Definisci straniero
Il compagno di banco di mio figlio in quarta e quinta elementare era cinese e all’inizio non parlava una parola d’italiano. Ma era bravissimo in matematica. Diventarono subito amici...
Finalmente il governo ha emesso un decreto che approvo. Anzi, che ammiro incondizionatamente. Limitare al 30% il numero degli studenti “stranieri” in una classe è stata una mossa geniale. In apparenza, è un atto esecrabile, che va contro l’inclusività (e la Costituzione), e che quindi piacerà ai quasi-quasi-vannacciani. In realtà, il decreto nasconde una scelta democratica, innovativa e pertanto encomiabile. E ora ve lo dimostrerò, dati alla mano.
In prima elementare (scuola primaria) il numero degli alunni con cittadinanza non italiana e che non sono nati in Italia o che non hanno frequentato almeno due anni di materna (scuola dell’infanzia) non deve superare il 30% del totale. Alle scuole medie e superiori (scuola secondaria), lo stesso limite riguarda studenti stranieri che non abbiano frequentato con successo la scuola italiana per almeno tre anni.
Chi sono gli “stranieri”? Per la legge italiana, tutti coloro che non sono nati in Italia o che, se lo sono, sono nati da genitori stranieri. Cioè, chi non ha la cittadinanza italiana e chi non appartiene alla Unione Europea (D.Lgs 286/1998, art. 1).
Capito? Per limitarne il numero nelle classi, non basterà – come dice il decreto – distribuire gli “stranieri” nelle altre scuole del plesso o di plessi vicini (trasferirli? traslocarli? tradurli? remigrarli? reiscriverli?) e questo è evidente a tutti, perché creerebbe enormi problemi. Quindi? La mossa più ovvia sarà passare – finalmente – dal jus sanguinis al jus soli, e il gioco è fatto! La legge vigente (Legge n. 91/1992) si basa infatti sul principio dello ius sanguinis (la cittadinanza si trasmette per discendenza). Diverse forze politiche hanno più volte proposto di introdurre criteri legati alla residenza stabile dei genitori o al completamento di cicli di studio nel Paese (ius scholae), ma a oggi nessuna di queste riforme è diventata legge.

- Altan - Scuole in Albania
Non so perché nessuno l’abbia capito, che Giorgia parla per enigmi, che ci sfida con raro acume, fin dal giorno in cui decise di farsi chiamare “IL” presidente, proprio lei che aveva strappato lacrime (e voti) gridando dagli schermi tv di tutta Europa “YO SOY MADRE” – Insomma, non l’abbiamo capito che tra le righe ci stava dando un messaggio criptato? Che ci offriva su un piatto d’argento l’esempio migliore della fluidità, dell’inclusività? Genere maschile e maternità, insieme, nella stessa persona… ma chi altri ha mai avuto tanto coraggio?
Ora, finalmente Giorgi* si è accort* del grande problema della scuola italiana. Solo che non sono gli stranieri. Non ha capito (o non vuole capire) che il problema è l’altissimo numero dei docenti precari, gli scarsi ingressi in ruolo, gli stipendi più bassi d’Europa, a fronte dell’elevata professionalità e del crescente impegno richiesti, perché aumenta la burocrazia, aumentano i disturbi specifici dell’apprendimento, aumenta il bullismo, aumentano gli episodi di violenza, aumentano le famiglie invadenti, aumentano le effettive ore di lavoro grazie alle e-mail e alle chat di whatsapp, e col cambiamento climatico servirebbero urgentemente ventilatori e condizionatori (quest’anno il caldo è iniziato a maggio e non è ancora finito).
Che c’entrano gli “stranieri” in tutto questo?
Chiudo ricordando il compagno di banco di mio figlio in quarta e quinta elementare. Era cinese e all’inizio non parlava una parola d’italiano. Ma era bravissimo in matematica. Diventarono subito amici, venne anche a casa nostra, e ovunque tu sia adesso, Yeming Zheng, so che non sei mai stato, per mio figlio, uno straniero.
- Ci sono 0 contributi al forum. - Policy sui Forum -