il disagio, come se vivere fosse un obbligo? Lasciamo ai moralismi cattolici e benpensanti questa visione delle cose. L’eutanasia è un fatto di civiltà; un suicidio meditato come quello di Eugenio Milani merita un rispetto senza giudizi e senza pregiudizi.

Le parole che ha scritto mi sembrano chiare e molto lucide:

«Non mi suicido per via dell’anniversario, mi suicido perché… beh, è lungo da spiegare.

Ritengo che sia un mio diritto accettare le sfide della vita, così come rifiutarle.

La morte è qualcosa a cui tutti andiamo incontro. Se ti va, puoi definire la vita stessa come una malattia mortale ed incurabile. Semplicemente, io decido di decidere quando la mia vita avrà fine, invece di attendere»

    E se fosse davvero una libera scelta?
    30 settembre 2006, di : enzo maddaloni

    Sono rimasto sconvolto dalla dalla superficialità che alcuni dimostrano difronte a questo dramma. Credo che Eugenio con le sue dichiarazioni finali "...ho paura di essere scoperto...." (nella sostanza) credo che ci abbia solo sfidati tutti a salvarlo (semplicemente). Prendiamo (almeno) atto che non ci siamo riusciti e piangere per la sua "scelta" estrema.
    E se fosse davvero una libera scelta?
    30 settembre 2006, di : enzo maddaloni

    resto un tantino sconvolto a leggere la superficialità che ci investe tutti difronte a questa storia cosi straziante e consapevole. penso che in fondo Eugenio ci ha un pò solo messo alla prova. La sua paura di essere scoperto in fondo credo che possa rappresentare il suo desiderio di essere salvato. Prendiamo almeno atto che non ci siamo riusciti e piangiamo tutti per la sua scomparsa che resta anche la nostra.
    A proposito: E se fosse davvero una libera scelta?
    22 novembre 2006, di : nonloso

    Purtroppo e’ un anno che so, e rileggo a volte quello che e’ successo. A volte per capire se posso farlo io. E a volte per la voglia di averlo abbracciato e portato via di li’. Ho provato e sono d’accordo con quello che scrive E. e la persona che ha inviato il commento. Per molte ragioni ..lungo da spiegare. Ora per delusione e paura degli anni e della vecchiaia, e di come mi sono ridotta. Per paura ora.Prima per incapacita di contenere le immense bellezze che vedevo. E soffrivo anche per un mondo che non era giusto e logico e ... Ma non fa nulla. Sono stanca. Ci vuole coraggio per morire. E non credo di averne.
    E se fosse davvero una libera scelta?
    28 novembre 2006, di : life

    nessun uomo ha il potere di decidere quando morire o vivere a suo piacimento la vita ci è stata donata cosi’ com’è...bisogna saperla vivere...
    E se fosse davvero una libera scelta?
    2 marzo 2007, di : Simeht

    Ragazzi e ragazze, da tempo medito il suicidio, ma ciò è marginale su ciò che sto per dire.

    Considero, come dice Milani, il suicidio una decisione intima e personale. ogni cosa che facciamo si riflette su chi ci sta attorno e dobbiamo subirne le conseguenze. Siamo influenzati su ogni cosa: lavoro, scuola, è le varie situazioni in cui ci troviamo in ogni attimo della nostra esistenza. Se c’è una cosa che non può essere intaccata da nulla e nessuno è ciò che pensiamo, ciò che ci gira per la testa. Reputo ingiusto per esempio contattare polizia o chissacchì per impedire ad un aspirante suicida di raggiungere il suo scopo. personalmente, non ho detto a nessuno le mie intenzioni, perchè intromissioni dall’esterno farebbero vivere peggio la persona per il fatto che vivrà come "quello che voleva suicidarsi". il suicidio è l’unica azioni che possiamo fare senza subire le conseguenze. diciamo che è una via di uscita anticipata dalla strada della vita. riprendendo il discorso, dato che ciò che pensiamo non può essere monitoraro da enti esterni, e dato che il suicidio è una decisione intima e personale, non vedo perchè un aspirante suicida debba esternare le sue intenzioni, e se lo fa non reputo utile spifferare le sue idee. personalmente, ciò che temo di più, è che enti esterni impediscano il mio attuale (non dico definitivo, perchè non lo è fino a che non muoio) intento. E poi, non reputate che ogni persona ha il diritto di fare ciò che vuole del proprio corpo e della propria vita? mettendo come presupposto il fatto di non intaccare la libertà e la salute altrui.

