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Catania. Forte mobilitazione al fianco di Mimmo Lucano

L’articolo di Carlo Genovese è stato pubblicato da Contropiano.org

di Redazione - martedì 5 ottobre 2021 - 862 letture

i è svolto a Catania, nei pressi della prefettura, un partecipato presidio di solidarietà con Mimmo Lucano, l’ex sindaco di Riace condannato a oltre 17 anni di carcere perché il suo “modello Riace” dell’accoglienza è stato considerato frutto di pratiche delinquenziali.

Il presidio, indetto da Spazi Sociali Catania, ha registrato la presenza attiva di tante organizzazioni (ed individualità): Rifondazione Comunista, Potere al Popolo, Circolo Città Futura Catania, Movimento Universitario Autorganizzato, PCI, Fronte della Gioventù Comunista, LPS, USB, Sinistra Anticapitalista, COBAS, PCL, Comunità Resistente Piazzetta, PMLI, ASIA USB Catania.

Tantissimi gli interventi al microfono, fra i quali quello di Mimmo Cosentino, segretario regionale di Rifondazione Comunista, che, dopo aver contestualizzato il “modello Riace”, ha denunciato il ruolo che il centro-sinistra, in modo particolare il Pd, ha svolto nella criminalizzazione di Lucano e che sta svolgendo adesso nei confronti delle lavoratrici e dei lavoratori stando al governo con la Lega.

“Quindi, ha concluso Cosentino, “è importante partecipare e sostenere lo sciopero generale dell’11 ottobre indetto dal sindacalismo di base”.

A seguire l’intervento di Damiano Cucè (Potere al Popolo) che ha evidenziato che quello che sta accadendo a Mimmo Lucano non è un caso limite, che “c’è un attacco contro tutto, tutte e tutti coloro che contrastano il sistema dei padroni”.

Orazio Vasta di ASIA USB ha affrontato il tema della legalità, “quella legalità attraverso la quale lo stato italiano e i suoi governi attuano ingiustizie e repressioni. Legalità che gode, dentro e fuori il parlamento, del sostegno delle destre e del Pd e dei suoi alleati, con la complicità di CGIL CISL UIL”.

“In nome della legalità – ha evidenziato il sindacalista – i tribunali sfrattano con l’intervento della polizia famiglie che non hanno nessun reddito. La stessa legalità che permette i licenziamenti e permette alla polizia di caricare e manganellare le lavoratrici e i lavoratori che lottano a mani nude per il proprio posto di lavoro”.

Salvatore D’Arrigo (Partito Comunista dei Lavoratori), ricordando l’impegno di Mimmo Lucano, ha denunciato la macelleria sociale in corso e “l’importanza dello sciopero generale indetto dal sindacalismo di base per l’11 ottobre “.

L’insegnante Giorgia Listì ha denunciato ” il tentativo di arrestare la solidarietà attraverso la persecuzione politica e giudiziaria che stanno vivendo i singoli e le associazioni che sostengono il diritto alla migrazione ed all’accoglienza”.

Sesto Schembri (PMLI) ha sittolineato che “la condanna di Lucano non è una sorpresa. Rientra nella normalità del sistema borghese che non è riformabile”.

Ancora altri interventi: di Ludovica Intelisano (Spazi Sociali), di Elena Anna Majorana (Sinistra Anticapitalista), di Luca Bruno (Movimento Universitario Autorganizzato) , di Micio Stimoli (ANPI), di una studentessa del collettivo LPS e di altre e altri Presenti al presidio.

Ha chiuso la manifestazione Fabrizio Cappuccio ( Spazi Sociali), che ha, attraverso la condanna subita da Lucano, tracciato il confine sottile che esiste fra la legge dello stato e chi è a volte costretto ad infrangerla per sopravvivere o per difendere o affermare i diritti propri e quelli degli altri.


L’articolo di Carlo Genovese è stato pubblicato da Contropiano.org



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