Contro l’abbandono e la desertificazione
Un quadro desolante e privo di prospettive future. In Italia attualmente sono 13 milioni (su un totale di 59) le persone che abitano in territori lontani da scuole, stazioni, ospedali, cioè dai servizi essenziali...
Anche i vescovi nel convegno di Benevento chiamano la politica sull’abbandono e la desertificazione delle aree interne. Denunciano la scomparsa di intere aree a causa dello spopolamento, delle scarse nascite e la fuga dei giovani. Si sottolinea anche il dramma dell’evasione scolastica e di quei giovani che non studiano, non lavoravano e non si formano.
Un quadro desolante e privo di prospettive future. In Italia attualmente sono 13 milioni (su un totale di 59) le persone che abitano in territori lontani da scuole, stazioni, ospedali, cioè dai servizi essenziali con le uno spopolamento costante, ma che rivendica giustamente "il diritto a restare" nella propria terra.
Un diritto che bisogna rivendicare ovunque non solo a parole ma con delle azioni quotidiane. Mettendo in campo anche delle buone pratiche sociali e associative in grado di mettere assieme disponibilità e intelligenze per degli obiettivi realizzabili.
Ci sono tante potenzialità dal punto di vista paesaggistico, culturale, artistico, ineguagliabile, senza considerare in campo gastronomico.
C’è ancora una storia da raccontare e da trasmettere. Si è in tempo per scriverla, ma bisogna essere convinti di spalancare la finestra su queste terre e su quello unisce. Ognuno dovrà fare la sua parte per costruire, mattone su mattone, qualcosa per restare e vivere in luoghi non anonimi, ma in luoghi dove riconoscersi.
I vescovi si stanno muovendo perché capiscono e vivono quello che avviene in queste zone interne e vogliono dire la loro. Contribuendo anche loro con dei mattoni.
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