    E se fosse davvero una libera scelta?
    27 marzo 2007

    sono d’accordo, in parte, soprattutto perchè vedo nel pubblicizzare il proprio suicidio un non-senso. il sucidio è un atto, ma prima di tutto un pensiero che deve restare intimo. quando e se deciderò di suicidarmi (non esiste miglior modo di morire, a mio parere) nessuno sarà a conoscenza di niente, nessuno leggerà parole come quelle di eugenio. scomparirò e mi dissolverò da solo e in silenzio, senza risposte ad un blog che nessuno leggerà mai.
Diario pubblico di un aspirante suicida
30 settembre 2006, di : enzo maddaloni

Resto un pò sconvolto difronte alla "consapevolezza" delle nostre superficialità. Credo che Eugenio, in fondo, ci abbia messo un pò alla prova. Nella sua paura di essere scoperto si potrebbe leggere (al contrario) il suo desiderio di essere salvato. Prendiamo, almeno atto che non ci siamo riusciti e semplicemente chi ancora può pianga per la sua scomparsa. Ogni volta che ci lascia una persona cara muore anche un pò di noi.
Diario pubblico di un aspirante suicida
3 ottobre 2006

mi duole.io la vita la amo con tutte le sue difficoltà.credo comunque che l’eutanasia sia altro e non sia pertinente il riferimento fatto. mi duole, ridico.
    la mia piccola idea ke di certo non fara la differenza
    24 novembre 2006, di : realista ma sognatrice fino all’osso

    io parlo per una ragazza ke adora vivere ed ama ogni piu piccola sfaccettatura di essa... pero vorrei dire nonostante la mia situazione sia completamente opposta a quella di eugenio ke secondo me lui non a voluto dare agli altri la possibilita di aiutarlo o salvarlo in nessun modo perche se davvero aveva bisogno di aiuto e lo stava kiedendo nn avrebbe mai dovuto scrivere una data sbagliata!!! mi dispiace davvero tanto ke lui nn si sia voluto far dare una mano.perche sicuramente esistono persone ke a lui volevano e vogliono bene k si sarebbero divise in mille pur di consigliargli e stargli vicino...se avesse voluto qualcuno disposto ad aiutarlo a capire k il suicidarsi è sbagliato lo avrebbe trovato! ormai è successo e l’unika cosa da fare è ricordarlo per quello k era cioè una persona importante e speciale cm tutti del resto
    Diario pubblico di un aspirante suicida
    28 novembre 2006, di : ele

    io ho 14 anni forse sono troppo piccola per parlare di una mia opinione..credo però che la vita ci offre momenti piacevoli e spiacevoli..bisogna saperli prendere nel modo giusto..io ho vissuto da poco la morte di mio padre...all’inizio non me ne sono praticamente accorta..poi quando ho realizzato bene la cosa piangevo ogni notte...apparentemente la gente può giudicarmi molto forte ma solo chi mi conosce profondamente sa come son fatta..sono debole e parecchio....credo che questo ragazzo sia stato tremendamente egoista...le persone che gli volevano bene avranno sofferto...lui però ha pensato solo alla sua comodità..non ai sentimenti degli altri...eleonora
    Diario pubblico di un aspirante suicida
    6 marzo 2007, di : libellula

    Com’é possibile che un aspirante suicida -se ho ben inteso - ami la vita? E’ un controsenso! Nondimeno una contraddizione con se stessi.

    E l’eutanasia é un fattore del tutto a parte, argomento dibattuto e controverso, da realizzare dopo attente valutazioni e totali garanzie: comunque é l’azione di terzi che assecondano la tua "dolce morte" ove nulla é sperabile per la vita, ove tutto é riconducibile alla fine con estrema sofferenza.

    Ma se ami la vita (e non stai soffrendo fisicamente, magari malata terminale (?!?), perché "ricamare" con la mente intorno al suicidio?

    Io sì che ricamo e ricamo (ne ho i miei buoni motvi) ma, sta di fatto che, in primis, la vita non l’amo per niente, anzi per me é semre , ogni giono, il rinnovarsi della "fatica" di vivere...

IDEM COME LUI
9 gennaio 2007

CIAO, CAPISCO COSA HA PROVATO, PER ME E’ LA STESSA COSA E SONO ARRIVATO ALLA CONSAPEVOLEZZA CHE NON E’ POI COSI’ BRUTTO. PRIMA MI CREAVO MOLTI PROBLEMI , MA ORA .CHE STO SISTEMANDO TUTTE LE CARTE E RIORDINANDO LE MIE COSE, MI SEMBRA MOLTO FACILE, HO CHIUSO LA MIA DITTA, HO PAGATO I MIEI DEBITI, HO LASCIATO A MIA MOGLIE I DOCUMENTI IN ORDINE E SONO PRONTO. ORA DEVO SOLO TROVARE IL MODO. PENSO CHE CHI ARRIVI COME ME O LUI A MEDITARE CON CALMA E DECISIONE DI FARE IL SALTO, SIA UNA COSA NON DIFFICILE E ANCHE UTILE, SPIACE SOLO PER CHI RIMANE CHE NON CAPIRA’ O MEGLIO, NON VORRA’ CAPIRE, IN FONDO SONO STANCO E QUESTA E’ LA SOLUZIONE ....NIK
    IDEM COME LUI
    10 gennaio 2007, di : Lorenzo Misuraca

    Caro Nick,

    spero che tu non stia dicendo sul serio. In caso contrario, fermati un attimo a pensare...e più che altro trova il coraggio di raccontare tutto a un amico, uno vero, rimanere da soli con se stessi in certi casi è la cosa peggiore...quella che ti allontana di più dalla realtà. Fai almeno una prova di uscirne.

