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Catania: una città da serie A

Festeggiamenti fino a notte inoltrata per la grande vittoria
di Valerio Contarino - mercoledì 31 maggio 2006 - 3689 letture

Intorno alle ore 17 di domenica 28 maggio il centro di Catania inizia a riempirsi e a diventare lo scenario di una grande festa, la festa per il passaggio in serie A.

Uno spettacolo a dir poco emozionante: veicoli di tutti i tipi colmi di bandiere rossazzurre, e di persone in festa; ma cosa ancor più interessante è il fatto che sono molti gli extra comunitari a festeggiare con le magliette rosso-azzurre, volti a simboleggiare il loro inserimento nell’affascinante metropoli etnea.

E’ stata un’invasione rumorosa, l’esplosione di una gioia attesa per 23 anni: clacson suonati a ripetizione, canti, grida e canzoni. Mete preferite per la festa le piazzi principali di Catania, su tutte piazza Duomo, piazza Università e piazza Europa, gremite all’inverosimile con tifosi che sventolano bandiere, sciarpe, cappelli e vessilli rosso-azzurri.

Al fischio finale è gioia incontenibile: lo stadio esplode, il campo si riempie di rossazzurro, si salta, si balla, si inneggia al Catania ma anche contro il Torino. Più uno sfogo liberatorio che una rivalsa, uno striscione lo ribadisce: "In Serie A senza dover dire grazie a nessuno".

E’ la vittoria anche per la dirigenza Pulvirenti. Nel 2004 c’è stato infatti il passaggio di proprietà dalla famiglia Gaucci all’imprenditore catanese che ha sempre creduto in progetti ambiziosi ed ecco qui la prima splendida realtà. Il Catania chiude il campionato di serie B, come detto, al secondo posto, con 78 punti, frutto di 22 vittorie, 12 pareggi e 8 sconfitte.

Marino dedica la vittoria e la promozione in serie A a chi non c’è più. "E’ un gruppo straordinario - dice l’allenatore dei rossazzurri -, hanno vinto un gruppo e una società eccellenti. Quest’ultima mi ha messo in condizione di operare al meglio. È una promozione dedicata anche a quelli che non ci sono più, chi ha perso la vita per seguirci a Lecce, e anche a Vincenzo Del Vecchio, che ha indossato la maglia del Catania e adesso non c’è più".

Il Catania parte a spron battuto, spinto da 22 mila che gremiscono il Massimino. In apertura due rigori reclamati, ma non concessi dall’arbitro Farina, al Catania. Quindi Caserta prova di destro, respinge il portiere Ginestra. Al 14’ il vantaggio interno: Spinesi raccoglie un cross di Baiocco, di testa, ma c’è un errore del portiere Ginestra che tenta di smanacciare fuori ma finisce per infilare la propria porta. Il "gabbiano" stabilisce così il record di gol personale.

Entusiasta il parlamentare della Margherita ed ex sindaco Enzo Bianco. "Esprimo tutta la mia felicità per la vittoria del Catania. Ho sognato anch’io la promozione in serie A, una promozione che Catania e i catanesi meritano. Siamo di fronte a un risultato fortemente voluto e costruito con passione e programmazione".

Al presidente Pulvirenti, alla squadra e all’intera società, vanno i miei più sinceri complimenti e un grazia per un sogno che si realizza - aggiunge Bianco -. Quando si ottiene un risultato così importante, è chiaro che il merito è del lavoro di tante persone e di tutte le componenti. Per un momento di grande crisi dei valori dello sport, la passione di un’intera città assume un significato ancora più importante. Il Catania, sono certo, rappresenterà anche i valori e la voglia di riscatto del calcio. Ora, senza che ci si faccia prendere dalla tentazione di salire sul carro dei vincitori - conclude -, occorre che ciascuno per le proprie competenze e responsabilità, lavori da subito per creare le condizioni affinchè il Catania in A non sia una meteora ma una splendida e duratura realtà".

Il sindaco Umberto Scapagnini ha seguito dagli spalti dello stadio Massimino la partita di Calcio tra Catania e Albinoleffe che si è rivelata decisiva per la promozione in serie A della squadra etnea. "Un vento storico, eccezionale, fantastico, meraviglioso - commenta Scapagnini -. Anni di sofferenza, umiliazione e fatica cancellati da questo momento di grande gioia che accomuna tutti i catanesi nell’amore per la propria squadra. Un incredibile e indescrivibile entusiasmo collettivo per tutta la città. Un sogno che finalmente si realizza grazie a questa squadra, alla società, ai tifosi, all’intera città: sono veramente felice come sindaco, come catanese, come tifoso".

"La prima forte emozione di questa splendida giornata - continua il sindaco - l’ho provata quando sono arrivato allo stadio e, in colpo d’occhio, ho ammirato il fantastico spettacolo offerto dal meraviglioso pubblico dei nostri tifosi. Una festa spontanea e sentita, vissuta alla grande da tutti i catanesi. La città continua a crescere su tutti i fronti. Adesso dobbiamo lavorare per fare giocare degnamente il Catania in serie A e l’amministrazione comunale comincerà a mettere in atto tutti quei progetti, scaramanticamente non ancora esplicitati, per l’ingrandimento dello stadio Cibali in maniera che, anche grazie alle nuove tecnologie, la capienza venga aumentata di alcune migliaia di posti. E pensare anche al nuovo stadio".

Il Catania conclude così la stagione con il miglior attacco: ben 67 reti per gli etnei, a fronte però delle 42 subite. Adesso il Catania si affaccia nuovamente nel calcio di massima serie. La volata finale premia i rossazzurri di Marino e la prima ..."cartolina" arriva da Palermo e dal Palermo. C’è attesa per lo storico derby siciliano, lontano tanti anni dalla serie A. Tornerà presto nel calendario della massima categoria con la speranza di vedere (sempre) solo due belle partite di calcio e con una leale e sportiva rivalità che ha sempre contraddistinto la sfida a distanza tra i due più importanti club siciliani.


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