Del tempo libero in volo

Nel volare si gode l’essenza della libertà responsabili in pieno verso sé stessi e alimentati dalla conoscenza che prepara al volo, plasmando la mente per rendere il volo realmente libero.

di Massimo Stefano Russo - mercoledì 5 giugno 2024 - 684 letture

Il volo, metafora della vita, gratifica ed emoziona, permette una conoscenza introspettiva e rende capaci di migliorarsi continuamente. Per trarre il massimo vantaggio possibile dal volare, bisogna saper sfruttare al meglio “la propria testa”. Chi vola deve saper aumentare costantemente la fiducia in sé stesso, così da fronteggiare i disagi e diminuire gli errori, in particolare quelli decisionali.

Il pilota di volo libero, senza poter disporre di un motore, si affida alla conoscenza e all’intelligenza per guadagnare quota e saper volare. Deve esercitare costantemente la propria mente, per saper percepire l’aria e sfruttare tutte le forze. La pratica del volo libero, coscienti e prudenti, richiede una preparazione adeguata, in grado di governare il corpo e la mente.

Le emozioni, il pensiero inconscio incidono sul pilotaggio del volo libero e bisogna prepararsi con attenzione, coscienti e prudenti, in vista delle scelte da praticare in volo. Il pilota, affinato il rapporto con la propria mente, deve saper volare prudente e sicuro, per godere del volo in modo pieno e appagante. Per fare questo bisogna sempre migliorarsi, nel confronto con le proprie aspirazioni e il proprio modo personale di vivere l’aria.

Nel volare si gode l’essenza della libertà responsabili in pieno verso sé stessi e alimentati dalla conoscenza che prepara al volo, plasmando la mente per rendere il volo realmente libero. Per superare il limite bisogna aumentare la sicurezza di ogni prestazione. Il pilota che percepisce nel proprio intimo la spinta a salire sa che per andare verso l’alto, deve elevarsi e migliorare. Nel fare esperienza si tratta ogni volta di trarre quanti più nuovi insegnamenti possibili.

Dalle esperienze fatte si colgono gli insegnamenti che una volta interiorizzati e aggiunti al proprio bagaglio di conoscenze fanno progredire. Per acquisire esperienza è necessario comprendere e interiorizzare quello che si fa quando si vola: si tratta di elaborare e assimilare le conoscenze derivate dall’esperienza che si va acquisendo.

Bisogna avere la capacità di elaborare, gestire e sfruttare al massimo le esperienze che riceviamo dall’ambiente e da noi stessi. L’esperienza profonda che interessa nell’intimo e coinvolge interamente, porta a imparare il saper fare e ancor prima il saper pensare. La passione motiva fortemente chi vola e lo spinge ad aumentare la sicurezza e a migliorarsi, grazie all’acquisire l’esperienza programmata con efficacia.

Nel volare si ha a che fare con l’aria e col vuoto, in comunione con la natura: bisogna pianificare e programmare al meglio. Si tratta di fissare tempi e obiettivi raggiungibili e verificare se li si è raggiunti. Imparare con metodo, serve a capire ciò che si deve fare per migliorare sé stessi. Ci si autoprogramma in una prospettiva motivazionale per raggiungere sensazioni di soddisfazione, fiducia e calma e così moltiplicare il piacere di migliorarsi. Obiettivi inadeguati e mal formulati generano solo insoddisfazione, ansia e stress. Se individuare un obiettivo ambizioso è semplice, altra cosa è l’essere in grado di raggiungerlo. È fondamentale come ci si programma e si agisce per conseguire un obiettivo. Si tratta di pianificare gli obiettivi che vanno dichiarati a sé stessi in termini positivi per adattarli ai propri ritmi, limiti, capacità e aspirazioni. L’obiettivo promosso in termini negativi vede il cervello decodificare in modo poco produttivo l’informazione. Per evitare questo gli obiettivi vanno tradotti e formulati positivamente: generici e vaghi servono poco. L’obiettivo generico viene decodificato dalla mente come “desiderio” invece che come qualcosa da raggiungere concretamente.

Bisogna sapere concretamente quanto si vuole e i punti specifici da perfezionare per migliorare l’agire e saper cosa fare e anche per questo pensieri e obiettivi vanno espressi in forma positiva. La mente deve agire in modo coerente e bisogna evitare di prefabbricare nella testa i propri fallimenti.

Chi vola con la testa lo fa in modo consapevole per sfruttare in modo ottimale le proprie abilità. Nel volare ci vuole competenza, serenità e sicurezza. Motivati a fare nuove esperienze e imparare da esse quanto più possibile. La capacità di assorbire tutta l’attenzione disponibile lascia poco spazio all’elaborazione mentale. Di paura bisogna averne sempre abbastanza, ma senza che sia mai troppa: se il terrore blocca l’incoscienza, nell’esporsi e assumersi i rischi, la si paga a caro prezzo. Bisogna arrivare a uno stato dove tutto si svolge in modo fluido, spontaneo e istintivo, concentrati con impegno, fiduciosi nelle proprie capacità, con precisione e motivati, così da prendere le decisioni, percepite concretamente.

L’esperienza acquisita, capaci di gestire la propria emotività appaga e dona intima e intensa felicità. Nella programmazione, per affinare le proprie capacità, è sempre necessaria la flessibilità. Capaci di comprendere e sfruttare i dati disponibili, si impara ad acquisire esperienza, nel procedere in modo progressivo e iniziare da obiettivi raggiungibili. Le abilità si imparano così nel fare e percepire con i propri sensi, per agire tempestivamente e in modo competente. Il cervello grazie all’allenamento riesce a creare abilità specifiche per automatizzare le azioni necessarie e reagire prontamente.

L’allenamento costante coordina gesti, pensieri e azioni che diventano sempre più fluidi e spontanei, nel consolidare le abilità. Il cervello con l’esercizio e la ripetizione crea, amplia e condivide i propri percorsi in relazione di specifiche abilità, apprende e affina nel riorganizzare le proprie connessioni, affidati alla competenza e alla preparazione. Si creano così con efficacia percorsi mentali capaci di rispondere anche a configurazioni inusuali; l’esperienza passa attraverso la revisione e la riflessione delle emozioni provate, rende abili nel gestirle, senza esagerare e spingersi troppo oltre i propri limiti.

La ripetizione e l’esercizio migliorano e per questo bisogna sempre esaminare gli obiettivi che ci si prefigge e come si intende raggiungerli. Accettare le critiche e ancor più richiederle è un atteggiamento saggio, poiché le critiche valide insegnano molto, aprono gli occhi, portano a riflettere e migliorare, fanno bene. Si evita in tal modo di perdere la fiducia in sé e in un approccio positivo che amplifica le proprie insicurezze, ci si può librare nell’aria e nella bellezza del volo, arrivare ad ammirare il paesaggio dall’alto, nel trattenere il respiro e rimanere estaticamente assorti.


Per saperne di più

- L. Basso, Volare ResponsAbilmente, StreetLib, 2017.

- A. D’Arrigo, In volo sopra il mondo, Fandango, Roma 2017.

- M. Milanese, Volare le montagne, Ediciclo, Portogruaro (Ve) 2023

- F. Sieklucki, Manuale del paramotore, Hoepli, Milano 2013.

- G. Vercelli, Vincere con la mente, Ponte alle Grazie, Firenze 2013.



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