Castelli medievali di Sicilia

Castelli medievali di Sicilia. Guida agli itinerari castellani dell’isola (a cura della regione siciliana, centro regionale per l’inventario e la catalogazione dei Beni Culturali e ambientali, 2001)
di Pina La Villa - sabato 16 luglio 2005 - 8966 letture

Castelli medievali di Sicilia. Guida agli itinerari castellani dell’isola (a cura della regione siciliana, centro regionale per l’inventario e la catalogazione dei Beni Culturali e ambientali, 2001)

Non si tratta di una guida turistica, anche se potrebbe accompagnarci in un viaggio affascinante, al tempo stesso storico, artistico e paesaggistico, per tutta la Sicilia.

Il libro, un catalogo di circa 500 pagine, è una guida alla conoscenza dei castelli siciliani, che diventa - per il livello del lavoro di schedatura e per la ricchezza dei saggi introduttivi - una guida alla conoscenza della storia dell’isola nel basso medioevo attraverso la storia dei suoi castelli.

“Dal censimento effettuato, che riguarda un arco temporale di circa cinque secoli, dalla seconda metà dell’XI alla fine del XV, risulta un elenco di circa 300 castelli, di cui l’80% è riscontrabile sul territorio, mentre il residuo 20% è solo attestato dalle fonti ed è oggetto di ricerche da parte di un manipolo di studiosi, che fanno la spola fra gli archivi e la campagna” (Vicari).

Il libro raccoglie schede su tutti i castelli siciliani di cui permangono testimonianze, resti anche minimi, fornendone la descrizione, le notizie storiche, l’ubicazione, la localizzazione storica, la cronologia delle principali fasi storico-costruttive, lo stato di consistenza, l’impianto planimetrico, i rapporti ambientali, i vincoli, la proprietà e l’uso attuale, per finire con una bibliografia essenziale relativa a ognuno di essi. Il tutto corredato da foto dei siti e introdotto da alcuni saggi di grande valore scientifico.

Il lavoro è stato svolto da un gruppo scientifico appositamente costituito dall’istituto italiano dei castelli, sezione Sicilia (presidente Giovanni Ventimiglia di Monteforte) e, come chiarisce Pietro Pulvirenti (vicepresidente della Sezione Sicilia dell’istituto italiano de castelli e curatore del progetto editoriale), vuole essere un guida alla conoscenza dell’insediamento castellano nell’isola, “del quale era opportuno fornire una panoramica completa, comprendendo oltre agli esempi più rappresentativi e meglio conosciuti, anche i castelli meno noti e quelli oggi non più esistenti ma documentati dalle fonti storiche”.

Considerata però la vastità del fenomeno castellano in Sicilia, sono stati “presi in esame i castelli la cui esistenza, come tali, è attestata da fonti certe, limitatamente all’arco di tempo compreso fra la seconda metà dell’XI secolo - 1061 , data dell’inizio della conquista dell’isola da parte dei normanni - e gli inizi del XVI, data dopo la quale cambia completamente la tipologia costruttiva delle strutture castellane”.

“I manufatti castellani residuati costituiscono una realtà molto variegata, che interessa la maggior parte dei comuni siciliani e che comprende dai pochi ruderi nascosti e inaccessibili, agli scheletri isolati nel territorio agricolo, spesso stagliati in cima a un altopiano o a una montagna, a caratterizzare il paesaggio, alle fortificazioni costiere, ai complessi edificati che hanno fatto da matrice allo sviluppo urbano di città e paesi, alle labili tracce inglobate in complesse stratificazioni costruttive di difficile riconoscibilità. Pochi, fra i tanti, gli edifici conservati che abbiano in atto un uso dignitoso e pertinente, alcune decine in tutto; gli altri, se non ridotti a ruderi, sono spesso edifici manomessi e sfigurati da secolari usi impropri” (Nino Vicari)

Il 40% dei siti castellani è in mano ai privati, il 60% in mano pubblica (comune, regione, stato). Le due tipologie pongono problemi diversi. Per i primi, si auspica l’estensione dei vincoli di salvaguardia (che allo stato attuale non riguardano tutti i resti e spesso sono solo formali), per i secondi si pone il problema del restauro (o recupero) e della fruibilità. Sempre Nino Vicari, nel suo saggio “Il patrimonio castellano in Sicilia. Recupero e destino”, auspica la creazione di un’Autorithy “che punti su una rete organizzata di itinerari significativi sul filo della storia, più che su esposizioni etnografiche di espressione locale.” (Vicari)

Itinerari significativi per la storia del nostro medioevo, poco conosciuta e liquidata con la formula semplice delle dominazioni straniere. La storia dei castelli è storia dei nostri dominatori ma è anche storia dei nostri baroni e dei nostri villani armati a difendere i possessi dei signori, è storia di guerre non solo per la conquista dell’isola da parte di dinastie straniere, ma anche di lotte furibonde per il potere da parte dei nostri baroni. Non è un caso che la maggior parte dei castelli dell’interno siano nati nel XIV secolo, epoca della cosiddetta "anarchia feudale". Serve un pò di storia, insomma, per cogliere il senso di questi ruderi disseminati per la campagna siciliana, e, a loro volta, questi ruderi ci aiuteranno a conoscere e capire meglio la nostra storia.

"Castelli siciliani nel medioevo" è, in questo senso, uno strumento insostituibile.


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Castelli medievali di Sicilia
26 marzo 2006, di : enrico mazzarino

dove potrei trovare il libro? e come poterlo acquistare? grazie sin d’ora