Colleferro: Incendio alla fabbrica militare
Incidente o effetto collaterale della guerra in Ucraina?
Incendio ed esplosione nella fabbrica di munizioni ex Simmel Difesa
Secondo le ricostruzioni non ci sono morti né feriti: i 24 operai presenti sono stati tratti in salvo, le fiamme sono quasi spente. L’incidente si sarebbe verificato nel reparto polveri. Gli investigatori escludono la pista eversiva o il sabotaggio
Un incendio seguito da un’esplosione si è verificato nello stabilimento dell’ex Simmel Difesa, attualmente di proprietà della KNDS Ammo Italy, situato a Colleferro. L’azienda è specializzata nella produzione di munizioni di medio e grosso calibro per la difesa terrestre e navale, oltre alla realizzazione di combustibili solidi per vettori aerospaziali.
La violenta deflagrazione è avvenuta nell’area del Quarto Chilometro, lungo via Latina (tra Colleferro e Artena), ed è stata avvertita distintamente dai residenti della zona, facendo scattare immediatamente l’allarme. Sul posto sono intervenute diverse squadre dei vigili del fuoco e i soccorsi d’emergenza per mettere in sicurezza la struttura e verificare le condizioni all’interno dell’area industriale.
Nessun ferito: tratti in salvo i 24 operai
Fortunatamente non si registrano vittime né feriti. Fonti dei soccorritori confermano che l’incendio e la successiva deflagrazione hanno interessato una sola area circoscritta dello stabilimento di produzione e stoccaggio.
Al momento del boato all’interno della struttura erano presenti 24 operai, i quali risultano tutti in salvo e regolarmente censiti all’appello dei dipendenti.
Il sindaco Sanna: "Fiamme quasi spente, soccorsi al lavoro" A confermare l’evoluzione positiva della situazione è intervenuto anche il sindaco di Colleferro, Pierluigi Sanna, attraverso una nota diffusa sui social: "Non ci sono morti né feriti. Le fiamme sono quasi spente" ha dichiarato il primo cittadino, sottolineando l’enorme sforzo dei soccorritori sul campo: "Nessuno ha mai mollato nemmeno per un istante ed ancora non mollano centinaia di persone impegnate su larga scala".
La nota ufficiale dell’azienda KNDS: “Avviata indagine interna” In serata è giunta la dichiarazione ufficiale della società proprietaria dello stabilimento, la KNDS: "KNDS conferma che si è verificato un incidente presso lo stabilimento KNDS Ammo Italy. Possiamo confermare che non si sono registrati feriti. Le circostanze dell’incidente sono attualmente oggetto di indagine e valutazione da parte dei team presenti sul posto. Pertanto, in questa fase, non siamo in grado di fornire ulteriori dettagli confermati in merito alla causa o all’esatta sequenza degli eventi. La sicurezza dei nostri dipendenti e di tutti coloro che lavorano presso i nostri stabilimenti rimane la nostra massima priorità. Stiamo monitorando attentamente la situazione in stretta collaborazione con le autorità locali e forniremo ulteriori informazioni non appena saranno disponibili elementi verificati."
Aperta un’inchiesta della Procura di Velletri, esclusa la pista eversiva o il sabotaggio
Il procuratore di Velletri, Carlo Villani, ha aperto un fascicolo d’inchiesta per fare luce sull’accaduto. L’ipotesi di reato formulata al momento è quella di incendio.
Mentre i vigili del fuoco proseguono le operazioni di spegnimento definitivo e messa in sicurezza della vasta area, sul posto sono operativi i carabinieri della Compagnia di Colleferro e del Nucleo Investigativo di Frascati. Le indagini si concentrano in particolare sul reparto di pressatura dell’esplosivo, indicato come il punto d’origine dell’incidente, dove i rilievi dettagliati potranno partire solo nelle prossime ore, non appena l’area sarà messa in sicurezza. Fonti investigative precisano che le cause della deflagrazione non sarebbero legate ad atti eversivi, sabotaggi o minacce esterne: l’evento viene trattato come un incidente legato alle lavorazioni interne. Nelle prossime ore gli inquirenti ascolteranno i dipendenti presenti nello stabilimento al momento dell’esplosione per ricostruire con esattezza la dinamica dei fatti.
La Regione: "Priorità alla sicurezza", le parole di Francesco Rocca Il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, ha espresso vicinanza alla comunità e ai lavoratori: "Seguo con grande apprensione quanto sta accadendo a Colleferro. In queste ore la priorità assoluta è garantire la sicurezza delle persone e consentire a tutti gli operatori impegnati nell’emergenza di intervenire nelle migliori condizioni possibili. La Regione Lazio è in costante contatto con le strutture competenti. Desidero ringraziare le squadre dei vigili del fuoco, gli operatori dell’ARES 118 e tutti coloro che sono mobilitati sul posto. Il mio pensiero va innanzitutto ai lavoratori dello stabilimento, alle loro famiglie e all’intera comunità di Colleferro."
