Cerno: attaccati perché omosessuali di destra
Referendum: la Rai sbanda – Il papa e le guerre – Le bugie di Trump – Nozze d’argento per Leggo – Bezos convoca solo alcuni giornalisti – Condizionamenti al Secolo XIX –
NOZZE D’ARGENTO PER LEGGO – Il quotidiano gratuito Leggo ha compiuto, il 5 marzo scorso, 25 anni di vita. In Italia, i quotidiani gratuiti erano apparsi l’anno prima con lo svedese Metro, oggi chiuso. In realtà oggi è rimasto solo Leggo fra i gratuiti. Di proprietà dell’editore Caltagirone, oggi ha due edizioni cartacee con due redazioni, a Roma e a Milano. Oltre all’online nazionale, con due sezioni dedicate a Roma e a Milano. Il modello è sempre quello iniziale: informazione completa ma stringata, formato piccolo e maneggevole quindi ideale per i mezzi di trasporto pubblici. La filosofia di questi giornali, almeno all’inizio, era che la notizia si dovesse leggere fra una fermata e l’altra della metropolitana.
LE BUGIE DI TRUMP – Nei primi giorni di guerra contro l’Iran viene bombardata una scuola elementare. Muoiono 175 persone, soprattutto bambine e bambini. L’8 marzo Trump sostiene che a causare il bombardamento «È stato l’Iran a compiere il massacro… Secondo la mia opinione, basata su ciò che ho visto, questo è stato fatto dall’Iran. Loro sono molto poco accurati, come sapete, con le loro munizioni. Sono inaccurati in ogni cosa». Il New York Times dimostra che Trump ha mentito. La notizia del NYT è ripresa anche dal Guardian e dalla Bbc. Il NYT cita che il sito di giornalismo investigativo Bellingcat ha lavorato sulla storia, geolocalizzando il punto di caduta del missile. Il bombardamento su Minab è del 28 febbraio: un missile Tomahawk viene sganciato sulla scuola, che è adiacente a una base della Guardia rivoluzionaria. L’edificio un tempo faceva parte del complesso militare, ma poi è stato destinato ad uso scolastico. Il New York Times ha visionato le immagini satellitari, scoprendo che la scuola è stata separata dalla base con un muro tra il 2013 e il 2016, dieci anni fa; intorno erano state costruite attrezzature per giochi e attività all’aperto dei bambini. Come vengono scelti i bersagli dei bombardamenti? La National Geospatial-Intelligence Agency raccoglie le immagini, le passa alla Defense Intelligence Agency, che trasferisce le informazioni al Central Commando, incaricato di dirigere i missili sugli obiettivi in Iran. Ma evidentemente – scrive il New York Times – non era stato registrato il cambio di utilizzo dell’edificio. Trump ha sostenuto che altri Paesi hanno in dotazione i Tomahawk. Ma l’Iran non li ha e così nessuno degli altri vicini coinvolti nel conflitto, compreso Israele. Quindi solo gli statunitensi possono essere responsabili della morte dei bambini. Senza il giornalismo, le parole di Trump sarebbero state ritenute attendibili, o perlomeno avrebbero potuto lasciare la vicenda nell’incertezza.
BEZOS CONVOCA SOLO ALCUNI GIORNALISTI – Prima ha negato ai giornalisti del suo quotidiano, il Washington Post, un incontro per i massicci licenziamenti poi ha convocato un piccolo gruppo di giornalisti di punta e direttori della redazione per discutere sul futuro del quotidiano. L’incontro si è svolto nella villa di Bezos e ai partecipanti è stato chiesto di lasciare i telefoni all’esterno proprio per rimarcare la riservatezza della riunione. Stando alle indiscrezioni nella riunione si è discusso sia dei licenziamenti e sia di un nuovo e costoso progetto chiamato “Melania” di cui, però, non si sa molto.
