Desolandia
Jim Jarmusch su famiglia e solitudine
Father, Mother, Sister, Brother
di Jim Jarmusch
Usa, Irlanda, Francia, 2025
Con: Tom Waits (padre), Adam Driver, Sarah Greene, Charlotte Rampling, Cate Blanchett, Vicky Krieps, Indya Moore, Luka Sabbat
New Jersey. Due professionisti, fratello e sorella, vanno a trovare il padre vedovo, che vive isolato in un bosco che dà su un laghetto. L’uomo sembra un poco malmesso, come la sua casa e la sua auto. Il figlio maschio lo aiuta finanziariamente. Quando i due fratelli vanno via, si scopre qualcosa di diverso.
Dublino. Due sorelle vanno a trovare la madre, che vive da sola nella stessa città. La vedono però soltanto una volta all’anno, per un the pomeridiano. Una delle sorelle è funzionaria alle belle arti, l’altra è più giovane e non si capisce bene che cosa faccia, anche se cerca di apparire più ricca di quanto non sia. La madre è gentile ma piuttosto rigida.
Parigi. Due giovani gemelli, un maschio e una femmina, vanno a visitare la casa dove abitavano i genitori, morti da poco in un incidente aereo. Sono stati educati all’anticonformismo e alla libertà e sembrano piuttosto maturi, anche nell’affrontare la propria solitudine.
Perché questo film appare così triste? Perché in realtà non è un film di fantasia ma è una particolare forma di realismo. I personaggi sono inventati e interpretati da attori ma non c’è nulla di spettacolare o di particolarmente artificioso nei loro comportamenti e dialoghi. Sembra ed è tutto verosimile, in una unità di tempo, luogo e azione che mostra la tristezza della vita quotidiana delle persone. Un documentario esistenziale, a volte ironico a volte amaro. Come di fatto è l’esistenza degli umani.
Queste tre diverse storie e situazioni hanno alcuni elementi ricorrenti, presenti in ogni episodio.
Il primo è l’acqua, con alcune domande sulla questione se si possa brindare con l’acqua o con il the o con il caffè.
Un altro è la presenza di alcuni skaters, con le loro acrobazie che si vedono al rallentatore per poi proseguire normalmente e sparire.
Un terzo elemento è che in tutte e tre le situazioni uno dei personaggi definisce il luogo o le circostanze con la parola Desolandia.
E in tutte e tre a un certo momento ci si accorge della presenza di un orologio Rolex al polso di qualcuno. Un orologio vero, falso, svizzero, cinese? Gli interlocutori ne accennano velocemente e poi passano ad altro.
Infine, salutandosi tutti i personaggi si dicono reciprocamente «Ti voglio bene». La realtà è che comunque tra di loro si vedono poco, con notevole imbarazzo (tranne i due fratelli e sorella) e non sembrano desiderare di incontrarsi più spesso.
Nel secondo episodio, la sorella più giovane su richiesta della madre racconta una barzelletta. Questa:
«Tre pianeti vaganti nello spazio si incontrano. Il terzo sembra quello messo peggio. Gli altri due gli chiedono che cosa gli sia successo. Il pianeta risponde: ‘Niente, è che ho preso questa cosa qui, mi sono beccato l’umanità’. Al che gli altri due rispondono: ‘Non preoccuparti. Passerà».
Sì, passerà.
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