Le reazioni politiche: l’attacco del M5S sulla sicurezza industriale L’episodio ha riacceso il dibattito sulla presenza di insediamenti industriali bellici nel territorio. Ilaria Fontana, vicepresidente del Movimento 5 Stelle alla Camera, ha dichiarato in una nota: "Le esplosioni avvenute a Colleferro, fortunatamente senza conseguenze per la vita delle lavoratrici e dei lavoratori, impongono una riflessione non più rinviabile sulla sicurezza degli impianti industriali legati alla produzione di materiale bellico. Questa riflessione non riguarda solo Colleferro, ma anche il vicino ex stabilimento Winchester di Anagni. Non si può accettare che in territori che soffrono già un’emergenza ambientale si aggiunga una nuova dimensione di rischio militare. Ci sono forti timori per lo sviluppo dell’industria parabellica della Valle del Sacco: è tempo di agire preventivamente affinché certe tragedie non accadano mai."
Fonte: RaiNews
A Colleferro è esplosa una fabbrica di proiettili e granate da guerra / di Dario Lucisano
14 Agosto 2026 - 9:00
Prima il fumo, poi le fiamme, infine l’esplosione. Nel pomeriggio di ieri, a Colleferro, comune situato nella Valle del Sacco, nella Città Metropolitana di Roma, una violenta deflagrazione ha colpito lo stabilimento KNDS Ammo Italy, ex Simmel Difesa, facendo tremare il terreno e provocando un vasto allarme nella zona. L’esplosione ha interessato il reparto di pressatura degli esplosivi dell’azienda, che produce, tra le altre cose, munizioni per l’artiglieria navale e terrestre. I lavoratori presenti sono stati evacuati prima dell’esplosione e nessuno risulta ferito. Sul posto sono intervenuti i mezzi di soccorso, i carabinieri e i vigili del fuoco, che hanno spento l’incendio. Le cause dell’incidente sono ancora ignote; c’è chi, tuttavia, scampato il peggio, ha iniziato a chiedere che vengano avviate riflessioni sulla destinazione del sito, già sede di un progetto per ampliare le attività produttive che è stato oggetto di un’inchiesta de L’Indipendente.
L’esplosione presso l’impianto dell’azienda franco-tedesca di armamenti KNDS Ammo di Colleferro è avvenuta attorno alle 14.30 di ieri. Non è ancora chiaro cosa abbia provocato l’incidente: «Le circostanze dell’incidente sono attualmente oggetto di indagine e valutazione da parte dei team presenti sul posto. Pertanto, in questa fase, non siamo in grado di fornire ulteriori dettagli confermati in merito alla causa o all’esatta sequenza degli eventi», fa sapere KNDS in una nota. Il procuratore di Velletri, Carlo Villani, ha aperto un fascicolo d’inchiesta per fare luce sull’accaduto; l’ipotesi di reato formulata è quella di incendio. Sembrano invece escluse, al momento, ipotesi di sabotaggio. Per ora, tutto ciò che si sa è che l’incidente si sarebbe verificato nel reparto di pressatura delle polveri e che potrebbe essere partito da una pressa esplosa durante la lavorazione.
L’incendio è durato ore ed è stato spento nel tardo pomeriggio. Secondo quanto ricostruito, il fumo avrebbe iniziato a propagarsi mentre l’impianto era ancora in attività, facendo scattare il sistema antincendio e permettendo così ai lavoratori di evacuare. Lo stabilimento di Colleferro conta 24 dipendenti e si occupa della produzione di munizioni di medio e grosso calibro per l’artiglieria terrestre e marittima, nonché della realizzazione di combustibili solidi per vettori aerospaziali. In questo periodo è al centro di un progetto volto ad ampliarne le attività produttive, che coinvolge anche lo stabilimento di Anagni, nella stessa Valle del Sacco. Presso quest’ultimo stabilimento, il piano prevede la produzione di una gelatina contenente il 60% di nitroglicerina, con una stima di produzione di 150 kg all’ora; tale materiale esplosivo verrebbe poi trasportato da Anagni a Colleferro, dove verrebbe integrato in missili e proiettili e «utilizzato quale materia prima per la produzione di propellenti a doppia e tripla base ad uso militare».
Dopo l’incidente, diverse associazioni della società civile si sono mobilitate per chiedere spiegazioni e sollevare interrogativi sulle attività produttive dello stabilimento. «Da tempo denunciamo i rischi legati alla sicurezza e alla presenza, in questo territorio, di impianti industriali connessi alla produzione bellica», scrive l’Associazione Libera. «Quello che è accaduto oggi conferma, ancora una volta, la necessità di non abbassare la guardia. Sicurezza, salute, ambiente e pace non possono essere considerati temi separati», aggiunge. «Quanto successo a Colleferro pone una domanda inevitabile: cosa sarebbe successo se un incidente di questa natura fosse avvenuto ad Anagni, nello stabilimento KNDS in località La Macchia, con la produzione di nitrogelatina?», fa eco il comitato Disarmiamoli – Valle del Sacco. «L’Assemblea No War Valle del Sacco ribadisce la propria contrarietà alla trasformazione della Valle del Sacco in un polo della produzione bellica e di materiali esplosivi. Non accetteremo che alla storica emergenza ambientale si aggiunga una nuova dimensione di rischio industriale e militare». Lo stabilimento di Colleferro era già stato teatro di un incidente simile nel 2007, quando, nella fabbrica allora di proprietà della Simmel Difesa, un’esplosione provocò un morto e 13 feriti.
Fonte: L’Indipendente.
- Ci sono 0 contributi al forum. - Policy sui Forum -