Dalla parte delle donne, dalla parte di chi lotta per i diritti collettivi
C’è sempre un domani per chi non si arrende e lotta per un mondo di pace contro la guerra e migliorare la condizione umana.
C’è sempre un domani per chi non si arrende e lotta per un mondo di pace contro la guerra e migliorare la condizione umana. Con questo spirito domani sera, 2 giugno 2026, parteciperò alla manifestazione che si terrà in piazza duomo a Lentini per festeggiare gli 80 anni della nostra giovane Repubblica.
Ed in particolare per ricordare il contributo dato dalle donne per la liberazione della nostra Italia dal nazifascismo, per la scrittura della Costituzione, per il voto espresso nel referendum Repubblica- Monarchia e successivamente per alcune conquiste sociali di grande valore politico e umano dell’essere donna.
Una donna che lotta, rompe tabù, abbatte muri e apre sul piano dei diritti e della parità.
Proprio in questo giorno voglio ricordare quelle mamme operaie che facevano andare le macchine per la lavorazione delle arance, la nostra ricchezza, e in prima fila con Graziella Vistrè nelle giornate calde delle lotte bracciantili.
Ero in mezzo a loro, da giovane segretario della camera del lavoro 68/70, anche per un abitare dignitoso. Il lavoro, la casa e i figli a scuola. La grande aspirazione di queste mamme operaie dal grembiule azzurro e dal volto fiero.
Non posso chiudere, se non ricordo, per aver contribuito con il mio voto l’elezione della prima donna, Nilde Iotti ,alla presidenza della camera dei deputati. Un giorno indimenticabile per quello che ha significato per la storia del nostro Paese.
Una donna colta e autorevole che ha diretto i lavori della Camera in uno dei momenti drammatici della storia della Repubblica. Una legislatura segnata dalla morte del dopo Moro e la fine di una prospettiva d’avanzamento democratico anche per i comunisti. Ci hanno pensato delle menti raffinate fuori e dentro lo Stato per spezzare qualcosa di possibile e di grande.
Non saprei come descrivere quella donna così autorevole e tanto ascoltata, da tutte le forze politiche, in quei giorni tristi di morti ammazzati dalla violenza delle brigate rosse e dalle bombe nere sparse in strade e ferrovie facendo delle vittime innocenti, e senza dimenticare il terrorismo politico-mafioso in Sicilia. Anni difficili e dolorosi con le donne mai un passo indietro per la democrazia.
Tanti anni ancora con quella Carta in mano nel segno del 25 Aprile e del 2 Giugno.🌈🌈🌈
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