    IDEM COME LUI
    19 gennaio 2007, di : memo

    Non è questione se ki rimane capirà o non capirà, ma sicuramente SOFFRIRA’. cosa ti porta a desiderare di morire? mi rattrista molto qst cosa e nn poter far nulla x te, x farti sentire ke è importante restare. Oggi o ultimamente è un periodo triste? ma come fai a lasciarti scappare la felicità ke è dietro l’angolo? non puoi sapere cosa ti accadrà domani o cosa potrai fare tu x qualcuno. x un amico x tua moglie . cosa ti ha stancato a tal punto,Vuoi davvero rinuncaire agli occhi di qualcuno che ti guarderanno con devozione con tenerezza? RIPENSACI, non è poi cosi male qst vita di M. anch’io sono stata tante volte triste e sembra che peggio di cosi non puo andare. E’ una frase fatta, ma qnd tocci il fondo, puoi solo risalire. cmq ti potrà dare ancora qualcosa e qnd cmq sarà ora te ne andrai anke tu, ma è giusto aspettare quell’ora, e forse nn te ne vorrai + andare. mi spiace veramente nn poter fare di +, scrivo col cuore in mano. fammi sapere cosa ne pensi, ti abbraccio!
Diario pubblico di un aspirante suicida
17 febbraio 2007, di : il peggio

sono contento ke ci sia qualcuno ke ha capito tutto!signori e signore ammettimolo ke la vita è una gran skifezza!nn vedo perkè dobbiamo sempre sforzarci per farcela piacere!se nn piace nn piace!basta!perkè portarla avanti?ke dono è?di Dio?quale Dio?nn ricordo quando ha kiesto il mio parere per farmi questo skifo di regalo.é forse un regalo dei nostri genitori?o forse è il regalo ke han fatto a se stessi per avere assistenza in vekkiaia ed un pupazzetto uguale e loro per giocare?non esiste nessun Dio ,nn esiste nessun motivo per portala avanti la vita se nn puro edonismo per ki se lo può permettere!ma per la gran parte degli uomini le sofferenze sono maggiori dei piaceri ed io nn volgo neanke un raffreddore!dovrebbero legalizzare il suicidio indolore!l’immoralità sta nel permettere la sofferenza degli uomini.dovremmo avere il diritto ad una morte indolore.questa è civiltà
    Diario pubblico di un aspirante suicida
    10 aprile 2007

    La vita per me e per tanti altri non vale piu niente. fino al giorno in cui ci incontreremo, conosceremo e ci faremo forza a vicenda.

    Qualcuno da opera (mi)

Diario pubblico di un aspirante suicida
29 marzo 2007, di : heaven’s door

Scusate ma qualcuno sa dirmi che fine ha fatto il blog? Questo è il link

www.primadipartire.weblog.us

ma mi hanno detto che è stato messo off line... Mi dispiace, mi stava appassionando e volevo sapere come andava a finire...

    Diario pubblico di un aspirante suicida
    17 aprile 2007

    secondo me era molto bello,cmq puoi avere pillle da diversi siti se cerchi bene,tipo:

    http://blog.libero.it/vira/commenti.php?msgid=1644065&id=4445

Diario pubblico di un aspirante suicida
12 luglio 2007, di : George Harrison

Letto tutto, alla fine mi son commosso. Veramente non c’è l’ho fatta e ho pianto.

Adesso mi interessebbe leggere il blog postumo, quello scritto dopo la morte di Ciro Milani. Chi mi saprebbe dare una mano?

Diario pubblico di un aspirante suicida
7 agosto 2007

Secondo me ogni persona ha il diritto di disporre della propria vita come meglio crede. Se è convinta di quello che fa, è giusto che lo faccia, senza che nessuno la giudichi solo perchè non si capisce il motivo del suo gesto! Inoltre penso che nessuno possieda le facoltà per affermare se il suicidio sia giusto o sbagliato, poichè i concetti di giusto e sbagliato sono relativi alla persona che li ritiene tali, e non al mondo intero!
Diario pubblico di un aspirante suicida
13 dicembre 2007

concordo ognuno è libero di fare quello che vuole e comunque non c’è bisogno di lanciarsi da un ponte o di tagliarsi le vene per suicidarsi se la tua vita non ha senso allora sei morto dentro e puoi arrivare al suicidio ma questo può essere vissuto in vari modi per esempio arruolandosi in legione straniera almeno così mortirai come un uomo e se poi ti va bene anche li allora non ti resta che aspettare qualche malattia
IL MESSAGGIO DI CONTINUARE A TRASMETTERE
11 aprile 2008, di : AMICO DI TANO

ciao Tano io credo,beh credo che la vita sia un immenso dono nella quale ce posto per un infinita di esperienze...tra cui l amore che e’ avere voglia di sentirti vivo,di essere felice per il semplice fatto che so che oltre ad esserci curi con attenzione le tue scielte di vita e dal nulla trovi un sentimento da regalare a qualcuno! e quindi sei come un arcobaleno che mi fa tornare bambino dentro lasciando spazio a nuovi pensieri ed emozioni da esprimere...sai tano che nella foto con la linguaccia mi ricordi un mio amico qualche anno fa in ferie,lui per ora sta bene e forse stai bene anche tu...perche dio fa miracoli...pero ce’ una cosa che volevo dirti con il cuore fra le mani ed e’ che hai lasciato un BUCO GRANDE e che senz altro ne soffrono piu di tutti quelli che non avresti voluto che soffrissero perche l arcobaleno che ti sei nascosto era...sapere che sei vivo e hai una vita da inventare poi i colori vanno e vengono basta credere o meglio capire che le emozioni possono trovare 1000 e piu modi per essere TRASMESSE...e se e’ cosi...allora TI ABBRACCIO FORTE COME SE FOSSI MIO E TI PORTO CON ME OGNI VOLTA CHE IL FUTURO MI CHIEDA DI ESSERE BUONO CON IL PROSSIMO...e non provare a scapparmi perche mi servi per regalare un SEME a chi sta nel deserto...
Diario pubblico di un aspirante suicida
1 settembre 2008, di : Non importa chi sono

