Del Genocidio a Gaza: tra definizioni giuridiche e opinione pubblica
La Corte Penale Internazionale ha emesso mandati di arresto per crimini di guerra contro il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu e il ministro della difesa Yoav Gallant.
Il conflitto tra Israele e Hamas, iniziato il 7 ottobre 2023, suscita sempre più un acceso dibattito internazionale in merito a come qualificare gli eventi in corso a Gaza. La domanda centrale riguarda se le azioni israeliane siano da considerare un genocidio, termine giuridico specifico che implica l’intento di distruggere, in tutto o in parte, un gruppo nazionale, etnico, razziale o religioso. Mentre molte organizzazioni internazionali e accademiche ritengono che gli eventi a Gaza soddisfino questi criteri, alcuni intellettuali italiani, come Ernesto Galli della Loggia, esprimono riserve sull’uso di questo termine.
Sul Corriere della Sera del 6 settembre 2025, Galli della Loggia ha criticato l’uso del termine "genocidio" nel sostenere che per descrivere gli eventi a Gaza, parole come "strage", "massacro" o "eccidio" siano più appropriate. Per lui, usare il termine "genocidio" rischia di semplificare, o addirittura rendere banale il suo significato giuridico, così da strumentalizzare la tragedia per fini politici. Galli della Loggia sottolinea che, sebbene le azioni israeliane siano gravi, sembrano mancare dell’intento sistematico e pianificato tipico di un genocidio. Inoltre, avverte che l’uso emotivo e propagandistico del termine, potrebbe compromettere la comprensione razionale della situazione.
Contrariamente alla posizione di Galli della Loggia, molte istituzioni internazionali e organizzazioni per i diritti umani ritengono che le azioni israeliane a Gaza soddisfino i criteri giuridici del genocidio. Nel gennaio 2024, la Corte Internazionale di Giustizia (CIG) ha dichiarato le azioni di Israele a Gaza "plausibilmente genocidarie" e ha ordinato misure per prevenire atti di genocidio. La commissione speciale delle Nazioni Unite incaricata di studiare il caso ha concluso che le pratiche di guerra israeliane "presentano elementi caratteristici del genocidio". La Relatrice speciale delle Nazioni Unite sui territori palestinesi occupati, Francesca Albanese, ha affermato che esistono "ragionevoli basi" per credere di aver raggiunto la soglia del genocidio. Organizzazioni come Amnesty International e Human Rights Watch hanno denunciato atti di genocidio a Gaza e citano la distruzione deliberata di infrastrutture civili, l’ostruzione degli aiuti umanitari e l’uso di punizioni collettive.
La Corte Penale Internazionale ha emesso mandati di arresto per crimini di guerra contro il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu e il ministro della difesa Yoav Gallant. Alcuni studiosi e analisti sollevano dubbi sul qualificare gli eventi a Gaza come genocidio. Essi sostengono che, sebbene le azioni israeliane siano gravi e abbiano causato un elevato numero di vittime civili, non sembrano avere l’intento di distruggere un intero gruppo etnico o religioso. Inoltre, si osserva che le azioni di Hamas, tra cui l’uccisione di civili israeliani e l’uso di ostaggi, costituiscono anch’esse gravi violazioni del diritto internazionale umanitario. Pertanto, si ritiene che sia più appropriato parlare di crimini di guerra e crimini contro l’umanità piuttosto che di genocidio.
Qualificare gli eventi a Gaza come genocidio rimane oggetto di dibattito. Mentre molte istituzioni internazionali e organizzazioni per i diritti umani ritengono che le azioni israeliane soddisfino i criteri giuridici del genocidio, alcuni intellettuali italiani, come Ernesto Galli della Loggia, esprimono riserve sull’uso di tale termine. Indipendentemente dalla qualificazione giuridica, è innegabile che le sofferenze della popolazione palestinese a Gaza sono così gravi da meritare una risposta internazionale adeguata e spetta in primo luogo alla comunità internazionale impegnarsi per una soluzione pacifica e giusta del conflitto, nel rispetto dei diritti umani di tutti i soggetti coinvolti.
Per saperne di più
M. Flores, Il genocidio, il Mulino, Bologna 2021.
P. Fonzi, Genocidio. Una storia politica e culturale, Laterza, Roma-Bari 2025
E. Galli della Loggia, Genocidio a Gaza, le parole sono pietre, in “Corriere della Sera”, 6 settembre 2025.
R. Jebreal, Genocidio. Quello che rimane di noi nell’era neo-imperiale, Edizioni Piemme, Milano 2025.
- Ci sono 0 contributi al forum. - Policy sui Forum -