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Carissima Sigonella

Nuovi investimenti a Sigonella, per rendere la base sempre più efficente e pronta a supportare le guerre in Medio Oriente.

di Sergej - giovedì 2 settembre 2004 - 4771 letture

Il mondo è in guerra? La Sicilia può starsene felicemente sul davanzale di casa, affacciata, godendosi la vista. E soprattutto partecipando allo sforzo bellico ma da posizione di tutto comodo e riposo. In Sicilia, nella base statunitense di Sigonella decollano gli investimenti. Ciò significherà più investimenti USA per le ditte appaltatrici siciliane. Mentre in Germania è previsto lo smantellamento delle basi USA (pardon! NATO) anche per punire la politica di quello Stato nei confronti dell’ultima invasione americana (la guerra in Irak).

Il Congresso Usa ha deliberato un investimento complessivo di 675 milioni di dollari (pari a 550 milioni di euro) da spendere nel quadriennio 2004-2007 per potenziare la base. Si tratta solo dell’ultimo finanziamento, in ordine di tempo, destinato anche alla ristrutturazione della Navy Air Station (Nas) che si trova in provincia di Catania ed è divisa in due aree (Nas 1 e Nas 2). L’obiettivo è creare entro il 2007 una cittadella completamente autonoma. Al termine dei lavori l’area Nas 1 sarà demolita e rifatta all’80%; Nas 2 sarà ristrutturata al 65 per cento. A settembre dovrebbero partire i cantieri da 59,5 milioni di euro (la gara è stata vinta dalla Cmc di Ravenna) per la realizzazione di una scuola all’interno dell’area Nas 1 e di altri sette edifici nell’area Nas 2. La Cmc, insieme alla Pizzarotti di Parma e alla Lotos di Acireale, fa parte del gruppo ristretto di aziende che da anni lavora nella base. Grandi imprese che affidano in subappalto a piccole aziende locali i lavori di impiantistica, la fornitura e il trasporto dei materiali. Per le gare d’appalto l’amministrazione Usa segue procedure proprie: i bandi vengono pubblicati solo in una bacheca interna e su Internet. Per ogni mega-cantiere avviato vengono stipulati altri 70-80 contratti di subappalto con imprese locali e arrivano a lavorare fino a 300 persone. Nella base lavorano anche 900 civili italiani assunti dal governo americano.


Fonte: http://www.ilsole24ore.com/fc?cmd=art&codid=20.0.567443772


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