Davanti a certe scelte non bisogna mai criticare o giudicare. Io mi trovo in una situazione disastrosa per continuare a vivere ed ho ormai superato i 40 anni. Senza lavoro,senza famiglia,senza sostegno di amici (quelli spariscono quando sei nel baratro),senza più volontà di continuare perchè ho lottato tantissimo ma non ce l’ho fatta. Non ce l’ho fatta nemmeno quando,due anni fa,ho deciso di porre fine alla mia esistenza: qualcuno mi ha telefonato e vedendo che non rispondevo ha chiamato il 113 (quel qualcuno sapeva già il mio terribile stato di depressione).Sono stato "salvato" dal coma,dalla morte che desideravo tanto e che tuttora desidero (dopo avere ancora creduto di poter usare la mia forza). Ormai non penso ad altro che a farla finita.Nessuno riesce ad aiutarmi.Ho cercato anche di lavorare in nero ma nemmeno lì ho avuto fortuna. E questo è il mese peggiore: 4 affitti arretrati da pagare,tutte le bollette,spese condominiali,spese alimentari (la Caritas mi passa qualcosa)...ma la dignità di un uomo dove sta? Allora meglio farla finita.Io non ho programmato nè il luogo nè la data,lo farò al momento giusto,molto presto. Rispettate,per favore,le decisioni di persone come Ciro.E come me. No,non siamo persone deboli,siamo persone realiste,consapevoli di vivere (per nostra sfortuna) in una società che emargina chi non ha in tasca i 2 euro per comprarsi il pane. Un saluto.
Diario pubblico di un aspirante suicida
28 settembre 2008, di : Giulia

Tante volte anch’io vome Eugenio ho pensato al suicidio...proprio oggi proprio pochi minuti fa...e anch’io lascerei un messaggio su internet ...è un modo per parlare alla gente che consapevolmente o inconsapevolmente ti ha fatto talmente male da portarti a quel gesto... io ho sofferto tanto per amore, tantissimo, invece direndermi più forte ogni delusione ogni abbandono mi ha lasciata sempre più fragile...mi ha tolto tutta la sicurezza che avevo in me...oggi ho un fidanzato che amo molto e che (pare) mi ama...ma giustamente se va bene un pezzetto della mi avita deve andarne male un altro...cioè il lavoro...ho cercato disperatamente lavoro per 2 anni, migliaia di colloqui, tante porte sbattute in faccia tante proposte ridicole, di stage non retribuiti, di lavoro per pochi mesi...io ho continuato a sperare di arrivare da qualche parte...ma i miei risparmi stanno finendo e io non so più cosa fare...mi sento inutile, mi sento stupida, incapace...ho faticato tanto per studiare e lavorare contemporaneamente per prendere la famosa laurea e adesso tutte le porte sono chiuse...mi accontenterei di uno stage a 400/500 euro al mese...nemmeno per quello vado bene...ho provato a fare colloqui per fare la segretaria...sapete cosa mi dicevano? no noi vogliamo diplomati non laureati, i laureati non vanno bene... non ce la faccio più...voglio andare via per sempre sparire mi vergogno, mi sento un incapace davanti alle amiche tuute ben sistemate...mi sento un perdete...vorrei tornare indietro e cambierei tutto...non studierei niente...
Diario pubblico di un aspirante suicida
15 ottobre 2008, di : centone64

