Del tempo libero navigando sul web

Sul web facilmente la comunicazione e l’informazione si addensano e condensano così in stanze di risonanza che diventano bolle e nel rimbombo dell’eco i pensieri si espandono rarefatti, resi più leggeri e frivoli...

di Massimo Stefano Russo - domenica 10 agosto 2025 - 1113 letture

Le ricerche e gli studi più accreditati e significativi [1] segnalano che circa 43 milioni di italiani, il 73% della popolazione navighino sul web, con 34 milioni attivi sui social. Quando la parola internet venne usata per la prima volta nel 1982, nel 1994 erano soltanto mille i computer nel mondo collegati in rete, oggi gli utenti circa quattro miliardi, mentre Facebook nato nel 2004 ha più di due miliardi di utenti attivi ogni mese. Quantità di nuovi dati vengono di continuo caricati e immessi online.

Nel navigare sul web andiamo alla ricerca di informazioni, di collegamenti, connessi in una dimensione online, viviamo nell’infosfera, nuovo spazio della comunicazione e dell’informazione che va oltre le tradizionali coordinate spazio-temporali.

Cosa cerchiamo sul web? Vogliamo soddisfare dei bisogni e dei desideri di conoscenza e riconoscimento. Il web, nel raccogliere dati forniti inconsapevolmente dagli stessi utenti, viene sempre più utilizzato “dagli utilizzatori”, per attività prima svolte di presenza e che richiedevano necessariamente la mobilità e lo spostamento fisico. Si pensi alla diffusione dell’acquisto di prodotti in rete, un esercizio statico coinvolgente che, nell’affermarsi del commercio elettronico, vede leader Amazon.

Il tempo libero in rete da momento di svago, di intrattenimento diventa anche e sempre più di consumo. Si tratta di un tempo che si afferma sul piano interattivo e assume in pieno una forma tecnologica. Il tempo libero tecnologico si caratterizza in modalità diverse rispetto alla dimensione tradizionale, nel garantire un’abbondanza di risorse combinate tra di loro e disposte dinamicamente. L’attenzione assume un ruolo e un significato diverso, con la creatività e la fantasia quali stimoli esplorativi.

Il tempo sul web scivola via, facilmente fluido, esposti ai collegamenti che annunciano e notificano. Le metafore sul web richiamano elementi e strumenti tipicamente naturali, a partire dalla rete e la nuvola, intesi quali elementi densi di significati. Sul web ci si muove, ci si sposta freneticamente, in una catena di azioni condivise con l’attenzione e la concentrazione sempre più vulnerabile. Nell’accedere a una dimensione dell’esperienza inconsapevole sul piano emotivo che passa attraverso la libera associazione di tutto ciò che passa per la testa, nel linguaggio disarticolato e sciolto delle comunicazioni correnti il marketing, la pubblicità diventa una grande forza omologatrice.

Quali gli effetti del tempo trascorso sul web sulla nostra esistenza? Nell’innaturale invadenza tecnica che tocca molti aspetti della vita quotidiana il web, la rete anima e sospinge ad appagare bisogni, curiosità e desideri che richiedono la loro soddisfazione. La pura astrazione dalla realtà viene espressa da chi dedica molte ore ad attività di gioco. Si tratta di scegliere e usare toni e timbri diversi nel gestire e animare la connessione così da risultare spontanei e poter realizzare un ascolto risonante.

Il tempo sul web si traduce in forme che continuamente lo trasformano e riscrivono, capaci di creare e costruire modi nuovi di vedere le cose, con tutto quello che da ciò ne deriva. A sua volta la conoscenza che si configura sul web va intesa come qualcosa relativa al già detto che lo riguarda, da riprendere e ripetere nella misura del possibile sempre in modo diverso. Il paradosso sta nel voler accettare quasi esclusivamente il simile che assomiglia a sé ed escludere il diverso che in quanto ritenuto tale si tratta solo di eliminare. Sul web il tempo libero in una riproposizione tecnologica che passa attraverso la connessione e i collegamenti diventa ipertecnologico e viene invaso da componenti ed elementi che si articolano e sviluppano sulla rete, nei siti e nelle piattaforme.

Tra le maglie della rete le parole si annodano, intrecciate in trame aggrovigliate che scompongono i pensieri e li diradano nel tempo indefinito che scorre in rete. Si tratta di un divenire a scatti, proteso a incanalarsi in un flusso ininterrotto che scardina le tradizionali coordinate spazio-temporali divenute e considerate ormai obsolete.

Sul web facilmente la comunicazione e l’informazione si addensano e condensano così in stanze di risonanza che diventano bolle e nel rimbombo dell’eco i pensieri si espandono rarefatti, resi più leggeri e frivoli, contemporaneamente friabili, senza bisogno di alcun sostegno e supporto, nel ricercare un immaginario sempre più illusorio. Si afferma così una visione della libertà irregolare, sregolata, al seguito delle proprie istintive pulsioni irrefrenabili, in modo indisciplinato. Il significato dato alla realtà assume altra prospettiva in una simultaneità scriteriata. L’irrilevante pensato e scritto viene proclamato con solennità, con tutto quello che a posteriori ne deriva.

Rivolti a una ricerca quasi esclusiva del consenso, attraverso il simile che assomiglia, si tende a escludere il diverso, da allontanare ed estromettere ai margini. Si tiene poco conto che nella rete, dove spesso ci si specchia d’istinto, senza riflettere, si rischia di finire impigliati in discussioni polarizzate agli estremi che risultano alla fine improduttive e dove con gli animi esasperati ci si offende. Il tempo libero sul web diventa un’operazione cognitiva che nel ricercare vuol ricreare nuovi concetti e così diventa esperienza e avventura del pensiero ritenuto inesauribile.

In cosa consiste la creatività del tempo libero sul web? Nell’entrare in contatto con l’intelligenza sovrumana nell’immediatezza dell’esperienza si registra persino l’insensato. Si rende pubblico il puramente casuale, con istantanee che nell’ingrandire i contenuti del reale lo sbiadiscono, in un comunicare fluido che si vuol presentare e ritenere quanto più autentico possibile. In una recita di parte, col pensiero che si muove schermato per diventare messaggio e cercare di raccordarsi alle domande poste, si sostengono i ruoli assegnati, con ogni istante della transitorietà che si protende all’eternità.


Per saperne di più

- L. Floridi, Filosofia dell’informazione, Raffaello Cortina, Milano 2024.

- Id., Pensare l’infosfera, Raffaello Cortina, Milano 2020.

- E. Peres, Cosa sono gli algoritmi, Salani, Milano 2000.

- F. Rossi, Il confine del futuro, Feltrinelli, Milano 2019.

- M. Tegmark, Vita 3.0, Raffaello Cortina, Milano 2018.

- S. Za, Internet of Thing, LUISS University Press, Roma 2018.

- WearSocial.com, Global digital report 2018


[1] WearSocial; Rossi 2019


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