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Datagate, Edward Snowden traditore o difensore della libertà?

E’ troppo comoda la copertura della ragione di stato per fatti inammissibili anche nell’ambito degli scatenati servizi segreti.
di Antonio Carollo - martedì 2 luglio 2013 - 2328 letture

Edward Snowden un traditore o un benefattore e difensore della libertà, come lo definiscono l’estrema sinistra francese e Marine Le Pen? C’è da riflettere, i valori cambiano, sotto l’incalzare di un’attualità a volte sconcertante. Che abbia violato le leggi del sue paese, gli USA, mi sembra non ci siano dubbi.

Un tecnico informatico, dipendente della National Security Agency, per il lavoro che svolge è molto addentro nelle segrete cose. E’ tenuto ovviamente al più stretto riserbo. Si dia il caso però che la realtà che gli passa sotto gli occhi debordi dai limiti non scritti di una attività che deve mirare essenzialmente alla lotta contro il terrorismo e la criminalità internazionale. Che invece metta sotto controllo in permanenza, con intercettazioni ed altri modi e strumenti di vigilanza, sedi diplomatiche, uffici, dirigenti, politici di paesi stranieri, compresi gli alleati, come la stessa Ue, Germania, Francia, Italia in testa, oltre a tantissimi privati cittadini. Che, cioè, sconfini nella raccolta dei dati personali.

Ragione di Stato, dice qualcuno; la sicurezza degli USA innanzitutto. No, non ci siamo. Barack Obama ha condotto ben due campagne presidenziali ponendo in cima ai suoi programmi, tra l’altro, la trasparenza, il rispetto dei diritti umani, la libertà e la privacy delle persone. Confesso che ero, e cerco di rimanere, un ammiratore del Presidente americano. Ma colpi come questo del datagate o il permanere del famigerato carcere di Guantanamo fanno vacillare la mia fiducia in lui.

E’ troppo comoda la copertura della ragione di stato per fatti inammissibili anche nell’ambito degli scatenati servizi segreti. Giorgio Napolitano ha detto che si tratta di una questione spinosa e che si aspetta da parte di Obama un esauriente chiarimento. Meno male, per questa volta sembrerebbe messa in soffitta la (democristiana) cupidigia di servilismo. Ma è così? Qualche dubbio sorge se Enrico Letta dichiara che Obama chiarirà tutto, cioè lo assolve prima che abbia parlato. Come al solito: un garbato pasticcio all’italiana.

La figura di Edward Snowden giorno dopo giorno cresce nella considerazione dell’opinione pubblica internazionale. Un bieco traditore da far marcire per moltissimi anni in carcere o una specie di eroe che lotta contro i nemici delle libertà umane? Intanto un primo sollievo generale lo abbiamo registrato: dopo il rifiuto dell’Ecuador di accoglierlo Snowden rimane nella zona transiti dell’aeroporto di Mosca; il Presidente Putin ha dichiarato che non intende consegnarlo nelle mani degli USA.


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