Come tanti depressi, perché questa è la definizione giusta, anch’io ho pensato e sto pensando al suicidio. Basta farsi un giro in rete. Magari con il classico motore di ricerca. Ci sono messaggi sparsi. Gente che chiede come e tutti che chiedono aiuto. Questo è il succo. Eugenio ha chiesto aiuto. A me, questo fa parte del mio stato depressivo, mi si è aperta una ferita nel cuore leggendo questo articolo. Eugenio è una persona magnifica come lo sono tutti i depressi. Mi dispiace veramente non aver letto prima le sue parole. Sto leggendo quelle degli altri. Spero che tutti possano capire che con questo mezzo non è possibile dare aiuto o sorreggersi a vicenda. Forse non è proprio possibile sorreggersi a vicenda. Ecco come sono fatto. Non è mica colpa mia se sono più sensibile. Sempre pronto a correre in aiuto dei più deboli. Quando però busso io, perché cerco un sostegno, nessuno risponde. Nessuno che voglia mettersi in gioco e rimboccarsi le maniche per aiutarti. Mi sono sempre messo in gioco. Mi sono sacrificato. Ho perso eventi a cui tenevo per soccorre le persone che mi erano vicine. Qualcuno a cui ho confidato questo mi ha detto : “ non devi essere zerbino”. Voglio analizzare la cosa sotto un altro punto di vista così come mi consiglia la mia terapeuta ( si, sono in cura ma non ne traggo beneficio ). Non ho aperto la finestra o la porta per far entrare qualcuno. Niente di più sbagliato. Le ho aperte eccome le mie porte e le mie finestre. Ma il mio stato depressivo ha solo attirato persone sbagliate. Gente in crisi che si appoggiava su di me. Questo è il mio vero sbaglio. Ma si può chiamare sbaglio una debolezza ? Nessuna di queste persone ha poi ricambiato. La mia carenza di affetto così come sta emergendo dalla terapia, arriva dal rapporto con mia madre. E adesso ? Mi attacco alle persone, ma neanche più di tanto visto che ricambio in maniera abbondante. E allora ? Dovrei cambiare ? Stesso effetto, malessere diffuso. E quando ti senti solo pensi al suicidio. E mano a mano che passano gli anni ( ne ho 44 ) ti senti sprecato. Poi quando un bambino ti dice “ sei vecchietto, ormai non ti sposerai più e non potrai avere figli “ ( quello è uno dei miei crucci ma arriva da lontano ) ti casca il mondo addosso. Prego Dio perché mi dia la forza di resistere. Ma quando arriva il momento di depressione pensi veramente di farla finita. Mi dispiace Eugenio di non averti incontrato ed averti potuto aiutare.
    Diario pubblico di un aspirante suicida
    6 dicembre 2008

    Ciao,stasera ero particolarmente giù di corda ed avevo bisogno di compagnia di persone un po’ malinconiche come me. Ormai detesto le persone allegre che mi sembrano tutte stupide, i tipi cosiddetti "solari", le famigline del mulino bianco, la gente col vestitino a festa, il capello fatto e le scarpine lucide.Sono inaridita, lo so, e ammetto di averci messo del mio. Comunque, Centone 64, al mondo forse ci stiamo bene anche noi un po’ improduttivi e troppo vecchi per sposarsi e fare figli. Forse serviremo ancora a qualcosa e a qualcuno. Salutoni, Lucia 66.
      Diario pubblico di un aspirante suicida
      21 dicembre 2008, di : Cat

      La gente pasciuta di ottimismo e di vigliaccheria crede sia da codardi pensare al suicidio. Dà sempre il suo giudizio, puntando il dito, avendo "l’assoluta verità" in mano, con quella saccente aria di superiorità priva di ogni misericordia. Dicono che chi si uccide non ama la vita. Quale idiozia!!! Chi si uccide la vita l’adora! E proprio per questo non sopporta di viverla a metà, si ribella alle limitazione ch’essa ci impone dandoci prima i desideri e poi togliendoceli con gratuito sadismo. E i motivi non contano poi così tanto: ci si ammazza per amore o per una malattia incurabile, per mancanza di una posizione sociale o per semplice angoscia. Ci si ammazza perchè una donna (o un uomo) che credevamo ci amasse, invece se ne frega di noi. Sentiamo la sua indifferenza o il suo fastidio. Anzichè calore umano e accettazione ci dà freddezza e superficialità. E noi, che rimettiamo in questa persona la nostra vita, ne siamo condizionati. Ci si uccide per stanchezza; perchè vogliamo dormire senza pensieri, senza vedere il cielo grigio, senza che tutto sia inutile. Ho letto questa frase "Colui che è pronto a morire in qualsiasi momento è uno che ha la coscienza tranquilla e non teme il giudizio di Dio, non sa se Dio esiste, qualora esistesse, non gli farebbe paura, anzi, vorrebbe fare con Lui una bella chiacchierata." Sì, io non so se finirò la mia vita così oppure se avrò davanti a me una serenità fino adesso vagheggiata. Ricordate la canzone di De Andrè? " Signori benpensanti spero non vi dispiaccia se in cielo, in mezzo ai Santi Dio, fra le sue braccia soffocherà il singhiozzo di quelle labbra smorte che all’odio e all’ignoranza preferirono la morte. " Ma so che ho pensato tante volte al Gesto Supremo. Lanciarsi nel vuoto, la paura che ti assale, mista a una sensazione di assoluta libertà. Poi il sonno, la pace, il riposo. E un amore fallito torna ad essere un sogno che non ci dà più fastidio; l’angoscia cessa di tormentarci; la pesantezza si annulla; le emozioni si diradano; i sensi di colpa evaporano. Tutto diventa nuvola. E noi, un ricordo.
    Diario pubblico di un aspirante suicida
    9 maggio 2009, di : Cat

    Caro Amico fraterno,

    Non sei troppo vecchietto. Sei solo troppo intelligente e sensibile per un mondo squallido come questo. Tu sei la vera vita che sgorga. Oggi ho passato una giornata terribile, di depressione e angoscia. Io sono con te amico fraterno. E con Eugenio, ormai nell’Arcobaleno.

