Come i romani conquistarono il mondo / di Polibio

di Redazione Antenati - domenica 1 maggio 2005 - 5312 letture

1 Certamente qualcuno si domanderà come mai proprio a questo punto interrompiamo la narrazione dei fatti per trattare della costituzione romana: a me in realtà fin da principio questo è sembrato uno degli argomenti piú importanti di tutte le Storie, come credo di aver dimostrato in piú punti e particolarmente nell’introduzione, allorché ho detto che per i lettori delle Storie il risultato piú piacevole e utile sarebbe stato quello di apprendere come e sotto qual forma di governo i Romani in soli sessantatré anni abbiano vinto e assoggettato quasi tutta la terra abitata, fatto che mai si era verificato precedentemente. Stabilito questo, non ho trovato circostanza piú adatta e opportuna della presente per trattare dell’argomento che sto per affrontare. Le forme di governo debbono infatti essere giudicate con lo stesso criterio al quale si ricorre per distinguere nella vita privata le persone inette da quelle valenti; chi vuole giudicare rettamente, non le esamina soltanto nei momenti di serenità e tranquillità, ma nelle peripezie, nelle disgrazie e quindi nella prosperità e nei successi, ritenendo che un uomo si possa giudicare provato solo quando abbia dimostrato di poter sopportare magnanimamente e nobilmente i mutamenti radicali della fortuna. Vedendo dunque che i rivolgimenti avvenuti ai nostri tempi nello stato romano sono i piú gravi e completi che si possano immaginare, ho deciso di trattare a questo punto della costituzione della città.

2 [...] La maggior parte di coloro che hanno trattato di questi argomenti ci insegna che esistono tre forme di governo chiamate rispettivamente regno, aristocrazia e democrazia. A costoro mi pare si possa ben a ragione domandare se ritengano che queste siano le sole, o per Giove, le migliori forme di governo, perché su entrambi questi punti mi sembra non abbiano idee chiare. Evidentemente infatti la migliore forma di governo comprende le caratteristiche di tutte e tre le forme sopra elencate, come abbiamo sperimentato non a parole, ma coi fatti, poiché Licurgo ha organizzato per il primo con questo criterio lo stato spartano.

Storie, VI, 1, 3 - (Polibio, Storie, Mondadori, Milano, 1970, vol. II, pagg. 92 e 93)


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