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Competitività e Unione Europea: non ci siamo

Una ricerca svizzera dimostra che sono più competitive le economie dell’Unione Europea che non hanno adottato l’Euro piuttosto che quelle che l’hanno adottato
di Emanuele G. - martedì 19 luglio 2016 - 2086 letture

L’IMD (sigla per International Institute for Management Development) è un istituto svizzero con sede a Losanna che si occupa principalmente di formare manager grazie a un corpo docente composto da 60 professori. Esso è sorto nel 1990 dalla fusione dell’IMI di Ginevra (fondato nel 1946 da Alcan) e l’IMEDE (fondato dalla Nestlé nel 1957).

Ogni anno questo istituto pubblica "IMD World Competitiveness Yearbook" che analizza il grado di competitività delle economie nazionali dal 1989 in poi.

Leggendo l’edizione atuale dello Yearbook si notano parecchie sorprese. Cercherò di sintetizzarle in maniera comprensibile.

Primo punto è che gli Stati Uniti hanno perso il primo posto, mentre i primi due posti sono appannaggio di Hong Kong e della Svizzera.

Le grosse sorprese giungono quando si analizza la competitività dei paesi dell’Unione Europea. Orbene i paesi che hanno aderito all’euro registrano pessime prestazioni. Ad esempio, l’Italia si colloca al 35° posto. Al contrario, i paesi UE che non hanno adottato l’euro volano in classifica come l’Iralnda che ottiene un ottimo 7° posto.

Alcune considerazioni sono d’uopo.

Lo Yearbook è redatto da imprenditori che conoscono a mena dito le economie del mondo. Quindi, non si tratta di uno studio empirico, bensì basato sulla pura realtà economica.

L’UE e l’euro purtroppo non sono un atout positivo per la competitività. Tutt’altro...

Un interessante dato è che la competitività non ha nulla a che fare sia con la grandezza del paese che con la sua popolazione. Tuttavia, si può notare che i paesi più piccoli sono maggiormente competitivi, mentre quelli più grandi hanno alcune difficoltà ad esserlo.

In più avere una delle divise nazionali più importanti del mondo non è per nessun motivo indice di competitività. Un caso su cui riflettere!

In sintesi, la vulgata del 21° secolosecondo cui un paese per essere competitivo debba avere una superficie piuttosto consistente ed una moneta cardine non ha alcun motivo di esistere.

E pensare che 15 paesi dell’UE avevano adottato la c.d. "Strategia di Lisbona" fa ridere in quanto nessun reale provvedimento è seguito. Come fra l’altro in molti altri campi dove l’UE è esclusivamente un circolo di buoni volenterosi, ma nulla di più.

Sito dell’IMD

Crediti fotografici: la foto è stata tratta dal sito http://www.studiolegalebellini.eu.


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