    Diario pubblico di un aspirante suicida
    20 maggio 2010, di : aeesha

    Ciao centone64 .Mi sento esattamente come te, sono esattamente come te.Solo che non ho mai creduto nell’analisi .E non credo piu’ nemmeno in Dio.
Diario pubblico di un aspirante suicida
3 gennaio 2009, di : Claudio

Ho solo 22 anni ma me ne sento già un po’ troppi di più...da 2/3 anni non so più cosa sia la vera felicità ma solo negli ultimi mesi la situazione è andata peggiorando,ho lasciato l’università,ho un lavoro deprimente che mi fa guadagnare talmente poco che ovviamente sto ancora a casa coi miei e di autonomia non ne ho per niente...eppure fino a ieri avevo una ragazza che amo follemete. Ho messo in questa relazione forse talmente tanto che se avessi utilizzat solo la metà di quell’impegno nella mia vità ora non sarei qui...mi capita di pensare al suicidio ma ho paura,ho paura non per me, ma per la mia famiglia.credo che un gesto come il suicidio distruggerebbe i miei e al solo pensiero di farli star male mi viene da cambiare idea...ma non ce la faccio più,l’unico motivo per andare avanti nella mia vita erano il mio amore e la mia famiglia; ora che un pezzo importante per me è volato via non so più come fare.dopo aver letto molte testimonianze credo fermamente che il suicidio sia una libera scelta...ma bisogna essere veramente coraggiosi e non avere nessun caro che soffra per la nostra decisione.A chi dice che chi pensa al suicidio non ama la vita, e a chi ci giudica dall’alto della sua saggezza vorrei solo dire di venire a vedere la mia vita e quella di chiunque medita il suicidio prima di straparlare.
    Diario pubblico di un aspirante suicida
    8 gennaio 2009, di : sissi

    ho letto ttt i vostri commenti e giuro so rimasta a bocca aperta,xkè nn credevo ke al mondo ci fosse cosi tanta gente ke pensa al suicidio!!si ok c ho pensato ank io,ma vedete nn è la cosa giusta da fare,ne sono sempre piu convinta!!io ho passato e sto passando le pene dell inferno ma nonostante tutto nella vita bisogna stringere i denti e andare avanti!!forte è colui ke resiste vive e va avanti,nn colui ke decide di farla finita!!meno di un mese fa una delle mie migliori amike si è suicidata!!una domenicaa mattina di nebbia ha deciso bene di uscire da casa mia mentre io dormivo e andare a impiccarsi un posto vicino casa!!vedete nn potete capire cio ke ho provato,la rabbia nei suoi confronti e verso me stessa x nn esser riuscita quella povera creatura cosi fragile!!ho sempre pensato ke forse l avrei potuta fermare,l avrei potuta salvare,ma qualcuno ke si organizza nei minimi dettagli il proprio suicidio cosi cm ha fatto lei forse nn vuole essere aiutato,eppure io avrei dovuto capire,si ma nn ci sono riuscita,forse se quel maledettissimo giorno mi fossi accorta forse a quest ora nn starei come sto adesso e lei forse sarebbe ancora qui viva accanto a me!!
    Diario pubblico di un aspirante suicida
    11 gennaio 2009, di : piccolè

    Che dire, da giorni non altro pensiero che morire, suicidarmi... una vita che all’apparenza sembra bellissima ma che, in fondo, è una schifezza. Ho un compagno che mi ama alla follia, un bel lavoro ma io sono... pazzo! Non lo so se sono impazzito di recente o lo sono sempre stato. Ho solo un pensiero ricorrente... voglio morire! se solo avessi il coraggio...
      Diario pubblico di un aspirante suicida
      21 gennaio 2009, di : lara

      ho sempre pensato che x suicidarsi ci voleva un grande coraggio..da quando il mio ragazzo ha deciso di lasciarmi,di stringere una cintura al collo,mi sono più volte ritrovata vicina a raggiungerlo..ed ogni volta capisco che il coraggio maggiore ci vuole nel saperti fermare...
      si può decidere di morire?
      5 luglio 2009, di : iosoloio

      c’è chi tra voi ha detto che si è liberi di decidere sulla propria vita anzi su quando decidere la sua fine...ma mi chiedo da dove deriva questa convinzione di decidere e di sentirsi indipendenti nella scelta di morire.credo si possa decidere sulla sorte solo dele cose che ci appartengono, sulle cose che creamo e che siamo capaci di dominare..possiamo decidre di lasciare l’amore della nostra vita perchè noi abbiamo fatto in modo che lo diventasse, conoscendolo e facendoci conoscere.. possiamo decidere di cambiare auto, di distruggere la nostra casa, di lasciar il nostro lavoro,perchè l’auto e la casa li le abbiamo comprate noi,il lavoro ce lo siamo sudati...ma la vita? la vita non è nostra, nn ci appartiene, ci è stata donata e basta..da chi poi dipende da ciò che ognuno crede, fattostà che non possiamo decidere su di essa..è come decidere di rompere il regalo che ti fa una persona..sarebbe un gesto davvero brutto a vedere,il regalo ci piace o non ci piace deve essere accettato sempre con il sorriso sulle labbra..così nella vita..l unica cosa che possiamo fare qualsiasi cosa succeda è cercare di renderla meno sofferente..lo so è difficile ma abbiamo tanta forza dentro di noi che nemmeno ce ne rndiamo conto.. sarebbe uno spreco usare questa forza per stringere una corda alla gola.
        si può decidere di morire?
        12 gennaio 2010

