Sei all'interno di >> :.: Primo Piano | Politiche |

Cernobbio, i funerali di Mladić e la vittoria dell’AfD

Dalla marginalità alla legittimazione: La presenza dell’onorevole ed ex generale Roberto Vannacci al Forum di Cernobbio, i funerali di Ratko Mladić a Belgrado e la vittoria elettorale dell’AfD in Sassonia-Anhalt...

di Massimo Stefano Russo - mercoledì 9 settembre 2026 - 415 letture

La presenza dell’onorevole ed ex generale Roberto Vannacci al Forum di Cernobbio, i funerali di Ratko Mladić a Belgrado e la vittoria elettorale dell’AfD in Sassonia-Anhalt sono avvenimenti differenti, privi di un rapporto causale diretto. Possono tuttavia essere letti come espressioni di una trasformazione comune: il passaggio di culture nazionaliste, identitarie e autoritarie dalla marginalità verso il centro dello spazio pubblico europeo. La presenza di Vannacci a Cernobbio è significativa non solo per le opinioni espresse, ma per il luogo nel quale esse sono state pronunciate. Il Forum, frequentato da esponenti politici, imprenditori, economisti e rappresentanti delle istituzioni, possiede un rilevante capitale simbolico. Essere invitati significa venire riconosciuti come interlocutori legittimi nella discussione delle strategie politiche ed economiche.

Il confronto col senatore prof. Mario Monti, che ha ravvisato nelle posizioni di Vannacci una ricostruzione dello «spirito del fascismo», ha mostrato l’esistenza di un dissenso netto. La legittimazione che non richiede necessariamente l’approvazione può prodursi anche attraverso l’inclusione in un luogo prestigioso, con l’attribuzione di una posizione equivalente a quella degli interlocutori già riconosciuti.

La traiettoria di Vannacci la si può descrivere come una conversione del capitale polemico in capitale politico: la provocazione produce attenzione; l’attenzione favorisce il consenso; il consenso conduce alla rappresentanza elettiva; la carica istituzionale consente l’accesso agli spazi delle classi dirigenti. Le posizioni possono rimanere radicali, mentre la loro presenza diviene progressivamente ordinaria.

I funerali di Ratko Mladić mostrano un’altra forma di legittimazione: quella costruita attraverso la memoria collettiva. La partecipazione di migliaia di persone alle esequie, la commemorazione militare, la presenza dei veterani e la solennità religiosa hanno contribuito a rappresentarlo come difensore della nazione. Nonostante Llex comandante dei serbi di Bosnia sia stato condannato all’ergastolo per genocidio, crimini contro l’umanità e crimini di guerra, compreso il ruolo svolto nel massacro di Srebrenica.

Come mostrato da Maurice Halbwachs, le società non si limitano a conservare il passato: lo ricostruiscono secondo i bisogni e i conflitti del presente. Il funerale pubblico non riguarda solo il defunto, ma stabilisce il posto che gli viene assegnato nella memoria della comunità. Attraverso il rito, il condannato può essere separato dai crimini e ricollocato nella narrazione dell’eroe nazionale. La pietà verso il morto rischia così di trasformarsi in assoluzione storica. Le vittime marginalizzate una seconda volta: prima nella violenza subita, poi nella memoria che celebra il responsabile. Il giudizio del tribunale internazionale lo si può presentare come un’offesa alla nazione, mentre la responsabilità individuale viene assorbita nell’identità collettiva.

La vittoria dell’AfD in Sassonia-Anhalt costituisce il terzo passaggio: la trasformazione della cultura identitaria in forza elettorale. Col 43,8% dei voti e 39 seggi su 83, il partito si è avvicinato alla possibilità di governare il Land. Il risultato richiede un’analisi delle disuguaglianze territoriali, delle promesse incompiute della riunificazione, della sfiducia nelle istituzioni, delle paure economiche e delle posizioni sull’immigrazione e sulla Russia.

Sarebbe semplicistico descrivere quasi metà degli elettori come improvvisamente estremisti. Altrettanto riduttivo definire ogni voto all’AfD come una protesta priva di contenuti. Una parte dell’elettorato può condividere realmente la concezione identitaria della nazione e le politiche proposte dal partito. Protesta e adesione ideologica possono convivere. I tre episodi descrivono il passaggio della destra radicale dalla periferia al centro della vita pubblica: a Cernobbio mediante il riconoscimento delle élite, a Belgrado attraverso la celebrazione della memoria nazionalista, in Sassonia-Anhalt per mezzo del voto.

A Cernobbio la radicalità entra nello spazio delle élite; a Belgrado entra nel rito della memoria nazionale; in Sassonia-Anhalt entra nelle istituzioni attraverso il voto. Prestigio, memoria e consenso elettorale concorrono alla normalizzazione. Un elemento comune è la rivalutazione simbolica della figura militare, associata alla decisione, alla disciplina e alla forza. Quando la politica civile viene percepita come inconcludente, il generale può apparire capace di sostituire la complessità con la chiarezza. Il pericolo emerge quando la logica militare viene trasferita alla società: l’avversario diventa nemico, il dissenso tradimento, il compromesso debolezza e la pluralità disordine. Questi fatti, senza indicare una semplice ripetizione del fascismo storico, segnalano la ricomposizione contemporanea di alcuni suoi elementi: nazionalismo, culto della forza, costruzione del nemico, sfiducia nelle mediazioni e revisione selettiva del passato.

La democrazia non arretra solo attraverso una rottura improvvisa. Può arretrare per assuefazione: quando una parola radicale diventa abituale, un criminale di guerra viene trasformato in eroe e una forza antisistema acquisisce il potere di stabilire i temi e il linguaggio dell’intera discussione pubblica.


- Ci sono 0 contributi al forum. - Policy sui Forum -