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Dennis Hopper

Sono delle persone come noi, e vengono dal nostro sistema solare. Solo che la loro società è più evoluta della nostra. Voglio dire che non hanno guerre, non hanno sistema monetario, e soprattutto non hanno capi: perché ognuno di loro è un capo.

di Orazio Leotta - domenica 30 maggio 2010 - 4721 letture

Pensi a Dennis Hopper e ti viene in mente Easy Rider, film cult e vero e proprio manifesto di quegli anni. Formidabili, quegli anni, direbbe l’amico Capanna. E te lo ricordi bene Dennis, coi suoi occhi azzurro ghiaccio, capelli al vento, dinoccolante nell’andatura, prototipo degli hippies anni ’60.

Era repubblicano, ok, ma quando è troppo è troppo, ed anche lui fu costretto a prendere le distanze da Bush e schierarsi a favore di Obama nelle ultime elezioni made in Usa. Attore versatile, ma anche regista: avrebbe potuto interpretare il mafioso come il cow-boy, lo spaccone come il reduce di guerra, il difensore della legge o il lupo solitario.

Avesse avuto qualche decennio di meno, Tarantino l’avrebbe avuto ospite fisso nei suoi film, un po’ come Almodovar con Penelope Cruz. Nato nel 1936, esordisce, anticonformista qual era, guarda un po’ il destino, assieme a James Dean, in “Gioventù Bruciata” e poi l’anno dopo ne “Il Gigante”. Poi tutta una serie di lungometraggi per giungere a quell’icona incontrastata a cavallo degli anni sessanta/settanta di Easy Rider (regista e attore protagonista).

Passano dieci anni e te lo trovi pure in Apocalypse Now, fotoreporter d’assalto. E poi “Rusty il Selvaggio”, “Osterman weekend”, “Il Corvo 4”, “Lezioni d’amore” solo per citare alcuni dei suoi innumerevoli lavori. Stimatissimo da Wim Wenders, che lo volle prima ne “L’amico Americano”, l’indimenticabile Tom Ripley e poi recentemente finanche in “Palermo Shooting”.

E’ stato uno dei più grandi e pensare che ha avuto in carriera solo una nomination quale miglior attore non protagonista per “Colpo vincente”. Il cancro alla prostata ce l’ha portato via. Bye Bye Dennis, hai parcheggiato la tua moto forse per sempre. Adesso riposati un pò, perché non si sa mai, nell’aldilà c’è ancora da andare veloce…


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