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Catania, il mare negato

Vogliono distruggere la scogliera D’Armisi, una porzione di mare ancora accessibile, un bene prezioso che appartiene ai catanesi e al futuro della città.

di Pina La Villa - mercoledì 29 aprile 2026 - 488 letture

Giovedì 30 aprile 2026 la Commissione Trasporti della Camera dei deputati darà il proprio parere sul Decreto del Presidente della Repubblica che di fatto approverebbe la proposta di nuovo piano regolatore del porto di Catania.

Questa mattina - 28 aprile 2026 - ho partecipato alla conferenza stampa, organizzata da varie associazioni cittadine, - Osservatorio politiche urbane e territoriali, Lipu, Wwf, Sunia, Volere la Luna e altre realtà, insieme ai consiglieri comunali del M5s Graziano Bonaccorsi e Gianina Ciancio - che si è tenuta in piazza dei Martiri, sul cosiddetto "passiatore", la passeggiata che si affaccia nell’area che, se il piano dovesse essere approvato, amplierebbe il porto con diverse tonnellate di cemento per offrire approdo ai grandi yacht.

E’ stato ancora una volta denunciato un progetto che rovinerebbe la Scogliera D’Armisi, cioè l’ennesima operazione speculativa per “togliere ai più per dare ai pochi”, cioè per continuare a imbruttire la città, inquinarla, tagliare, sempre più assurdamente, il suo rapporto con il mare, per offrire tutto questo al turismo degli yacht.

Il sindaco Trantino, durante un consiglio comunale, a chi si opponeva al progetto di ampliamento del porto che cementificherà, distruggendola, tutta l’area della scogliera D’Armisi, se n’è lavato le mani dicendo che non è una scelta che compete al consiglio comunale, e non ha dato alcun seguito alle richieste di discutere di questo criminale progetto dell’autorità aeroportuale.

Catania è una città sul mare, ma sembra voltargli le spalle: dal porto ad Acicastello, scogli di pietra lavica, in pratica dentro la città, ma separati da essa prima dai binari della stazione ferroviaria, poi dalla sconsiderata scelta di edificare tribunale e uffici giudiziari in Viale Africa, e adesso dal progetto dell’autorità aeroportuale che distruggerà la scogliera D’Armisi, quella che, dicono gli esperti, dovrebbe essere, per le sue caratteristiche, un’area marina protetta: grotte laviche preistoriche, passaggi di acqua dolce che rendono l’acqua meno inquinata, una ricca e particolare fauna.

Siamo in tempo a fermare questo ennesimo “stupro” della città?

Sì, diverse iniziative sono state proposte oggi durante la conferenza stampa, e, in atto, come comunica l’ingegnere Mario Spampinato, ci sono dei ricorsi al TAR che saranno discussi a Giugno.

Per saperne di più su questa battaglia sul futuro di Catania rimando all’appello del videomaker Marco Pirrello, che contiene il link per continuare firmare la petizione che ha già raggiunto più di 4000 firme.

Già a Settembre Marco Pirrello aveva parlato della questione in un video che trovate su You tube.



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