Di cosa sono fatti i pensieri / di Victor Kusak
Dipingeva conigli bianchi
e i suoi quadri
si moltiplicavano
in casa dei signori
che li avevano acquistati
un tanto al chilo
o prendevano a saltellare
e occorreva stare molto attenti
a non inciamparci
con il rischio di danneggiare
la cornice dorata.
Sua madre invece si chiamava Annabèl
e metteva i quadri con i conigli
nel settimino accanto al letto
accanto alla collanina di quando era bambina
accanto alla bolletta della luce
accanto al guscio di un vecchio rossetto
accanto a vecchie federe di cuscino
accanto alla penna di suo nonno
accanto a una lente d’ingrandimento
accanto a una boccetta di profumo
accanto a tre mutandine ripiegate
accanto a un anello di scotch
accanto a una plastica vuota ripiegata
accanto alle cose perdute
accanto ai pensieri accanto ai dolori
accanto alle cose che accadevano
e su cui non si sapeva perché accadevano.
(Il pittore aveva anche un nipote
che dimenticava le cose
aveva scritto una poesia perduta sui conigli
ma sospettava che i conigli l’avessero mangiata
chissà dove l’aveva messa
a quale persona l’aveva donata
o se l’avesse davvero mai scritta).
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