I CONDIZIONAMENTI AL SECOLO XIX – Un inquietante editoriale del direttore del quotidiano genovese, Michele Brambilla, fa capire meglio le pressioni e i condizionamenti che alcuni politici hanno esercitato sul quotidiano. È quanto dichiara il presidente dell’ordine dei Giornalisti, Carlo Bartoli. «Il presidente della Regione Marco Bucci – aggiunge Bartoli – deve dimostrare pubblicamente di non aver fatto pressioni totalmente ingiustificabili nei confronti dell’editore del Secolo XIX al fine di condizionare le elezioni amministrative. Leggere dalle parole di un direttore che un politico interferisce nella linea politica di un giornale di cui non è proprietario rappresenta un segnale gravissimo». La vicenda era stata denunciata per prima da Il Fatto e da Repubblica e così si era appreso che il presidente della Regione, Marco Bucci, aveva fatto preparare dallo staff regionale del settore Comunicazione (l’Ufficio Stampa) dei dossier contro il Secolo XIX e contro Genova24, colpevoli, a suo dire, di mancata imparzialità.
REFERENDUM: «LA RAI SBANDA» – La pensa così il consigliere Rai Roberto Natale che ha così spiegato il suo pensiero: «Su Rai2 Tommaso Cerno che, nel suo 2 di Picche, sbeffeggia i rappresentanti del No (il che, naturalmente, non giustifica in alcun modo gli squallidi attacchi omofobi che ha ricevuto nelle ore successive, per i quali merita ogni solidarietà). Su Rai3 Salvo Sottile, che in Far West assegna alla magistrata chiamata a rappresentare il Sì la possibilità di intervenire non solo sul tema referendum, ma anche su sicurezza/immigrazione e sulla “famiglia nel bosco”, ovviamente in modo critico verso l’operato dei giudici. Su Rai1 Bruno Vespa, che prima in Cinque Minuti e poi a Porta a Porta ad essere arbitro imparziale nemmeno ci prova: riserva le sue obiezioni soltanto al rappresentante del No; richiama l’attenzione sulle «tante storie di cattiva giustizia che stanno venendo fuori in questi giorni e sulle tante persone alla quali la vita è stata distrutta»; rilancia a più riprese le fake news secondo le quali «nessuno dei giudici che sbagliano viene mai punito», «ma tutto questo la riforma proverebbe a smantellarlo» e afferma che «la cosa che fa impazzire l’Anm è il sorteggio, cioè la perdita di potere».
CERNO: ATTACCATI PERCHÉ OMOSESSUALI DI DESTRA – «Non puoi più neanche andare a letto con chi vuoi, perché su Rai2, ospite di Diaco a Bellama, abbiamo cantato Sal Da Vinci, con un’orchestra, semplicemente la canzone, nulla che c’entrasse con il referendum, con il sì, con il no, con Gratteri, ma non va bene. Perché? Perché siamo omosessuali di destra e gli omosessuali non possono esserlo». Così Tommaso Cerno, in una recente puntata di 2 di Picche, la striscia che conduce su Rai2, dopo l’incursione di ieri nel programma di Pierluigi Diaco dove ha cantato alla chitarra “Per Sempre Sì”, la canzone che ha vinto il Festival di Sanremo. Il giornalista ha poi citato un commento di critica: «Che schifo, non c’è niente che mi fa più schifo dei froci di destra che cantano». Poi Cerno ha aggiunto: «Questo lo posso dire io, che vengo criticato perché non sono abbastanza politicamente corretto, ma non sento tutti questi grandi attivisti dei diritti con le bandiere arcobaleno difendere due omosessuali, Diaco e Cerno, attaccati perché cantano una canzone».
IL PAPA E LE GUERRE – Nell’ambito dei 50 anni del TG della seconda rete Rai, Leone XIV si è rivolto ai giornalisti e ha affermato che «L’informazione non deve diventare propaganda né trasformarsi in megafono del potere, ma raccontare la guerra mostrando il dolore delle popolazioni e il punto di vista delle vittime». Tocca a voi, ha continuato, «mostrare le sofferenze che la guerra porta sempre alle popolazioni, mostrare il volto della guerra e raccontarla con gli occhi delle vittime per non trasformarla in un videogame. Non è facile nei pochi minuti di un telegiornale o di un approfondimento, ma è qui la sfida».
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