Sei all'interno di >> :.: Culture | Cinema - Visioni |

Crazy Heart

Crazy Heart è un film del 2009 diretto da Scott Cooper
di Fabrizio Cirnigliaro - mercoledì 1 dicembre 2010 - 3770 letture

Bad Blake (Jeff Bridges) è un cantante country con un grande passato alle spalle. A 56 anni e con 4 matrimoni finiti male, vive alla giornata suonando in locali di provincia aspettando una grande occasione per poter ritornare alla ribalta. Da anni ormai non scrive più canzoni, e sarebbe difficile farlo dato che è sempre ubriaco e con nessuna voglia di relazionarsi con altre persone, almeno fino a quando non incontra Jean (Maggie Gyllenhaal), una giornalista di un giornale locale che lo intervista.

Nonostante la differenza di età Bad Blake si innamora della ragazza, anche lei con un matrimonio alle spalle, Jean è infatti una ragazza madre con un bambino di 4 anni, Buddy. Il ritorno all’amore per il cantante coincide con il ritorno sui palcoscenici che contano, viene infatti ingaggiato per aprire un concerto della giovane star Country Tommy Sweet (Colin Farrel), una sua vecchia conoscenza, l’allievo che ha superato il maestro. Tutto sembra andare per il verso giusto, ma l’alcool ormai è un grosso problema per Bad Bake, un problema che dovrà affrontare e risolvere prima che sia troppo tardi

La pellicola ha vinto 2 Oscar meritati, Jeff Bridges come miglior attore protagonista, e “The Weary kind” come miglior canzone. La storia di Crazy Heart forse non è delle più originali, ma nel complesso il film è recitato benissimo, una colonna sonora fatta di canzoni bellissime e una fotografia che toglie il fiato. Bad Blake percorre per suonare centinaia di chilometri al giorno, esibendosi ogni sera in una città diversa, ma riprende a scrivere canzoni solo abbandonando la strada, nel momento in cui suo malgrado è costretto a fermarsi (a causa di un incidente automobilistico ndr). La vera ispirazione poi arriva quando riesce a mettere da parte la bottiglia di Bourbon per ritornare ad abbracciare la chitarra e a suonare con il cuore

Si affeziona subito a Buddy, che ha 4 anni, la stessa età che aveva suo figlio quando lui l’ha abbandonato, cercando di creare con lui il rapporto che non ha mai avuto con suo figlio. Solo che Bad non è più un ragazzo, il peso dell’età, e dei litri di alcolici bevuti in tanti anni, sono un ostacolo troppo grande con un bimbo cosi vivace, lo capirà a proprie spese, il prezzo che dovrà pagare per quest’errore di valutazione sarà altissimo.

Molti registi per portare sullo schermo una storia di redenzione, di rivalsa, di espiazione spesso si sono affidati a pugili/lottatori o musicisti maledetti Alcune storie sono vere, altre racconti di finzione. Basta ricordare Hurricane, Great Balls of fire, Cinderella Man, Walk the Line, The Wrestler, Proprio con la pellicola diretta da Aronofsky Crazy Heart ha molti punti in comune. L’età dei protagonisti, i palcoscenici di secondo ordine dove sono costretti ad esibirsi, i tentativi di recuperare un rapporto con dei figli abbandonati in giovane età. Sono “quelli che poi muoiono presto”, personaggi che possono apparire come eroi per gli spettatori ma la cui condotta quotidiana spesso trasforma in incubo la vita delle persone che li circondano: genitori, figli, mogli. Perchè la vita non è un film o una canzone, non puoi riavvolgere il nastro e provare a ripartire come se niente importa, perché non è vero che siamo solo noi.


Rispondere all'articolo - Ci sono 0 contributi al forum. - Policy sui Forum -