        E’ bello il tuo messaggio. Ha tutta la bellezza delle cose semplici. Le più belle e, allo stesso tempo, le più difficili da conservare. Ciao
Diario pubblico di un aspirante suicida
21 gennaio 2009, di : lara |||||| Sito Web: diario pubblico di un aspirante suicida

sono sfinita di perchè...vorrei continuare a credere in una dimensione diversa...vorrei poter avvicinarmi a lui,ad un mondo che mi ha sempre affascinata del quale non ho più sicurezza..ho preso appuntamento con una medium di fama mondiale,ma non è riuscita ad illudermi..se lo devo sentire,non mi basta che qlcn possa dirmi che mi è vicino e sta bene...lary68@live.it
Diario pubblico di un aspirante suicida
24 aprile 2009, di : Heron

Sono stufa di star qui anche perchè la mia esistenza non ha senso e non potrà averne in futuro. Mi sono semplicemente scocciata.

Se qualcuno ha dei consigli da darmi per una morte indolore, non aspetto altro! Grazie

    Diario pubblico di un aspirante suicida
    9 maggio 2009, di : Cat

    Non ho consigli. Ho solo l’angoscia di una vita, la mia, completamente buttata. Senza amore, senza lavoro, senza soddisfazione, con mille paure, tanti dubbi, troppe delusioni. Cosa ti cruccia, amico/a fraterno?
      Qualche considerazione
      14 giugno 2009, di : ulisse

      La sofferenza che circola è impressionante è sufficiente andare in giro per la strada con un minimo di attenzione e sensibilità che ci si rende conto del dolore che la gente si porta dentro, fa male, è come un pugno nello stomaco uno dopo l’altro, diretto senza mezzi termini, a volte mi imbarazzo nel trovarmi a fissare una persona e scoprire senza volere il terribile fardello che si trascina, poi questo ti guarda e capisce che hai capito, poi tutto si annebbia ti cedono le gambe e torni a casa (se ce l’hai)e pensi che ti toccherà un’altra giornata così dove il futuro non esiste e dove il passato si è già inghiottito il presente
        Qualche considerazione
        22 dicembre 2009, di : jaky

        Voglio morire..ma non ne ho il coraggio..non per paura..non voglio che la mia famiglia soffra....ma io non cìè la faccio piùùù
          Qualche considerazione
          30 dicembre 2009

          Ti capisco perfettamente. Vivo anche io la stessa situazione. Non resterà altra cosa da fare che organizzarsi con calma. Non ci sono vie di uscita.

          Un abbraccio solidale.

    Diario pubblico di un aspirante suicida
    29 dicembre 2009, di : Engel

    Bombola di gas metano, o elio se preferisci. Un buon vino, un auto parcheggiata con vista che preferisci, un po d musica. Ci si addormenta in fretta. Alcuni cadetti marines ne hanno fatto uso fino a pochi mesi fa, quando è iniziata un’indagine psicologica a tappeto che ha bloccato il trend. Che almeno la fine sia una scelta, l’inizio non lo è stato. Samsara.
Appena ho letto...
28 novembre 2009

« Sono capitato per caso su questo vecchio blog mentre facevo ricerche sull’argomento suicidio e sono rimasto molto colpito da ciò che ho letto. Conosco molto bene il luogo del misfatto ed il magnifico ponte nel mezzo del quale mi sono fermato diverse notti a guardare in faccia l’oscurità più totale chiedendomi se avrei mai avuto il coraggio di farlo. Bè, fino ad ora non l’ho avuto e forse mai l’avrò, perchè credetemi, ce ne vuole parecchio. Comprendo molto bene ciò che alcuni autori di post hanno scritto riguardo al rimorso che si prova al pensiero di lasciare in difficoltà le persone che ci sono vicine. Alla paura che le intenzioni vengano scoperte prima del tempo ed alla vergogna di venir giudicati come "quelli che avevano intenzione di...". Non so cosa mi riserverà il futuro, ma di una cosa sono certo: la vita che conoscevo non c’è più e non tornerà. Scusate l’intromissione.
    il non morto
    12 gennaio 2010, di : the undead

    Ho letto questa pagina almeno 10 volte e continuo a fare ricerche per un modo veloce e indolore per finire questo strazio. Dopo 15 anni di straziante depressione mi ritrovo all’età di 35 anni, consumato, spento e agonizzante. Trovo solo un pò di refrigerio la sera, paralizzato davanti alla tv...Il risveglio è sempre più atroce, l’ansia e l’angoscia, paranoie, inutilità dipingono la mia giornata passata come un vegetale a letto, pervaso da una percezione devastante di quello che mi circonda, non trovo più piacere in niente, non lavoro da molti anni, i miei hobbies sono diventati laceranti momenti di rimembranza amara...vivo solo di ricordi, mi sento vecchio in ritarto su tutto e stanco di agonizzare nel mio letto. Ho già tentatato almeno 5 volte di farmi fuori senza risultato, anche perchè ero più giovane e conservavo ancora quell’entusiasmo che ora non c’è più. Più passano gli anni più la cosa peggiora, il mio pensiero liberatorio è con me 24 ore su 24, mi manca solo ancora un pizzico di coraggio. Voglio impiccarmi o forse meglio strangolarmi con una corda nel mio letto, sono sfinito. scusate lo sfogo.
      il non morto
      5 novembre 2010

