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Cosa è un "Locale di conversazione"

Con questo termine si intende il luogo acusticamente predisposto all’emissione agevole e comprensione chiara delle parole. Indipendentemente dal fatto che si parli o che si stia in silenzio.

di Silvia Zambrini - venerdì 14 agosto 2026 - 347 letture

Vediamo come avviene il passaggio da luogo assordante a locale di conversazione.

Il futuro della ristorazione sarà più attento al benessere delle persone. Creare spazi dove sia possibile conversare senza sforzo, rilassarsi e godersi il momento rappresenta un valore aggiunto sempre più apprezzato con lo smart working che ha trasformato abitudini e stili di vita per cui il bar, la caffetteria, la pizzeria sono diventati luoghi dove anche potersi incontrare, parlare, svolgere delle operazioni al computer; attraverso uno sfondo acustico che lo consenta. Una riduzione del rumore in sala già si ottiene quando viene chiesto al gestore di abbassare la musica o il programma radio: costui utilizza il sonoro pensando così di mascherare il rumore di fondo quando invece l’aggiunta di un rumore a un altro non fa che aumentare in decibel l’effetto complessivo. Una volta che l’impianto viene silenziato, nel giro di una decina di minuti diminuisce anche il volume delle voci secondo una verifica che chiunque può fare.

La durata del tempo di riverbero all’interno di un locale è altra prerogativa di comfort acustico: dove questa è eccessiva cresce il rumore di fondo facendo diminuire l’intelligibilità del parlato. Il risultato è che i clienti sono costretti ad alzare la voce per farsi sentire contribuendo al frastuono. Il minore rumore in un bar, ristorante, bistrot ecc., segue dunque due passaggi fondamentali: assenza di colonne sonore diffuse (se non a livello minimo, sottostante il volume medio delle voci naturali) e riduzione del tempo di riverbero attraverso adeguamento acustico del locale. Il primo passaggio da solo non è sufficiente ai fini del comfort acustico. Non lo è più da quando, più o meno intorno agli anni ’80, la gente si è abituata a parlare più forte in una competizione continua coi suoni delle tecnologie che iniziavano a diffondersi ovunque: ai rumori urbani tradizionali di traffico ed edilizia si aggiungeva il rumore della socializzazione ossia dell’intrattenimento musicale, delle sonerie di telefonini e micro tastiere negli orari e nei luoghi del tempo libero. Un minor tempo di riverbero è quello che, in un ambiente chiuso, contiene il rumore nel suo insieme, indipendentemente dalla colonna sonora amplificata. Per capire se questa durata esce dai margini occorre una misurazione tecnica dell’ambiente.

Una volta testato l’eccesso è possibile accorciare questo intervallo mediante l’impiego di materiali ad elevato coefficiente di assorbimento acustico, installati a soffitto e a parete, oltre a elementi d’arredo come tendaggi, rivestimenti tessili e sedute imbottite. Ogni intervento avviene in funzione della grandezza del locale, delle superfici riflettenti e del numero previsto di occupanti anche se, il problema, non dipende solo da questi; l’impatto di stoviglie, sedie spostate, macchine da caffè, servizio ai tavoli può far permanere il suono dopo che la sorgente ha smesso di emetterlo; il rimbalzo tra una superficie e un’altra non in grado di trattenerlo crea l’effetto rimbombo. Per le sale destinate alla ristorazione una durata dei tempi di riverbero compresa tra 0,6 e 1,0 secondi consente generalmente di ottenere un buon equilibrio tra vivacità del locale, relax per il cliente, chiarezza del dialogo. Anche per questo motivo un bar o ristorante che, a seguito di verifica ed eventuale adeguamento, riceve la certificazione di locale acusticamente confortevole, diventa un locale di conversazione.


Questo articolo è stato diffuso a Fana.one.



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