Catania: cattolici contro la guerra
Contro il riarmo: L’associazionismo cattolico per la pace. Luca Kocci (Il Manifesto)
L’associazionismo cattolico pacifista scende in piazza oggi [30 dicembre 2025] a Catania per la 58ma marcia nazionale per la pace, promossa dalla Commissione episcopale problemi sociali, lavoro, giustizia e pace della Cei, insieme all’arcidiocesi etnea. Il titolo scelto, “La pace sia con tutti voi: verso una pace disarmata e disarmante”, richiama gli ultimi appelli di papa Leone XIV contro la deriva bellicista che attraversa l’Europa e il mondo. «Viviamo un tempo segnato da guerre, riarmo e paura», affermano le associazioni, fra cui Azione cattolica, Acli, Caritas, Focolari, Libera, Pax Christi e scout dell’Agesci. «Torna ad affermarsi il principio arcaico del si vis pacem, para bellum, mentre crescono le spese militari a discapito di giustizia sociale, welfare e tutela dell’ambiente. Mettere in discussione la corsa agli armamenti è un dovere civile e spirituale, non una posizione ingenua o ideologica».
«Con il riarmo, l’aumento delle spese militari e la proposta di riattivare la leva, l’Italia è in prima fila nella preparazione della guerra, mentre l’articolo 11 della nostra Costituzione sembra ormai archiviato», spiega monsignor Giovanni Ricchiuti, presidente di Pax Christi, che ieri ha aperto il convegno con gli interventi, fra gli altri, di Antonio Mazzeo sul mondo in guerra e del direttore nazionale della pastorale sociale della Cei, don Bruno Bignami, che ha rilanciato la recente nota dei vescovi su “Educare a una pace disarmata e disarmante”: «Corsa agli armamenti, economia di guerra e linguaggio pubblico violento ci allontanano dalla pace, bisogna educare le coscienze alla nonviolenza e a scelte etiche per la vita e non per la morte, a cominciare dal disinvestimento nelle banche e nelle fabbriche armate».
Le associazioni ribadiscono: no alla cultura della guerra e logica del riarmo; economia di pace e conversione ecologica, difendendo il lavoro dai ricatti legati alla produzione di armi; impegno per cooperazione internazionale, diplomazia popolare e difesa civile non armata e nonviolenta; apertura del dibattito pubblico su disarmo nucleare e adesione dell’Italia ai trattati internazionali di messa al bando delle armi atomiche. Questa mattina seconda giornata di convegno con gli interventi delle associazioni cattoliche e le conclusioni di don Ciotti. Nel pomeriggio la marcia attraverserà Catania da piazza Stesicoro fino alla chiesa di San Benedetto.
Questo articolo di Luca Kocci è stato diffuso da Il Manifesto.
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