      il non morto....e spero sia ancora cosi...io ho 23 anni ed ho provato da piccola a dire basta...a volte mi capita ancora..ma allora penso ke se sono qui un motivo c è e sta a ME TROVARLO..me ne sono successe di tutte ma la cosa ke piu mi ha rovinato è stata la droga e tutto l ambiente ke ho creato attorno a me...ke ho creato appunto...sembra difficile, insormontabile quello ke ke ci accade nella vita...siamo fragili, ma con un po di rinforzo ce la possiamo fare...cri
Ciao Eugenio
14 agosto 2012, di : Nick Riviera

"Perché cercare sempre e ovunque il disagio, come se vivere fosse un obbligo? Lasciamo ai moralismi cattolici e benpensanti questa visione delle cose."

Sono d’ accordo su questo. Eccetto il diretto interessato, NESSUNO dovrebbe permettersi di giudicare(o peggio ancora, criticare) una persona che, esacerbata dalle infinte asprezze delle vita, ha deciso di "andarsene" per avere finalmente un po’ di pace. E’ molto triste, ma al contempo assolutamente reale, pensare quanto un individuo possa soffrire nelle condizioni sopracitate, il quale magari le ha provate tutte per tentare di risollevarsi(non riuscendo lo stesso a trovare una soluzione ai propri problemi), ma ha rimediato solo altra frustrazione/depressione/malesseri di ogni genere. A parer mio, non è vita vivere rimanendo confinati in tali condizioni, giorno dopo giorno, ogni giorno maledettamente uguale al precedente(se non peggio), sentendosi sempre "fuori dal coro".

Mi spiace molto per Eugenio, perchè ognuno meriterebbe di vivere quantomeno in maniera decente e dignitosa. Purtroppo la realtà, spesso e volentieri, è tanto sadica quanto perfida. Non mi stupisco(anzi capisco) e non giudico il gesto compiuto dal ragazzo. Evidentemente era l’ ultima ancora di salvezza alla quale poteva/voleva aggrapparsi, così da lasciarsi alle spalle una dimensione che altro non gli ha procurato se non sofferenza.

Diario pubblico di un aspirante suicida
14 ottobre 2013, di : KKK

Incredibile.... solo qui decine di persone con in testa un solo pensiero: la propria morte. Altresì sono sicuro che quasi tutte hanno uno o più ottimi motivi per avere quell’oscuro desiderio liberatorio. Non mi sento di biasimare nessuno, sarebbe da perfetti egoisti. Però, se a qualcuno facesse piacere, indichi un indirizzo e-mail, una chat che frequenta, un sito in cui si possa dialogare, a voce o scrivendo. Fatelo ed io vi contatterò, per provare a farvi sorridere. Magari l’ultimo sorriso o forse no. Datemi questa possibilità, vi prego.
Diario pubblico di un aspirante suicida
28 dicembre 2013, di : Greg

Ciao a tutti,

ho scoperto questo blog facendo ricerche "sul tema". Mi ha colpito e coinvolto e ogni tanto ci torno, in concomitanza con i periodi di maggiore sconforto, per vedere se qualcuno ha aggiunto un pensiero.

Anche io, come tanti che hanno commentato, sono in difficoltà e mi trovo in forte accordo con alcuni di questi commenti.

Pensando alla storia di Eugenio ho riflettuto su quanto sia importante comunicare ma il problema, almeno per me, è che è impossibile comunicare con chi sta bene. Anche con amici che magari sono genuinamente interessati al mio benessere ma che NON POSSONO capire cosa sto passando o come sto soffrendo. Questo perché non lo hanno provato, per loro fortuna. è molto semplice ma è un problema molto grosso.

Credo che se riuscissi a comunicare con qualcuno che ha provato lo sconforto insondabile e desolante di chi medita il suicidio, potrei avere un vero confronto. Magari una possibilità? Un appiglio? E a mia volta offrirla agli altri.

A questo punto mi è venuta un’idea. Se qualcuno visita questo blog e si prende il tempo di leggere i commenti, è possibile che (come me) sia in difficoltà, abbia provato quello che provo io e stia cercando di comunicare.

Vorrei offrire un punto di confronto, non solo per me, ma per tutti quelli che vogliono comunicare il proprio disagio.

Io non mi intendo di IT ma magari se la cosa interessa si potrebbe creare un blog ad hoc. Potrebbe fare la differenza per molti che si trovano di fronte al muro elastico dell’incomunicabilità..

Lo so è un’idea assurda e un po’ disperata (non a caso..).

Per il momento posso offrire solo il mio contatto per qualunque commento o riflessione e la disponibilità a coordinare la prima fase del progetto eventualmente.

spesultdea@gmail.com

I commenti sono molto vecchi ma sono notevoli. In ogni caso sarebbe un piacere leggervi.

Ciao, Greg