Camorra, gente vera

di Alberto Giovanni Biuso - mercoledì 8 aprile 2009 - 2012 letture

Non se ne può più di film che insultano la nostra gente meridionale -campana, calabrese, siciliana- ponendosi sempre dalla parte di singoli personaggi, in questo caso il giornalista “abusivo” (per sua stessa ammissione) Giancarlo Siani, di Torre Annunziata. I registi, gli scrittori, i filosofi, gli artisti -gli “intellettuali” insomma- non comprendono come la vendetta, una giustizia immediata e superiore alle lungaggini, ai cavilli, alla manipolazione propria dei tribunali, sia una giustizia migliore, più equa e soprattutto risolutiva dei conflitti. Conflitti che, peraltro, non possono essere eliminati e che costituiscono il sale e il sapore della nostra tenace vita mediterranea. O vogliamo ridurci alla noia paludata e triste dei Paesi scandinavi?

Non se ne può più di film contro l’Italia e la sua gente vera, quella che compone la cosiddetta “criminalità organizzata”, in realtà autentico motore dell’economia, degli scambi, della politica e anche della creatività, della forza popolare.

Non se ne può più di opere elitarie, di minoranza, snobistiche, del tutto e radicalmente incapaci di capire l’antropologia familistica, la radice omerica (la gioia, cioè, dello sterminio dei nemici), il profondo substrato spirituale di chi ogni giorno mette in gioco la vita propria e altrui nei vicoli delle nostre belle città del Sud, insegnandoci in questo modo che la vita stessa non è l’ultimo valore ma che più di essa contano il clan al quale si appartiene, i figli da privilegiare in tutti i modi contro i figli degli altri, l’onore del nome e della persona. Una vita eroica che i moralisti di tutte le specie sono incapaci di comprendere nella sua bellezza.

Trailer di Fortapàsc

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