Del tempo libero tra attenzione e distrazione
Allenare l’attenzione e portare intenzionalmente il focus sul momento presente riesce a far mettere da parte ed escludere tutto quello che collide con la sensazione, così da contenere la distrazione.
Nel tempo libero, inteso come tempo della distrazione, si sottolinea la presenza della leggerezza e della spensieratezza con l’essere umano che si ritrova libero da condizionamenti, impegni e obblighi, in primo luogo di natura lavorativa.
La distrazione, che nel senso comune si traduce soprattutto nell’avere la testa tra le nuvole, si afferma soprattutto oggi nella società digitale dove i messaggi e le notifiche interrompono di continuo e distraggono. Nella distrazione che si contrappone alla concentrazione ci si arrende al caos e alla confusione.
Quando si è distratti assenti al presente, si pensa a tutt’altro e si fantastica. La mente distratta sposta l’attenzione, va oltre la dimensione temporale e ci si ritrova così rapiti in un altrove indefinibile, in un pensiero proiettato oltre, senza tempo. Difficile rendersi conto e accorgersi di essere distratti, è necessario che qualcuno ce lo faccia notare.
Se l’attenzione è qualcosa che si presta, la distrazione, dove viene meno l’intenzionalità, a differenza ci sorprende. Un segnale evidente oggi viene dato dagli smartphone che stiamo a guardare costantemente, persino con la coda dell’occhio e hanno come conseguenza il trasformarci in persone ansiose e ci mettono a disagio quando i loro squilli e segnali arrivano in momenti inopportuni. Quando riceviamo dei messaggi, nel reagire con balzi e scatti, cresce il nostro stato di attivazione fisiologico, con effetti sul cortisolo e la dopamina. L’azione diventa compulsiva e l’azione entra nella testa.

- Attenzione e distrazione
Ormai ci aspettiamo sempre delle novità che il nostro cervello brama. Siamo in uno stato di allerta continua. L’essere umano ha la capacità di ricordare il passato, di immaginare il futuro e mondi insistenti, ma oggi intrattenersi con i propri pensieri diventa sempre più difficile. Le vibrazioni trasmesse dagli smartphone e ancor di più gli squilli ci coinvolgono e sconvolgono, mentre le notifiche ormai sono entrate a far parte della nostra vita.
Tutto ciò, esposti come siamo a una quantità tale di informazioni che dobbiamo ignorare per saper andare avanti e proseguire nel nostro fare, porta al diminuire delle nostre capacità cognitive. Ignorare e decidere ha un costo cognitivo, con un affaticamento neuronale che ci lascia senza energie.
L’affaticamento cerebrale (information fatigue syndrome) dovuto al flusso di informazione che ci travolge di continuo, porta a disturbi dell’attenzione, atrofia del pensiero e incapacità di analisi nel dover filtrare e distinguere l’essenziale da ciò che non lo è. L’informazione e la comunicazione si presentano sotto forma di indigestione digitale che nel diventare cumulativa arriva a deformare. I cellulari rappresentano una trappola evolutiva? L’uso degli smartphone ci sta trasformando a livello fisico nel fissare il proprio smartphone e tenerlo sempre a portata di mano?
Le ricerche più accreditate ci dicono che si ha l’indebolimento del pensare in modo critico, con l’incapacità di filtrare e distinguere ciò che è rilevante dall’irrilevante. Cosa succede quando stiamo attenti o diversamente siamo distratti? Nello stare attenti si ha una concentrazione focalizzata che sviluppa interesse, dove la qualità della nostra attenzione deriva proprio da quanto conosciamo bene il particolare contenuto su cui ci focalizziamo. E’ nel tempo libero che, nell’esercitare la pratica della cosiddetta “meditazione di consapevolezza”, con esercizi di attenzione che privilegiano l’aspetto sensoriale, sì arriva ad addestrare l’attenzione e sostenerla adeguatamente.
Bisogna tenere conto che la disattenzione, la distrazione può facilmente trasformarsi in “ruminazione”, in un “pensare troppo” e spesso in negativo su quanto fatto o ci si appresta a fare. Ma si può aumentare la propria capacità di gestire l’attenzione, così da evitare di rimanere invischiati nei propri contenuti interiori, in grado di portare intenzionalmente la propria attenzione al presente, sintonizzati con le proprie sensazioni.
Se i contenuti mentali che attirano fanno perdere il contatto col momento presente, bisogna saper ricorrere al “circolo dell’attenzione” che si esprime nel rendersi presenti, per riuscire a gestire il proprio mondo interiore, connessi ai propri sensi. Le sensazioni hanno un’importanza essenziale perché ancorano al momento presente, a differenza dei concetti, dei pensieri elaborati che allontanano con rapidità dal presente.
Il mondo lo si deve poter osservare in modo oggettivo, senza darne un giudizio a priori, ma facendo riferimento alle categorie, alle tipologie ideali espresse dall’esperienza vitale. Allenare l’attenzione e portare intenzionalmente il focus sul momento presente riesce a far mettere da parte ed escludere tutto quello che collide con la sensazione, così da contenere la distrazione.
Per saperne di più
R. Bevilacqua-G. Richeri-E.Trevi, Attenzione e potere, LUISS University Press, Roma 2024.
J. Hari, L’attenzione rubata. Perché facciamo fatica a concentrarci, La Nave di Teseo, Milano 2023.
G. Romagnoli, Facci caso, Mondadori, Milano 2020.
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